17.415 · Iniziativa parlamentare · 2017-03-15
Liquidato
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare intesa a:
1. sopprimere la clausola del bisogno alla quale l'articolo 27 capoverso 2 lettera b LArm subordina il rilascio di un permesso di porto di armi;
2. precisare l'articolo 27 capoverso 2 lettera c LArm in modo che l'esame attestante la capacità di maneggiare un'arma (richiesta attualmente oltre alla conoscenza delle disposizioni legali concernenti l'uso delle armi) debba essere superato dopo una formazione adeguata da parte di una società di tiro accreditata.
Begründung
Come indicato nell'articolo 1, la legge sulle armi (LArm) ha lo scopo di prevenire l'impiego abusivo delle stesse. Ritenuta questa riserva, è garantito il diritto non soltanto di acquistare e possedere, ma anche di portare armi (art. 3).
In realtà questo diritto è una grande illusione. La clausola del bisogno sancita nell'articolo 27 capoverso 2 lettera b LArm è interpretata in maniera così restrittiva dalle autorità e dai tribunali che, di fatto, soltanto (o quasi) i rappresentanti delle forze dell'ordine (esercito, polizia o ancora guardie di confine) e alcuni agenti di società private di sicurezza sono autorizzati a portare un'arma. Persino un gioielliere vittima di diverse rapine si è visto rifiutare il permesso di porto di armi!
Nell'ambito di riforme successive, questa legge ha inoltre adottato una prospettiva che considera il cittadino armato un pericolo potenziale per la società. Tuttavia, gli attentati che hanno colpito recentemente alcuni Paesi europei (Francia, Belgio, Germania) indicano chiaramente come tale prospettiva sia errata: il cittadino non è un criminale potenziale, ma di fatto un bersaglio potenziale, che si trovi in una sala per spettacoli, sulla terrazza di un caffè o ad un festa.
Viviamo nell'epoca della guerra molecolare, quella, per intenderci, condotta da gruppi di terroristi nei Paesi confinanti e che dobbiamo attenderci prima o poi anche da noi. In una simile guerra, il porto di armi costituisce un fattore di sicurezza ed è complementare all'azione delle forze dell'ordine.
Infatti, come dimostrato dagli esempi di Francia e Belgio, l'opzione di una maggiore presenza militare e di polizia negli spazi pubblici non costituisce di per sé una garanzia di sicurezza contro eventuali attentati, sparatorie e massacri. È proprio qui che si inserisce il concetto di "porto di armi ai cittadini" come fattore sussidiario di sicurezza: solamente la presenza casuale di cittadini armati e istruiti nello spazio pubblico garantisce un intervento immediato che permette, secondo il principio dei primi soccorsi o dell'estintore in caso d'incendio, di evitare l'aggravarsi del danno in attesa dell'arrivo dei professionisti. Nella Repubblica Ceca, che offre un bell'esempio di tale sussidiarietà con il 3 per cento della popolazione (vale a dire ca. 250 000 persone) titolare di un permesso di porto di armi, una simile misura è stata espressamente pensata al fine di aumentare il livello generale di sicurezza.
A tal fine è tuttavia necessario che il porto di armi sia destinato soltanto a cittadini istruiti in società di tiro accreditate secondo gli standard fissati dalle associazioni mantello. È l'obiettivo del complemento proposto nell'articolo 27 capoverso 2 lettera c LArm.