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16.3933 · Postulato · 2016-12-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare, di concerto con la Posta svizzera, le diverse misure possibili per coinvolgere nel dibattito sull'avvenire della rete postale tutte le parti interessate (popolazione delle località o dei quartieri interessati, Comuni, Cantoni, sindacati, ecc.)

Begründung

Il 26 ottobre scorso la Posta ha annunciato di voler sopprimere tra 500 e 600 uffici postali entro il 2020 (passando dagli attuali 1400 a 800 e 900 uffici). La misura del gigante giallo tocca circa 1200 impiegati. Lo smantellamento avviato qualche anno fa va accelerandosi: dal 2005, è stato chiuso il 40 per cento degli uffici postali (dei 2390 uffici esistenti nel 2005 ne rimanevano solo 1460 nel 2015). Ricordiamo che nel 2000 la Svizzera contava ancora 3385 uffici postali.

Nella sua comunicazione la Posta afferma di voler migliorare l'informazione, garantire una maggiore trasparenza riguardo ai propri intenti, permettere sicurezza nella pianificazione, ma anche rafforzare il dialogo con la popolazione e la collaborazione con i responsabili politici dei Comuni e dei Cantoni. Questo messaggio, in linea con le richieste che avanziamo da diversi anni in Parlamento, va nella direzione giusta. Ci permettiamo, tuttavia, di nutrire una certa inquietudine, o scetticismo, visto che in concomitanza con quest'affermazione la Posta decide unilateralmente di chiudere dai 500 ai 600 uffici postali, senza trattative né discussioni. Il personale, i Cantoni, i Comuni e la popolazione si trovano così davanti al fatto compiuto: una situazione inaccettabile.

Nel corso di dibattiti aperti, il Consiglio federale deve dunque provvedere affinché siano coinvolti tutti gli attori interessati al futuro della rete postale (conformemente al punto 2.8 degli obiettivi strategici definiti per la Posta, in cui si esige che attui una politica di comunicazione trasparente). È soprattutto essenziale che la Posta informi i Comuni in totale trasparenza riguardo alle cifre dettagliate degli uffici toccati dalla chiusura.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

L'ordinanza sulle poste concretizza la rete di punti di accesso su tutto il territorio nazionale prevista dalla legge sulle poste. In termini quantitativi, l'ordinanza fissa come requisiti minimi che il 90 per cento della popolazione residente permanente debba poter accedere a uffici postali e agenzie nell'arco di 20 minuti e alle prestazioni in contanti nel settore del traffico dei pagamenti nell'arco di 30 minuti. In aggiunta, è necessario che in ogni regione di pianificazione sia presente almeno un ufficio postale. Per il resto, l'organizzazione della rete di uffici postali ed agenzie sul territorio è a discrezione della Posta, sempre entro i limiti concessi dalle disposizioni legali sopraccitate. A questo fine, la Posta tiene conto delle abitudini di fruizione della clientela, della situazione regionale in ambito postale, del mandato di servizio universale e degli obiettivi imprenditoriali della Confederazione, in quanto proprietaria. Se prevede la chiusura o la trasformazione di un ufficio postale o di un'agenzia, la Posta è tenuta a consultare in prima battuta i Comuni interessati e a cercare di giungere a un accordo. Nel caso in cui qualsiasi tentativo di mediazione si rivelasse vano, il Comune ha la possibilità di adire la PostCom. L'autorità di regolazione indipendente pronuncia una raccomandazione all'attenzione della Posta.

La Posta ha dichiarato il 26 ottobre 2016 che nei prossimi anni intende proseguire lo sviluppo delle possibilità di accesso mantenendo l'approccio attuale. Entro il 2020 saranno trasformati in agenzie tra i 500 e i 600 uffici postali. D'altro canto, ha l'intenzione di arricchire la propria offerta integrando nuove modalità di accesso come, ad esempio, gli sportelli automatici My Post 24. Con queste misure la Posta reagisce alla diminuzione progressiva delle lettere e dei pacchi consegnati presso gli uffici postali e dei pagamenti che vi sono effettuati. La digitalizzazione tocca anche il suo ambito. La Posta afferma di voler evitare la chiusura di uffici postali senza rimpiazzarli.

In futuro, la Posta si propone di informare con adeguato anticipo la popolazione in merito a qualsiasi cambiamento della rete di uffici postali. Ha pertanto previsto di organizzare, nei Comuni interessati, eventi informativi volti a presentare le possibilità alternative che saranno messe a punto e i nuovi servizi di cui si potrà usufruire. Peraltro, è prevista una campagna d'informazione incentrata sui nuovi prodotti e servizi, rivolta a tutta la popolazione svizzera.

Parallelamente, la Posta dichiara di voler coinvolgere maggiormente, e soprattutto in modo più trasparente, anche i Cantoni, i quali saranno chiamati a contribuire alla pianificazione dello sviluppo della rete. L'obiettivo è quello di non basarsi più su considerazioni singole ma adottare una prospettiva più vasta, per meglio soddisfare le esigenze regionali. Si mira così a rafforzare il dialogo con i Cantoni, in particolare per determinare quali filiali, nei prossimi anni, dovranno restare inalterate. Adottando questa serie di provvedimenti, la Posta mira a creare trasparenza e sicurezza nella pianificazione.

La trasparenza nella politica di comunicazione era parte degli obiettivi strategici assegnati alla Posta dal Consiglio federale (numero 2.8) per il periodo 2013-2016. Nell'ottica di un'armonizzazione con le altre aziende parastatali e visto l'orientamento più strategico e mirato degli obiettivi, l'edizione 2017-2020 non la cita espressamente. In ogni caso, anche se ciò non figura esplicitamente negli obiettivi strategici, il Consiglio federale si aspetta che la Posta attui una politica di comunicazione trasparente. Accoglie quindi con favore anche il proposito della Posta di informare tempestivamente i Cantoni e la popolazione dei Comuni interessati sulle modifiche previste, coinvolgendoli nel processo di ristrutturazione dei punti di accesso. Seguirà con attenzione gli sviluppi che intercorreranno nella rete degli uffici postali e, all'occorrenza, valuterà misure adeguante nell'ambito dei successivi lavori di valutazione delle legge sulle poste.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.