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18.4067 · Interpellanza · 2018-09-28

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il 13 luglio 2017, in occasione di una visita in Benin, la consigliera federale Doris Leuthard ha rilasciato un'intervista alla televisione locale "Eden TV" davanti al monumento alla schiavitù "Porte du Non Retour" (Porta del non ritorno) a Ouidah, esprimendosi come segue:

"È una parte della storia del Benin, una fase storica che è una tragedia. Ho detto al ministro e alla sua consorte che sono contenta che la Svizzera non abbia mai partecipato né a quegli episodi di schiavitù né alla colonizzazione."

Con questa affermazione, storicamente falsa, la consigliera Leuthard continua la vergognosa serie di banalizzazioni ufficiali di un crimine contro l'umanità e delle responsabilità della Svizzera:

- nel 2001, Jean-Daniel Vigny, difensore svizzero dei diritti umani presso l'ONU, ha affermato, nel contesto della Conferenza di Durban, che la Svizzera "non aveva nulla a che fare con la schiavitù, la tratta degli schiavi e il colonialismo";

- nel 2016, "Presenza Svizzera" si è servita del razzista Louis Agassiz per promuovere il nostro Paese;

- nel 2018, nella sua risposta all'interpellanza Friedl 18.3072, il Consiglio federale ha scusato la difesa e la giustificazione della schiavitù da parte del proprio omologo del 1864 affermando che il Governo dell'epoca era improntato ai valori predominanti negli anni 1860.

Chiedo al Consiglio federale:

1. Come giudica le dichiarazioni fatte dalla consigliera federale Leuthard durante la sua visita a Ouidah (Benin)?

2. Il Consiglio federale è disposto a rimuovere il link che, sul sito Internet del Dipartimento federale degli affari esteri, rinvia all'intervista rilasciata dalla signora Leuthard a Eden TV?

3. Come provvederà il Consiglio federale a far sì che i funzionari e i consiglieri federali imparino i fatti storici, cioè che la Svizzera e gli Stati dell'antica Confederazione, in quanto spazi economici e comunità sociali, hanno partecipato alla schiavitù, alla tratta degli schiavi, al razzismo e al colonialismo?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si riferisce in particolare alle sue risposte alle interpellanze Friedl 14.3315 e Hollenstein 03.3014 e ricorda innanzitutto che la Svizzera considera la schiavitù e la tratta degli schiavi due delle più gravi violazioni dei diritti umani e che le ingiustizie commesse durante l'epoca del colonialismo devono essere rielaborate in chiave critica. Sebbene la Svizzera non abbia mai istituito un sistema di schiavitù e non sia stata una potenza coloniale, è consapevole che cittadini, imprese e organizzazioni svizzeri erano coinvolti nel commercio di schiavi.

La visita della presidente della Confederazione Doris Leuthard a Ouidah - luogo altamente simbolico per la schiavitù - e le affermazioni che ha rilasciato durante l'intervista sul posto rispecchiano l'opinione del Consiglio federale sulla questione. Pertanto, il Consiglio federale non vede ragione di dover cancellare il link a questa intervista sul sito Internet del Dipartimento federale degli affari esteri.

Risposta del Consiglio federale.