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15.3423 · Mozione · 2015-05-05

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di vietare la vendita e l'utilizzo di glifosato sul territorio svizzero.

Begründung

Il glifosato è un erbicida presente nel Roundup, un diserbante ampiamente utilizzato in tutto il mondo.

Stando ai lavori pubblicati dal centro internazionale di ricerca sul cancro di Lione, un'agenzia dell'Organizzazione mondiale della salute specializzata in ambito oncologico, il glifosato potrebbe essere considerato un prodotto probabilmente cancerogeno per l'uomo.

Agricoltori, giardinieri e privati utilizzano correntemente tale prodotto, che può peraltro essere ingerito tramite gli alimenti e l'acqua potabile.

Comporta un rischio accresciuto di sviluppare un linfoma maligno non-Hodgkin.

Alla luce di questo rapporto allarmante, riteniamo doveroso vietare immediatamente il prodotto in questione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il glifosato è l'erbicida più utilizzato in Svizzera. Viene impiegato in particolare per la risemina dei prati, prima di seminare una coltura nel quadro delle tecniche di coltivazione rispettose del suolo, nella lotta contro le piante problematiche nei maggesi, nella cura delle superfici su cui corrono i binari nonché nella lotta contro le malerbe nei frutteti, nei vigneti e nel verde pubblico. In seguito al ritiro di numerosi erbicidi, fatta eccezione per la lotta meccanica o manuale, per determinate applicazioni non vi sono alternative.

Il Consiglio federale sa che a marzo 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un organo dell'Organizzazione mondiale della salute (OMS), ha classificato il glifosato come "probabile cancerogeno". Il 20 marzo 2015 la rivista "The Lancet" ha pubblicato un breve articolo su questa decisione che però non permette di verificare obiettivamente e scientificamente le conclusioni della IARC. Non sono infatti ancora disponibili il rapporto esaustivo e le valutazioni dettagliate alla base di questa nuova classificazione. Stando al suddetto articolo, sembra che per la valutazione la IARC non si sia avvalsa di nuovi studi tossicologici.

In Svizzera e in Europa il glifosato non è classificato come cancerogeno. Tale valutazione si basa sulle conclusioni dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria competente, sul piano nazionale, della valutazione dal profilo sanitario, nonché di organi d'esperti internazionali come l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ma anche la riunione congiunta sui residui di pesticidi dell'OMS e dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura preposta alla valutazione dei prodotti fitosanitari.

Nell'ambito del più recente riesame del glifosato, condotto poco tempo fa nell'UE sulla scorta della nuova valutazione di quasi mille studi, il glifosato non è stato valutato come cancerogeno o nocivo per la riproduzione e la fertilità.

Il glifosato adempie inoltre tutte le condizioni previste per la tutela dell'ambiente. Esso non è nocivo né per i volatili e i mammiferi né per gli insetti. Stando allo stato attuale delle conoscenze, se l'applicazione è adeguata non vi è alcun rischio inaccettabile neppure per gli organismi acquatici. Grazie all'efficace legame tra il glifosato e il suo metabolita AMPA nel suolo, tale principio attivo è da classificare come piuttosto non problematico per le acque sotterranee. Dati di monitoraggio comprovano che le esigenze legali sono adempiute e che non vi sono da attendersi effetti negativi su animali acquatici e piante né sulle acque sotterranee.

L'applicazione di prodotti contenenti glifosato immediatamente prima del raccolto, consentita all'estero tra l'altro come prodotto essiccante nella coltivazione di cereali, in Svizzera è vietata. Per questo motivo nelle derrate alimentari di produzione indigena non vi sono residui. Tuttavia, di base è possibile che l'uomo assuma residui di glifosato attraverso derrate alimentari di provenienza estera. Le concentrazioni massime consentite sono fissate a un livello sufficientemente basso da escludere conseguenze a lungo termine per l'uomo.

Sulla base degli attuali studi tossicologici, al momento non vi è alcuna ragione di classificare il glifosato come cancerogeno. Qualora nuove informazioni scientifiche dovessero giustificare una nuova classificazione, verranno adottate le necessarie misure a tutela dell'uomo e dell'ambiente. Nel quadro dell'elaborazione del piano d'azione nazionale per la riduzione dei rischi e l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari viene altresì valutato come è possibile limitare ulteriormente i rischi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.