18.4254 · Interpellanza · 2018-12-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è consapevole:
1. delle conseguenze della mancata proroga dello sgravio fiscale per il biogas e i biocarburanti come richiesto dall'iniziativa parlamentare Burkart 17.405;
2. che i biocarburanti e il biogas, pur riscuotendo negli ultimi tempi un notevole successo, potrebbero perdere la loro attrattiva;
3. che l'attuale ed efficace modello di compensazione per la riduzione di milioni di tonnellate di CO2 potrebbe essere messo in pericolo?
Begründung
La legge sul CO2, entrata in vigore il 1° gennaio 2013, impone agli importatori di carburanti fossili di compensare fino al 2020 il 10 per cento delle emissioni di CO2 prodotte dal trasporto stradale. Gli elementi di questa legge che stanno alla base del successo dello strumento di compensazione sono tre: lo sgravio fiscale per i biocarburanti e il biogas, l'aliquota di compensazione e la sanzione di 160 franchi per tonnellata di CO2 in caso di mancata compensazione.
Su questa base, i principali distributori svizzeri stanno trasferendo le loro flotte di autocarri verso la neutralità delle emissioni di CO2, utilizzando biocarburanti e biogas. In caso di abolizione dello sgravio fiscale si assisterà a un ritorno ai carburanti fossili e si renderebbe necessaria una rivalutazione dell'insieme degli investimenti, ciò che porterebbe al crollo dell'intero settore. Introdurre incentivi strategici per poi privarne l'industria a distanza di pochi anni è contrario ai principi della certezza del diritto e della buona fede.
Stellungnahme des Bundesrates
Attualmente la Svizzera promuove i biocarburanti (ad es. biodiesel, bioetanolo o biogas) attraverso sgravi fiscali, a condizione che siano soddisfatti requisiti ecologici e sociali. Nel 2007 il Parlamento ha deciso di limitare fino al 30 giugno 2020 gli sgravi fiscali previsti dalla legge federale sull'imposizione degli oli minerali (RS 641.61). Secondo la legge, i conseguenti minori proventi devono essere compensati con un aumento dell'imposta sugli oli minerali applicata alla benzina. Tuttavia, gli sgravi fiscali sugli oli minerali da soli non hanno portato all'auspicato aumento dell'uso di biocarburanti. Solo da quando gli importatori di carburanti fossili devono compensare parzialmente le loro emissioni di CO2 secondo la legge sul CO2 e sostenere programmi per la produzione, l'importazione e la vendita di biocarburanti, la quota di biocarburanti è salita al 4 per cento circa sul totale dei carburanti convenzionali. Secondo le ultime stime, il conseguente minor gettito fiscale dai proventi dall'imposta sugli oli minerali, previsto fino a metà 2020, ammonterà a quasi 900 milioni di franchi. Motivi doganali e fiscali non consentono al momento di applicare in Svizzera le stesse modalità di esecuzione della direttiva europea sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (direttiva sulle energie rinnovabili, 2009/28/CE). Ad esempio, i carburanti equilibrati in termini di massa non possono attualmente essere importati con agevolazioni fiscali. La mancanza di armonizzazione dei sistemi di applicazione porta ad un aumento dei prezzi dei biocarburanti in Svizzera, che in ultima analisi vengono pagati dai consumatori.
1. Nel suo messaggio sulla revisione totale della legge sul CO2 (FF 2018 197), il Consiglio federale ha tematizzato l'importanza dei biocarburanti per la politica climatica e ha proposto di prorogare l'obbligo di compensazione per gli importatori di carburanti fossili in sostituzione degli sgravi fiscali. Di conseguenza, in futuro i biocarburanti prodotti in modo sostenibile saranno messi in circolazione almeno nella stessa misura di oggi. La proposta del Consiglio federale consente di seguire più da vicino le disposizioni dell'Unione europea, in particolare nel settore dei carburanti innovativi e rinnovabili. Rispetto al sistema attuale, si potranno così ridurre i prezzi per i consumatori di carburanti rinnovabili. Di conseguenza, gli impianti di produzione nazionali e in particolare i prezzi stabiliti dai produttori di biogas per il mercato dei carburanti potrebbero subire ulteriori pressioni, poiché i prezzi d'importazione dei biocarburanti, già più bassi rispetto ai costi di produzione in Svizzera, continuano a diminuire.
Con la proposta del Consiglio federale non ci saranno più perdite di gettito fiscale da compensare. Il calo dei proventi dell'imposta sugli oli minerali (pari a ca. 900 milioni di franchi) previsto entro metà 2020 sarà compensato dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2028 mediante l'aliquota d'imposta sulla benzina e sul gasolio. La neutralità del rendimento richiesto dalla legge può così essere ottenuta con una sovrattassa di circa 2 centesimi per litro di benzina e gasolio.
2./3. La proposta del Consiglio federale aumenta l'attrattiva dell'impiego di biocarburanti in Svizzera e gli investimenti finora effettuati dall'industria dei carburanti conservano il loro valore. Il Consiglio federale propone segnatamente che la futura legge sul CO2 aumenti la quota che gli importatori di carburanti fossili devono compensare. Il Consiglio federale propone inoltre che la futura applicazione nel settore dei biocarburanti si basi su quella dell'Unione europea. Ciò consentirà in futuro anche l'importazione di carburanti oggetto di un bilancio di massa. L'adozione di questo pacchetto di misure renderà più conveniente l'uso di biocarburanti da parte dei consumatori di quanto non lo sia oggi. Al contempo, l'inasprimento della sanzione proposto dal Consiglio federale per l'inadempimento dell'obbligo di compensazione aumenterà la disponibilità degli importatori di carburanti fossili a pagare.
Risposta del Consiglio federale.