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20.3362 · Mozione · 2020-05-06

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto per introdurre un supplemento di solidarietà limitato nel tempo su dividendi e riserve da apporti di capitale. Tra il 2020 e il 2025, il 2-3 per cento del valore dei dividendi e delle riserve da apporti di capitale distribuiti deve essere impiegato a destinazione vincolata per finanziare le misure di lotta contro il coronavirus.

Begründung

La pandemia di COVID-19 provocherà una recessione mondiale. In Svizzera ha colpito anche le PMI e i lavoratori indipendenti, indeboliti strutturalmente dal confinamento di più settimane dettato dalle misure per contenere la pandemia di COVID-19. Occorre quindi adottare misure di sostegno e di stimolo di lunga durata per evitare la disoccupazione e il fallimento di imprese.

Non tutte le imprese risentono delle conseguenze delle misure contro la pandemia di COVID-19. Molte hanno potuto proseguire la loro attività abituale o addirittura espanderla e per il 2020 e gli anni seguenti prevedono una normale distribuzione dei dividendi, in parte combinata con una distribuzione di riserve da apporti di capitale esenti da imposta.

Il Centro di ricerca congiunturale del PFZ raccomanda di aumentare temporaneamente le imposte sugli utili elevati delle imprese al fine di (co)finanziare le misure di sostegno e di stimolo. Le imprese che durante la crisi hanno potuto fare affari dovrebbero quindi versare un contributo di solidarietà sotto forma di "supplemento coronavirus".

Una misura ancora più mirata consisterebbe nel prelevare un supplemento sulla distribuzione dei dividendi e delle riserve di apporti di capitale esenti da imposta, ad eccezione dei dividendi versati all'interno di un gruppo societario o destinati a istituti di previdenza (AVS e 2° pilastro). Il contributo di solidarietà si applicherebbe anche ai dividendi e alle riserve da apporti di capitale destinati a persone giuridiche o fisiche all'estero.

Riscuotere un supplemento temporaneo sulla distribuzione di dividendi e riserve da apporti di capitale sarebbe un gesto di solidarietà da parte delle imprese risparmiate dalla crisi e dei loro proprietari nei confronti delle PMI e dei lavoratori indipendenti colpiti. Questa disposizione è però logica anche dal punto di vista economico e sgrava le finanze di Confederazione e Cantoni, che attenuano l'impatto della pandemia sul sistema sanitario, sui lavoratori dipendenti e sulle imprese con misure di sostegno miliardarie, indebitandosi per anni. Tutti dovrebbero contribuire alla lotta per superare questa crisi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si adopera per finanziare le misure necessarie a superare la crisi causata dal coronavirus con le fonti di entrata esistenti. Grazie alla politica di bilancio prudente perseguita negli ultimi anni, si dispone ora di un margine di manovra politico-finanziario. La prospettiva o l'introduzione di un'imposta supplementare sulla scia del crollo economico causato dal coronavirus inasprirebbe la recessione e rallenterebbe la ripresa economica. La rinuncia all'introduzione di nuove imposte correlate alla crisi rafforza inoltre la fiducia degli operatori economici nella stabilità dell'ordinamento giuridico e quindi nella certezza del diritto e della pianificazione.

Secondo il tenore della mozione non si chiede un'imposizione del reddito proveniente da partecipazioni, bensì un'imposta a destinazione vincolata sulla distribuzione dei dividendi e delle riserve da apporti di capitale. Essa interesserebbe tutti i detentori dei titoli di partecipazione, a prescindere dalla situazione personale e dal domicilio, in Svizzera o all'estero. L'imposta andrebbe pertanto riscossa direttamente presso le imprese e non sarebbe coperta dalla competenza della Confederazione di riscuotere le imposte così come attualmente sancita dalla Costituzione. L'attuazione della mozione richiederebbe di conseguenza una modifica costituzionale, con il consenso del Popolo e dei Cantoni.

A sfavore di un'imposta limitata nel tempo su dividendi e riserve da apporti di capitale distribuiti depongono inoltre i seguenti motivi:

- le imprese avrebbero la possibilità di rinviare il pagamento di dividendi e il rimborso delle riserve da apporti di capitale. Reazioni elusive di questo tipo sono inefficienti sotto il profilo economico, in quanto motivate da ragioni fiscali. Al contempo minano gli effetti sulle entrate che si auspicava ottenere con l'imposta;

- nel caso di una distribuzione, al di fuori di un gruppo societario l'imposta riduce il rendimento, al netto delle imposte, degli investimenti esteri in Svizzera, perché concerne anche i proprietari di imprese all'estero. Ciò si ripercuote negativamente sull'attrattività della Svizzera quale piazza per gli investimenti;

- la mozione non avrebbe alcun effetto sui lavoratori indipendenti, ma interesserebbe le persone che esercitano l'attività imprenditoriale attraverso una società anonima unipersonale. Questa disparità di trattamento fiscale costituirebbe una violazione della neutralità della forma giuridica;

- la misura richiesta dovrebbe includere le distribuzioni già dal 2020. Poiché l'attuazione della mozione comprese le necessarie modifiche costituzionali dovrebbe però durare anni, l'imposta dovrebbe venire introdotta con effetto retroattivo. Ciò pregiudicherebbe la certezza del diritto e sarebbe in conflitto con i principi costituzionali dello Stato di diritto, dell'uguaglianza giuridica e del principio della protezione della buona fede. Se per questo motivo si scegliesse di posticipare l'entrata in vigore, le imprese avrebbero la possibilità di effettuare una pianificazione fiscale tale da evitare la nuova imposta, in particolare anticipando le distribuzioni.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.