18.4135 · Interpellanza · 2018-12-03
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Come intende integrare nella imminente revisione della LAEI la richiesta già presentata al Consiglio degli Stati nella mozione 17.3971?
2. Come intende garantire a lungo termine la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico qualora non sia possibile concludere un accordo sull'energia elettrica con l'UE?
3. Quali sono le opzioni previste dal Consiglio federale qualora importanti fornitori di energia elettrica quali la Germania o la Francia non potessero più fornirci energia elettrica, soprattutto nei mesi invernali, a causa di una loro scarsa produzione interna? Come potrebbe una riserva strategica rispondere, in un caso simile, a problemi di capacità in Svizzera anche per lunghi periodi?
4. Il Collegio ha tenuto conto, per il nostro fabbisogno di energia importata, dell'annuncio del Joint Research Centre dell'UE secondo cui entro il 2025 verranno messe fuori servizio centrali a carbone con una potenza installata complessiva di 45 000 megawatt e dell'avvertimento del Bundesverband der Energie- und Wasserwirtschaft, l'associazione federale tedesca dei fornitori di gas e acqua, secondo cui la Germania rischierebbe di rimanere a corto di energia elettrica? Se ciò non è stato considerato, non sarebbe forse necessaria una revisione urgente dello studio System Adequacy 2025?
5. Alla luce di quanto appena detto ci si chiede se il Consiglio federale disponga di informazioni delle autorità competenti tedesche e francesi circa la capacità fisica e la disponibilità di questi Paesi a esportare energia elettrica per gli anni 2025 e 2035.
6. In che misura le centrali a gas annunciate nel primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050 rientrano ancora nella pianificazione del Consiglio federale volta a garantire la sicurezza di approvvigionamento?
7. Nel 2017 il consumo nazionale ammontava a 62,9 terawattora, quello previsto per il 2025 è pari a 57,0 terawattora, ossia al 9,1 per cento in meno. Nel calcolo è stato considerato anche il consumo elettrico supplementare dovuto all'elaborazione dei dati, all'alimentazione delle macchine elettriche e alle pompe di calore? Quale valore è stato considerato per questo consumo supplementare?
8. Chi ha la responsabilità finale per la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico?
Stellungnahme des Bundesrates
1.-3./6./8. Il Consiglio federale ha già preso posizione su queste domande nell'ambito dell'interpellanza Burkart 18.3984, "La sicurezza dell'approvvigionamento elettrico in Svizzera è ancora garantita nel lungo termine?", e rimanda pertanto alla sua risposta del 21 novembre 2018, tuttora valida.
4. Lo studio dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) sulla System Adequacy del 2017 (consultabile all'indirizzo www.ufe.admin.ch > Approvvigionamento> Approvvigionamento elettrico > Sicurezza dell'approvvigionamento elettrico > System Adequacy) ha preso in esame l'interruzione della produzione di grandi quantitativi di energia elettrica di varia origine in differenti scenari, tuttavia per il carbone non ha considerato quantità così elevate. L'UFE analizzerà regolarmente la situazione in Svizzera, tenendo conto degli sviluppi nei Paesi limitrofi. Un aggiornamento dello studio sulla System Adequacy, previsto per il 2019, comprenderà anche lo scenario di un abbandono del carbone da parte della Germania.
5. La Svizzera mantiene uno scambio di informazioni con i Paesi limitrofi per la valutazione della System Adequacy. L'UFE, la Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) e la società nazionale di rete Swissgrid SA si scambiano regolarmente con le autorità competenti dei Paesi limitrofi informazioni sugli sviluppi attuali e futuri del settore elettrico. Un'altra cornice importante per lo scambio e l'analisi della sicurezza regionale dell'approvvigionamento elettrico è il Forum energetico pentalaterale, in cui i rappresentanti delle autorità e dei gestori di rete di Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Austria e Svizzera (Paese osservatore dal 2011) lavorano insieme. Essi pubblicano ogni due anni un rapporto basato sulle informazioni fornite dalle autorità e dai gestori di rete.
7. Il consumo nazionale per il 2025 citato dall'autore dell'interpellanza si basa su scenari delle Prospettive energetiche 2050 dell'UFE. Per lo studio sulla System Adequacy tali scenari sono stati all'occorrenza aggiornati sulla base di nuovi dati quadro relativi all'evoluzione demografica e allo sviluppo economico. Ne è risultato un calo del consumo solo nello scenario "Nuova politica energetica" (NPE), pari a circa 2 terawattora o al 3 per cento. In tutti gli altri scenari si prevede un aumento del consumo futuro. Gli scenari delle Prospettive energetiche hanno tenuto conto del consumo di energia elettrica legato all'elaborazione dati, alla mobilità elettrica e alle pompe di calore.
Risposta del Consiglio federale.