20.3069 · Mozione · 2020-03-09
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di creare una base legale per:
1. introdurre una tassa al chilometro sui generi alimentari importati (incl. all'interno dei contingenti e fuori stagione per le derrate che possono essere prodotte in Svizzera) in funzione della modalità di trasporto (tassa differenziata per la merce trasportata su strada e su rotaia);
2. garantire che i ricavi di questa tassa siano utilizzati per sostenere l'agricoltura indigena.
Begründung
L'alimentazione rappresenta il 28 per cento del carico ambientale svizzero contro il 19 per cento per l'alloggio e il 12 per cento per i trasporti (UFAM e CCA). Secondo la CCA (Conferenza dei capi dei servizi per la protezione dell'ambiente della Svizzera) è possibile ridurre notevolmente questo impatto: i costi ambientali del paniere dei generi alimentari possono diminuire fino al 90 per cento se gli alimenti sono consumati a meno di 20 chilometri dal luogo di produzione.
L'agricoltura svizzera soffre anche a causa della concorrenza dei prodotti alimentari d'importazione, a basso costo e sottoposti a una regolamentazione meno severa, che esercitano una crescente pressione sui prezzi. Una tassa al chilometro sarebbe uno strumento che consentirebbe di rispettare l'impegno assunto recentemente dal Consiglio federale in materia di neutralità climatica entro il 2050, nonché di garantire il futuro dell'agricoltura in Svizzera. Onde assicurare che tale tassa sia equa e non renda alcune derrate alimentari inaccessibili per le classi meno abbienti, sarebbe auspicabile che sia calcolata applicando due aliquote distinte: la prima, più elevata, per le derrate che possono essere prodotte in Svizzera, la seconda per quelle non producibili in Svizzera.
Questo nuovo meccanismo consentirebbe quindi di penalizzare le derrate alimentari grezze, come la soia e la carne, importate in quantità elevate da Oltreoceano, che non rispondono affatto alle aspettative e alle esigenze europee e svizzere in materia di protezione dell'ambiente e di preservazione della biodiversità. Le derrate le cui materie prime sono prodotte in Svizzera, ma che vengono trasformate all'estero, dovrebbero essere gravate applicando la prima aliquota e la base di calcolo della tassazione dovrebbe considerare anche i chilometri percorsi per la trasformazione.
Il Consiglio federale e il Parlamento sono liberi di definire le modalità di attribuzione dei ricavi della tassa al fine di sostenere e sviluppare un'agricoltura svizzera di prossimità.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La mozione chiede d'introdurre una tassa al chilometro sui generi alimentari importati, differenziata in base alla modalità di trasporto e al tipo di prodotti. I ricavi, diversamente da una tassa d'incentivazione, non dovrebbero essere ridistribuiti ai consumatori, bensì soltanto al primario.
Per la maggior parte delle importazioni in Svizzera, il trasporto rappresenta soltanto un'esigua quota sul bilancio ecologico globale di un prodotto alimentare. La quota sul fabbisogno d'energia e sul potenziale effetto serra è superiore solo per i trasporti aerei e refrigerati, data la notevole incidenza delle elevate distanze e del considerevole consumo di carburante. L'ecobilancio delle derrate alimentari importate non è sempre peggiore di quello dei prodotti indigeni. Il fatto che un prodotto valichi o no il confine svizzero non è determinante dal profilo del bilancio ambientale. Svolgono un ruolo decisamente più importante il sistema di produzione e, in alcuni casi, le condizioni nel luogo di produzione (cfr. anche Bystricky et al, 2014 Ökobilanz ausgewählter Schweizer Landwirtschaftsprodukte im Vergleich zum Import, Agroscope Science n. 2, Zurigo). Per riuscire a ottenere un effetto incentivante con un buon rapporto costi-benefici, sarebbe quindi necessario effettuare un'analisi dettagliata sulla base degli ecobilanci. Tuttavia, nel complesso oggi mancano diverse basi metodologiche e procedurali per applicare una tassa al chilometro o una tassa d'incentivazione su tutti i trasporti di prodotti.
Il Consiglio federale ha constatato che per una tassa a destinazione vincolata di questo tipo manca la base costituzionale.
Poiché in Svizzera quasi il 50 per cento delle derrate alimentari viene importato, questa misura comporterebbe anche un determinato rincaro dei generi alimentari all'interno del Paese. La nuova tassa graverebbe in misura proporzionalmente maggiore sulle fasce di reddito più basso rispetto a quelle con redditi più alti. Anche applicando aliquote diverse per i vari gruppi di derrate alimentari non cambierebbe nulla.
La norma, inoltre, potrebbe avere un impatto negativo sulle basi vitali dei contadini all'estero che producono derrate alimentari destinate al consumo o alla trasformazione in Svizzera, dove non vengono coltivate (p.es. caffè).
L'attuazione della mozione comporterebbe altresì un elevato onere amministrativo supplementare non soltanto per la Confederazione, bensì anche per tutti gli attori dell'economia, proprio per i prodotti alimentari trasformati. Il dispendio atteso sarebbe decisamente sproporzionato rispetto ai benefici prospettati.
L'introduzione di una tassa al chilometro sui generi alimentari importati violerebbe anche gli obblighi della Svizzera nell'ambito di accordi commerciali internazionali, in particolare dell'accordo generale sulle tariffe e il commercio (GATT 1994) perché i prodotti esteri sarebbero discriminati. Lo stesso vale per gli accordi commerciali conclusi dalla Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.