Che ne sarà di quegli incentivi e investimenti dannosi per la biodiversità che la Confederazione non vuole esaminare entro il 2023?
20.4605 · Interpellanza · 2020-12-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In risposta al mio postulato 20.4226, il Consiglio federale scrive: "Come fa notare la Strategia Biodiversità Svizzera (SBS) del Consiglio federale, per conformarsi ai requisiti della Convenzione sulla diversità biologica, "sarà necessario cancellare, eliminare progressivamente o ripensare gli incentivi finanziari e le sovvenzioni che si ripercuotono negativamente sulla diversità biologica, in maniera tale da ridurre al minimo o annullare del tutto le conseguenze negative". E poi aggiunge: "Da un lato, l'Amministrazione federale sta esaminando in modo approfondito una selezione di sussidi federali sulla base dello studio dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e del Forum Biodiversità Svizzera. Dall'altro, vengono sviluppate ed esaminate possibili proposte di riforma con le quali potrebbero essere ridotti o trasformati gli incentivi con effetti negativi sulla biodiversità". La Confederazione inizia solo ora, ossia otto anni dopo la pubblicazione della Strategia Biodiversità, a esaminare in modo approfondito i sussidi dannosi alla biodiversità - o almeno una parte di essi. Su questa base, intende poi presentare entro il 2023 delle proposte di riforma per singole sovvenzioni. Oltre quella data, il Consiglio federale non ha ancora formulato obiettivi o visioni. Resta aperta la questione se entro tale data saranno adottate prime misure.
In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Quali obiettivi intermedi intende raggiungere la Confederazione entro il 2023 e quando saranno pubblicati i rapporti intermedi sul grado di raggiungimento degli obiettivi o sulle principali sfide e linee d'azione?
2. Che cosa succede con gli incentivi e gli investimenti dannosi per la biodiversità che la Confederazione non intende esaminare entro il 2023 o per i quali non presenterà proposte di riforma nel 2023?
3. Che cosa succederà dopo il 2023 con gli incentivi e gli investimenti dannosi per la biodiversità?
4. Le associazioni economiche e i riassicuratori stanno nel frattempo mettendo in guardia sugli effetti economici negativi della perdita di biodiversità, come hanno fatto qualche anno fa con il cambiamento climatico. Quali conclusioni trae la Confederazione da questa analogia?
Stellungnahme des Bundesrates
1) L'obiettivo riguardante gli effetti dei sussidi sulla biodiversità è stabilito nella misura "4.2.4 Valutazione dell'efficacia dei sussidi federali" del "Piano d'azione Strategia Biodiversità Svizzera" (UFAM, 2017) del Consiglio federale: "Sono analizzati gli effetti dei sussidi federali esistenti e di altri incentivi che hanno un impatto sulla biodiversità e sono illustrate le possibilità per evitare incentivi distorti. Interrogativi selezionati sono esaminati in dettaglio e preparati per la valutazione complessiva. Quest'ultima comprende una panoramica esaustiva dei progressi fatti fino al 2023. Sono illustrate le possibilità di miglioramento risultanti e raccomandate ottimizzazioni dell'attuazione". La pubblicazione del primo rapporto intermedio relativo alla selezione e al metodo è prevista per la prima metà del 2021. Gli approfondimenti e le proposte di riforma saranno presumibilmente pubblicati per la fine del 2022.
2) Nell'ambito dei lavori attualmente in corso, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta effettuando, in collaborazione con gli altri uffici federali coinvolti nell'argomento, un'analisi e una valutazione molto esaustive dei sussidi federali dannosi per la biodiversità. Nel primo rapporto intermedio gli incentivi saranno presentati nel modo più completo possibile. Partendo da tale base saranno selezionati gli incentivi specifici per il successivo approfondimento. Per il Consiglio federale è importante che nelle decisioni siano considerati possibilmente tutti gli incentivi e i conflitti di obiettivi, e che su questi ultimi così come sulle ripercussioni regni la massima trasparenza. Nell'ambito dello sviluppo delle politiche settoriali (p. es. la politica agricola, la politica dei trasporti ecc.) il Consiglio federale attribuisce grande importanza alle esigenze ambientali e della biodiversità, che devono essere ponderate rispetto agli interessi dell'economia e della società. Il rapporto intermedio può contribuire ad aumentare la trasparenza riguardo agli aspetti della biodiversità, affinché questi possano essere considerati in modo ancora più sistematico nella futura ponderazione degli interessi.
3) Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) sottoporrà la prima fase del "Piano d'azione Strategia Biodiversità Svizzera" a un'analisi d'impatto e riferirà al Consiglio federale alla fine del 2022. Su tale base, così come sulla base della prossima Convenzione sulla biodiversità CBD-COP15, il Consiglio federale deciderà in merito a un'eventuale seconda fase del piano d'azione e quindi anche sui passi successivi nell'ambito dei sussidi federali.
4) Il Consiglio federale apprezza il fatto che la biodiversità stia acquisendo sempre più importanza anche nel mondo dell'imprenditoria. Analogamente al dibattito sul clima, l'accento è posto, da un lato, sui rischi per l'economia derivanti dalla perdita di biodiversità e, dall'altro, sulle ripercussioni delle attività economiche sulla biodiversità. Nell'ambito di diversi progetti, la Confederazione dialoga con aziende e istituzioni finanziarie al fine di sostenerle nello sviluppo di metodi di misurazione dei rischi legati alla biodiversità. Ne è un esempio il tool ENCORE che mostra in che misura i settori economici dipendono dal capitale naturale e dai servizi ecosistemici, quindi anche i rischi legati alla biodiversità cui tali settori sono esposti. Nello sviluppo del tool attualmente in corso sarà integrata anche la prospettiva dell'impatto: in futuro gli investitori potranno misurare le ripercussioni del loro portafoglio sulla biodiversità.
Risposta del Consiglio federale.