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20.4477 · Mozione · 2020-12-14

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di eseguire davvero i rimpatri coatti verso l'Algeria:

1. negoziando una convenzione tecnica con l'Algeria che consenta i rimpatri via mare;

2. ottenendo da un Paese di transito (p. es. Francia, Italia o Spagna) un'autorizzazione all'accesso marittimo.

3. distaccando ad Algeri un "immigration liaison officer" (ILO).

Begründung

Da anni l'Algeria è in cima all'elenco nazionale delle espulsioni pendenti (557 casi al 31 ottobre 2020). Di tratta di un record: per nessun altro Paese il numero di pendenze è tanto elevato. I richiedenti l'asilo algerini non hanno praticamente nessuna possibilità di poter restare legalmente in Svizzera. Nella maggior parte dei casi si tratta di rifugiati economici. La quota di protezione (percentuale di richiedenti che ottengono l'asilo o un'ammissione provvisoria) è alquanto esigua (2 % nel 2020, stato al 31 ottobre 2020). Il numero di richiedenti algerini è aumentato sensibilmente soprattutto in settembre (293 domande). L'Algeria rientra nei cinque principali Paesi di provenienza.

Secondo le autorità cantonali di migrazione, i problemi legati ai richiedenti algerini sono in aumento, come era avvenuto dopo la primavera araba. I media riportano che molti migranti algerini sono manifestamente pronti a tutto per ritardare la procedura d'asilo, sono aggressivi e hanno problemi di droga. Va inoltre menzionato che l'estate scorsa la città di Neuchâtel si è trovata confrontata con una serie senza precedenti di reati, commessi perlopiù da persone provenienti dall'Algeria. Alain Ribaux, il direttore neocastellano della sicurezza, chiede alla Confederazione di esercitare pressioni sul Governo algerino affinché riprenda questi criminali.

Il 15 giugno 2012 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di allestire un elenco dei Paesi prioritari dal punto di vista del ritorno dei migranti e di comunicarlo agli altri dipartimenti. L'Algeria figura su questo elenco dall'agosto 2013.

La Svizzera ha sì stipulato con l'Algeria un accordo di riammissione, che però non prevede rimpatri coatti tramite voli speciali. Di conseguenza, l'Algeria rifiuta sistematicamente di riprendere in questo modo i suoi cittadini, il che permette a questi ultimi di opporsi al rimpatrio e quindi di beneficiare a tempo indeterminato del soccorso d'emergenza in Svizzera. Nel 2020 vi sono stati appena sette rimpatri coatti verso l'Algeria e un unico ritorno volontario.

Nonostante questo esiguo numero di ritorni, nel rapporto 2019 sulla politica migratoria estera il Consiglio federale scrive: "Gli sconvolgimenti politici in Algeria potrebbero aprire alla Svizzera nuove prospettive per migliorare la cooperazione operativa nel settore della migrazione. Da anni l'Algeria è in testa alla statistica dei ritorni pendenti, ma nel complesso la cooperazione è migliorata e nel gennaio 2020 si è svolto un dialogo sulla migrazione tra l'Algeria e la Svizzera". Nel rapporto 2018 il Consiglio federale ha valutato come segue la cooperazione con l'Algeria: "Con l'Algeria si è potuto constatare un netto miglioramento della cooperazione a livello operativo, in particolare nel campo della riammissione". Nel suo parere relativo all'interpellanza 17.3707 elogia il dialogo con l'Algeria, affermando che "ha agevolato l'identificazione dei presunti Algerini e l'ottenimento dei documenti di viaggio sostitutivi".

Come suggeriscono queste dichiarazioni, i miglioramenti non riguardano il numero di ritorni, bensì soltanto l'identificazione dei cittadini algerini. In questo ambito il Consiglio federale pratica una politica dello struzzo.

A tale riguardo urge trovare una soluzione per ridurre i casi d'esecuzione pendenti riguardanti cittadini algerini. Alcuni Paesi europei possono organizzare rimpatri via mare. Il Consiglio federale dovrebbe prendere l'iniziativa di negoziare questa opzione con l'Algeria, piuttosto che attendere un'apertura da parte di questo Stato, il quale "ha finora rifiutato le proposte avanzate in tal senso dalla Svizzera" (risposta del Consiglio federale alla domanda 6 dell'interpellanza 17.3707). Inoltre, in Algeria è stato nel frattempo formato un nuovo governo e il 12 dicembre 2019 è stato eletto un nuovo presidente, Abdelmadjid Tebboune.

Come indica il rapporto 2018 sulla politica migratoria estera, i rimpatri via mare funzionano bene, ad esempio verso il Marocco: "da quel momento infatti la Svizzera ha potuto organizzare regolarmente rimpatri sotto scorta via mare". Nel 2018, 15 Marocchini hanno potuto essere rimpatriati via mare. La polizia è presente durante tutta la traversata fino a che le autorità marocchine riprendono i loro cittadini. Fondandosi su questo modello, il Consiglio federale dovrebbe intavolare senza indugio trattative con l'Algeria e informare regolarmente il Parlamento.

