14.4025 · Mozione · 2014-11-26
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di dare alla violenza domestica la giusta priorità nella politica sanitaria nazionale.
Begründung
Una vita senza violenza non è un privilegio, ma un diritto umano. Molte persone sia in Svizzera che nel resto del mondo sono tuttavia private di questo diritto, addirittura entro le proprie mura domestiche. Vari rapporti e studi forniscono regolarmente dati aggiornati sulle conseguenze devastanti che la violenza domestica ha in primo luogo per le vittime dirette, ma anche per la società nel suo insieme.
Nel 2013, la statistica criminale di polizia ha registrato 16 496 reati di violenza domestica. Nello stesso anno, il 41 per cento degli omicidi in Svizzera è stato commesso nella sfera domestica. Come rilevato dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, la violenza domestica comporta gravi conseguenze sulla salute delle vittime, quali lesioni fisiche, malattie croniche o disturbi psichici. Il problema non causa soltanto sofferenze considerevoli, ma genera anche costi rilevanti per la collettività. Secondo stime prudenti, i costi della sola violenza nelle relazioni di coppia ammontano già a 164 milioni di franchi all'anno. Di questi, 35 milioni riguardano la salute, che occupa il terzo posto tra gli aspetti presi in considerazione.
Nel maggio del 2014, la Svizzera ha appoggiato una risoluzione dell'OMS che invita la comunità internazionale a rafforzare il ruolo dei sistemi sanitari nel combattere la violenza domestica.
La violenza intrafamiliare deve entrare a far parte delle priorità della politica nazionale sanitaria dell'Ufficio federale della sanità pubblica, come l'alcol e il tabacco, per permettere al Consiglio federale di rispettare l'impegno preso. Inoltre, dare alla violenza domestica la giusta priorità offrirebbe una nuova prospettiva e una dimensione nazionale alla lotta contro questo fenomeno.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
È indubbio che la violenza domestica comporti gravi conseguenze per la salute. Le ripercussioni sia sul piano individuale (lesioni fisiche, sofferenze psichiche) sia su quello sociale (costi) rendono necessaria una definizione della tematica anche nell'ambito della sanità.
A livello di attuazione, la strategia di politica sanitaria del Consiglio federale Sanità 2020 comprende diversi dossier che presentano un evidente collegamento con il tema della violenza domestica, in particolare quelli riguardanti la salute mentale, l'alcol e le mutilazioni genitali femminili.
Attualmente, nel settore della salute mentale, è in corso l'elaborazione del rapporto in adempimento del postulato della CSSS-S 13.3370, "Provvedimenti previsti nel settore della salute mentale in Svizzera", ed è attuata la mozione Ingold 11.3973, "Prevenzione del suicidio. Sfruttare maggiormente il margine di manovra a disposizione"; entrambi gli interventi prendono in considerazione il tema della violenza domestica.
Il progetto di ricerca "Alcol e violenza nei rapporti di coppia" commissionato dall'Ufficio federale della sanità pubblica e condotto tra il 2011 e il 2013, mostra che in circa la metà dei casi esiste una problematica duale: violenza domestica e consumo eccessivo di alcol. In virtù di questo studio, dal 2014 i progetti di prevenzione e lotta alla violenza domestica possono essere finanziati nel quadro del programma nazionale alcol. La strategia di prevenzione dell'alcolismo avviata dalla Confederazione contribuisce in generale a limitare il consumo problematico di alcol e di conseguenza, direttamente o indirettamente, a ridurre la violenza tra le mura domestiche.
Con il fenomeno dell'immigrazione, anche in Svizzera si è manifestato il problema delle mutilazioni genitali femminili: secondo le stime, sono 13 000 le donne colpite o a rischio (dato aggiornato al 2012). Dal 2012, l'articolo 124 del Codice penale sancisce esplicitamente il divieto di mutilazione di organi genitali femminili. La Confederazione sostiene a tal fine misure concrete di sensibilizzazione e prevenzione (cfr. risposta all'interpellanza Feri Yvonne 14.3155, "Mutilazioni genitali femminili. Misure di prevenzione della Confederazione").
La violenza domestica, tuttavia, non è soltanto un tema di politica sanitaria, ma concerne anche altri ambiti politici. Le competenze in seno all'amministrazione federale sono disciplinate in modo chiaro e mirato e la collaborazione è garantita. L'ambito violenza domestica dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo coordina le attività di diversi uffici federali nella lotta alla violenza domestica e dirige il gruppo di lavoro interdipartimentale sulla violenza domestica (Interdepartementale Arbeitsgruppe häusliche Gewalt IAHG) interno all'amministrazione federale, di cui fanno parte anche l'Ufficio federale della sanità pubblica, la Segreteria di Stato della migrazione, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, l'Ufficio federale di giustizia e l'Ufficio federale di statistica. In questo modo si garantiscono il coordinamento e la collaborazione degli uffici federali nelle attività del settore della violenza domestica e si tiene conto del carattere multisettoriale di questo ambito.
La prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica sono inoltre l'oggetto di una delle più recenti convenzioni del Consiglio d'Europa ("Convenzione di Istanbul"), entrata in vigore nell'agosto 2014 e sottoscritta dalla Svizzera l'11 settembre 2013. I lavori di redazione del rapporto esplicativo e dell'avamprogetto del messaggio concernente l'approvazione della convenzione sono in corso. La Convenzione di Istanbul rispetta la regola delle quattro "p": "prevenzione", "protezione", "perseguimento penale" e "politiche integrate". Soprattutto nell'ambito della prevenzione, gli Stati contraenti si impegnano a promuovere la presa di coscienza mediante misure di diverso tipo, per esempio introducendo programmi di sensibilizzazione e programmi di intervento di carattere preventivo e di trattamento per gli autori di violenze domestiche.
Alla luce di quanto precede e prendendo in considerazione le misure previste, in corso e già adottate, il Consiglio federale ritiene soddisfatte le richieste avanzate e propone di respingere la mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.