16.3936 · Interpellanza · 2016-12-05
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Quando un Paese non è in grado di proteggere con le proprie forze lo spazio aereo sopra il suo territorio dagli intrusi, la sicurezza e l'indipendenza di una nazione sono messe a repentaglio.
Invitiamo quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. La Svizzera è ancora in grado di garantire la difesa autonoma dello spazio aereo con gli aerei da combattimento attualmente a sua disposizione, il cui equipaggiamento e la cui elettronica sono, in parte, visibilmente obsoleti?
2. Quali rischi vi sono per la Svizzera visto che manifestamente i primi nuovi aerei da combattimento saranno disponibili e pronti per l'impiego soltanto a partire dal 2025 circa?
Stellungnahme des Bundesrates
Quasi tutti i Paesi utilizzano mezzi propri per sorvegliare, controllare e proteggere il loro spazio aereo, per lo meno in situazione ordinaria.
1. Le Forze aeree svizzere utilizzano attualmente 53 F-5 Tiger, di cui 26 ancora in servizio, e 30 F/A-18 C/D.
Gli F-5 Tiger possono essere impiegati per il servizio di polizia aerea soltanto di giorno e in condizioni meteorologiche favorevoli; la debolezza dei loro sensori e le armi di cui sono dotati non consentono di servirsene per proteggere lo spazio aereo in periodi di tensione né per la difesa contro un attacco. Fino all'introduzione di nuovi aerei da combattimento, permetteranno tuttavia di sgravare la flotta di F/A-18: i piloti possono utilizzarli per allenarsi e per migliorare le loro prestazioni al momento dell'istruzione al volo e alla difesa aerea. Questi aerei non consentono però di contribuire a operazioni concrete. Gli F-5 Tiger non avrebbero infatti nessuna possibilità in un combattimento aereo contro un nemico equipaggiato con mezzi moderni. Completare il loro equipaggiamento per permettere loro di assumere questo genere di compiti non avrebbe senso né dal punto di vista tecnico né a livello finanziario.
La situazione è diversa per quanto concerne gli F/A-18, che ancora oggi sono tecnologicamente all'avanguardia ma che nel corso del prossimo decennio perderanno la loro efficacia bellica rispetto alla nuova generazione di aerei da combattimento. Gli F/A-18 garantiscono alla Svizzera la capacità di sorvegliare il proprio spazio aereo in situazioni ordinarie e di intervenire in caso di minaccia (servizio di polizia aerea). In caso di un periodo di crisi il Paese potrebbe anche proteggere il proprio spazio aereo per qualche settimana assicurando la presenza permanente in aria di aerei da combattimento. Tuttavia la flotta di F/A-18 non dispone di velivoli a sufficienza per avere due o quattro aerei in permanenza in aria per oltre un mese. Lo stesso accadrebbe in caso di un attacco da parte di un avversario potente nell'intero spazio aereo, dato che la flotta attuale permetterebbe alla Svizzera di garantire una difesa effettiva del proprio spazio soltanto per un breve periodo.
2. Secondo la pianificazione attuale per l'acquisto di nuovi aerei da combattimento i primi velivoli dovrebbero essere forniti nel 2025 e l'insieme della flotta dovrebbe essere pronta all'impiego nel 2030. Il Consiglio federale ritiene che il rischio resti accettabile sino ad allora. In un contesto come il nostro i 30 F/A-18 C/D, tecnicamente in buono stato, offrono capacità importanti. Sarebbe tuttavia opportuno che la flotta non diminuisca ulteriormente, dato che la capacità di resistenza è limitata dalle dimensioni della flotta. È essenziale evitare qualsiasi lacuna tra la fine dell'utilizzazione degli F/A-18 e la messa in servizio operativa dei nuovi velivoli. Per fare ciò il progetto d'acquisto deve avanzare secondo i piani e occorre garantire il prolungamento della durata di utilizzazione degli F/A-18 fin verso il 2030. Una procedura d'acquisto più rapida non è richiesta considerata la situazione di minaccia attuale e prevista.
Risposta del Consiglio federale.