La Francia autorizza il transito sul suo territorio per organizzare rimpatri verso il Marocco. Il Consiglio federale potrebbe chiedere ad altri Paesi del Mediterraneo (p. es. l'Italia o la Spagna) se vi acconsentirebbero anch'essi e, in caso affermativo, negoziare pertinenti accordi.

Attualmente la Confederazione fa capo ai servizi di sette agenti di collegamento che rappresentano la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) "in importanti Paesi di provenienza e di transito" (rapporto SEM sulla migrazione 2019). Questi agenti, i cosiddetti "Immigration Liaison Officer" (ILO), operano nelle rappresentanze svizzere in Tunisia, Nigeria, Senegal, Libano, Sri Lanka, Sudan e Turchia, da dove si occupano in parte anche di altri Paesi. Nessun agente è tuttavia stazionato ad Algeri, allorquando l'Algeria andrebbe trattata in via prioritaria. Il Consiglio federale dovrebbe pertanto creare un posto ad Algeri al fine di migliorare le relazioni con le autorità algerine nel settore migratorio e in particolare rendere possibili i rimpatri coatti verso l'Algeria. Il 9 settembre 2019 la SEM ha pubblicato un comunicato stampa in cui indica che "vi è inoltre l'opzione di distaccare ulteriori Immigration Liaison Officers nell'Africa occidentale, nel Corno d'Africa o nel Medio Oriente, allo scopo di fornire un sostegno sul posto in vista del rimpatrio dei richiedenti l'asilo respinti". La SEM intende distaccare altre due o tre agenti di collegamento in luoghi non ancora definiti (Aargauer Zeitung, 10 settembre 2019). Algeri dovrà essere uno di questi luoghi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'accordo di riammissione del 2006 costituisce la base per la collaborazione tra la Svizzera e l'Algeria nel settore del ritorno. Nel complesso, il governo algerino lo attua ora secondo quanto stabilito. L'accordo permette partenze volontarie e rimpatri con o senza scorta tramite voli di linea in partenza da Ginevra, mentre non prevede rimpatri via mare o tramite voli speciali.

L'Algeria non autorizza voli speciali in generale, neanche per gli altri Stati europei. La Francia è l'unico Paese europeo che può effettuare rimpatri via mare. Nemmeno la Germania e l'Italia, che devono rimpatriare un numero di cittadini algerini decisamente superiore rispetto alla Svizzera, possono farlo via mare. Richiedere l'autorizzazione all'accesso marittimo di un Paese di transito avrebbe senso soltanto se l'Algeria permettesse questa forma di rimpatrio, il che non è per il momento il caso. Il Consiglio federale continua a cercare una soluzione, che però può essere trovata soltanto a livello bilaterale.

La cooperazione con l'Algeria è tuttavia migliorata nel corso degli ultimi tre anni. Il numero di allontanamenti in sospeso ha potuto essere ridotto del 31 per cento, da 870 nel 2015 a 600 (al 30 novembre 2020). Soltanto tra gennaio e marzo 2020 una ventina di persone è stata rimpatriata in maniera coatta verso l'Algeria, il che rappresenta un aumento considerevole rispetto agli anni precedenti. Da allora, a causa della pandemia di COVID-19 le frontiere algerine sono chiuse e il traffico aereo internazionale è interrotto, cosicché i rimpatri non sono più possibili.

Nell'auspicio di continuare a favorire questa evoluzione piuttosto positiva, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) intrattiene, a tutti i livelli, contatti regolari con le competenti autorità algerine. All'inizio del 2020 è stato organizzato ad Algeri un dialogo migratorio nel quadro delle consultazioni politiche tra la Svizzera e l'Algeria. Per ampliare le possibilità di rimpatrio, sono state tra l'altro discusse soluzioni alternative ai voli di linea in partenza da Ginevra. In tale occasione le autorità algerine hanno autorizzato voli in partenza da Basilea.

Il Consiglio federale è fiducioso che le misure concordate all'inizio del 2020 e i contatti regolari con le autorità algerine contribuiranno ad aumentare in maniera costante il numero di rimpatri verso l'Algeria, non appena quest'ultima revocherà la chiusura delle frontiere dovuta alla pandemia da COVID-19 e autorizzerà la ripresa dei voli internazionali.

In linea di massima, anche il Consiglio federale ritiene auspicabile distaccare ad Algeri un agente di collegamento in materia di immigrazione (ILO). Alla luce della lunga chiusura delle frontiere in vigore a causa della pandemia da COVID-19 e dopo aver analizzato in maniera approfondita i possibili nuovi luoghi d'impiego, la SEM è tuttavia giunta alla conclusione che non sarebbe possibile, al momento, garantire un onere lavorativo sufficiente a un ILO in Algeria. Inoltre, l'ambasciata svizzera ad Algeri intrattiene attivamente una rete di contatti con gli attori rilevanti nel settore della cooperazione in materia di migrazione. Per questo motivo il Consiglio federale non ritiene attualmente opportuno il distacco di un agente, come chiesto dall'autore della mozione. Rivaglierà tuttavia questa opzione a intervalli regolari.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.