Migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Concedere alle madri e ai padri il diritto a una riduzione del tasso di occupazione dopo la nascita o l'adozione
19.461 · Iniziativa parlamentare · 2019-06-20
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il Codice delle obbligazioni (CO) è modificato come segue:
Art. 329g Riduzione del tasso di occupazione dopo la nascita o l'adozione
Cpv. 1
I genitori, dalla nascita o dall'adozione di uno o più figli, e i partner registrati, dalla nascita di uno o più figli, hanno diritto nella loro funzione a una riduzione del tasso di occupazione del 20 per cento al massimo. Il nuovo tasso di occupazione non può essere tuttavia inferiore al 60 per cento.
Cpv. 2
Il diritto alla riduzione del tasso di occupazione deve essere fatto valere entro 12 mesi dalla nascita o dall'adozione.
Cpv. 3
Il lavoro con il tasso di occupazione ridotto inizia al più tardi il primo giorno successivo al periodo di 12 mesi di cui al capoverso 2.
Begründung
Questo semplice provvedimento, inteso a migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro, ha già dimostrato la sua validità nell'amministrazione federale, oltre che in quelle cantonali e comunali, e deve pertanto poter essere applicato da tutti i datori di lavoro. Nel suo rapporto del 2015 relativo all'analisi e alle opzioni d'intervento della Confederazione in materia di politica familiare ("Politique familiale. Etat des lieux et possibilités d'action de la Confédération"), anche il Consiglio federale ritiene che l'introduzione di un diritto che permetta di ridurre il tasso di occupazione in seguito alla nascita di un figlio sia un'opzione d'intervento da esaminare in modo approfondito. Una migliore integrazione delle donne nel mondo del lavoro è possibile infatti solo con un maggiore impegno nell'accudimento dei figli anche da parte dei padri. Perché ciò avvenga è tuttavia necessario che a livello sociale si accetti che questi lavorino a tempo parziale. Un diritto alla riduzione del grado di occupazione rappresenterebbe una misura agevole per aumentare il numero dei padri che lavorano a tempo parziale. Da un'indagine rappresentativa è risultato che 9 uomini su 10 sarebbero disposti a lavorare a tempo parziale. A farlo, però, oggi è solo il 13,4 per cento dei padri con figli piccoli, mentre il tasso relativo alle madri si situa all'82,3 per cento. Dopo l'introduzione di questo diritto, un'occupazione a tempo pieno del padre non potrà più essere giustificata dal fatto che il datore di lavoro non concede in alcun caso una riduzione del grado di occupazione. Una più ampia partecipazione dei padri all'accudimento dei figli contribuisce notevolmente a ridurre il numero delle donne che smettono di lavorare e a conservare gradi di occupazione più elevati. La riduzione del grado di occupazione, come pure altre svariate forme di assenza sul posto di lavoro, sono già oggi pratiche correnti. Molti collaboratori, ad esempio, sono impegnati in politica, nell'esercito, fanno parte di un consiglio di amministrazione di altre aziende o lavorano a tempo parziale come docenti presso una scuola universitaria professionale o un'università. Si può prevedere un aumento significativo della motivazione e dell'operatività dei dipendenti, poiché l'introduzione di questo diritto consentirebbe loro di conciliare in egual misura lavoro e famiglia.
Il personale federale già beneficia di un disciplinamento del genere (art. 60a OPers). Dalla nascita o dall'adozione di uno o più figli, gli impiegati della Confederazione hanno infatti diritto, nella loro funzione, a una riduzione del tasso di occupazione del 20 per cento al massimo, che tuttavia non può però scendere al di sotto del 60 per cento. Il diritto alla riduzione deve essere fatto valere entro 12 mesi dalla nascita o dall'adozione; la riduzione non è limitata nel tempo.
Un diritto del genere è stato introdotto anche in alcuni cantoni e città: è il caso del Cantone e della Città di Berna.