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In base a quali criteri l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo fissa le sue priorità?

19.4061 · Interpellanza · 2019-09-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Durante una recente riunione della sottocommissione del Controllo federale delle finanze ho posto domande alla direttrice dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) sulle attività condotte dal suo ufficio contro i matrimoni forzati di ragazze minorenni.

La prima parte della sua risposta non mi ha sorpreso perché, come ormai tradizione nell'Amministrazione, ricordava la carenza di mezzi e personale.

Mi ha invece molto sorpreso il seguito della risposta in cui la direttrice ha affermato che la lotta ai matrimoni forzati di ragazze minorenni rientra in un programma nazionale e che quindi non è una delle priorità dell'UFU.

Ho insistito e la direttrice mi ha confermato che la prima priorità del suo ufficio è la parità di genere e la seconda la violenza domestica.

Posso capire che l'UFU, in uno spirito certamente lodevole, consideri sua prima priorità l'eliminazione delle disparità tra donne e uomini, sono però basito nell'apprendere che al secondo posto figura la violenza domestica, mentre i matrimoni forzati delle minorenni figurano eventualmente soltanto al terzo posto.

Qualsiasi essere umano di normale ragionevolezza avrebbe posto le priorità nell'ordine inverso, per cui mi pongo seriamente delle domande sulla serietà con cui l'UFU fissa le sue.

Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. In base a quali criteri l'UFU fissa le sue priorità?

2. Chi le decide?

3. La lotta ai matrimoni forzati di ragazze minorenni non dovrebbe essere la prima delle priorità dell'UFU?

4. Combattere con fermezza la violenza domestica non dovrebbe venire prima della lotta per la parità di genere?

5. Intende intervenire presso l'UFU affinché le priorità delle sue attività siano dettate da criteri di inequivocabile umanità?

6. Domanda complementare: visto che l'UFU ha menzionato un programma nazionale per combattere i matrimoni forzati di ragazze minorenni, è dato sapere il numero di casi registrati nel nostro Paese negli ultimi cinque anni?

Stellungnahme des Bundesrates

I compiti e le competenze dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) sono definiti all'articolo 16 della legge federale sulla parità dei sessi (RS 151.1) e all'articolo 5 dell'ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale dell'interno (RS 172.212.1) e si fondano sull'articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale (RS 101). L'UFU è incaricato di promuovere la parità dei sessi in tutti gli ambiti della vita e adoperarsi per eliminare qualsiasi forma di discriminazione diretta o indiretta. Tra i suoi compiti rientra anche la lotta alla violenza domestica, cui il Consiglio federale attribuisce grande importanza.

Dall'entrata in vigore in Svizzera, il 1° aprile 2018, della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul; RS 0.311.35), la Confederazione accorda un'attenzione ancora maggiore a questo tema. L'UFU è stato designato dal Consiglio federale organo ufficiale responsabile del coordinamento, del monitoraggio e della valutazione delle politiche e delle altre misure di prevenzione e di lotta contro tutte le forme di violenza contemplate dalla Convenzione di Istanbul.

Il 13 novembre 2019 il Consiglio federale ha adottato l'ordinanza sulle misure di prevenzione e di lotta alla violenza nei confronti delle donne e alla violenza domestica. Questa nuova ordinanza, che entra in vigore il 1° gennaio 2020, si fonda sull'articolo 386 del Codice penale svizzero (RS 311.0), che conferisce alla Confederazione la facoltà di prendere misure di informazione, educazione o altre misure intese a evitare i reati e a prevenire la criminalità e di sostenere con aiuti finanziari progetti od organizzazioni in quest'ambito.

Per il numero di matrimoni forzati si rimanda all'ultima inchiesta condotta tra l'inizio del 2015 e il 31 agosto 2017 nel quadro del programma federale di lotta a questo fenomeno, dalla quale emerge che i servizi di consulenza e le autorità cantonali sono stati contattati in 905 casi, un quarto dei quali riguardava ragazze minorenni.

Risposta del Consiglio federale.

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