Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per pre-mi meno onerosi). Iniziativa popolare e il suo controprogetto indiretto.
21.063 · Oggetto del Consiglio federale · 2021-09-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 17 settembre 2021 concernente l’iniziativa popolare «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)» e il controprogetto indiretto (modifica della legge sull’assicurazione malattie)
Ausgangslage
La maggioranza dei membri delle due Camere ha riconosciuto la necessità di un intervento per alleggerire l’onere finanziario che grava sulla popolazione a causa degli elevati premi delle casse malati. L’iniziativa popolare – che chiede una cospicua riduzione dei premi – è tuttavia ritenuta la soluzione sbagliata poiché oltre ad essere estremamente costosa non risolve il problema dei costi della salute. Le spese supplementari in caso di accettazione dell’iniziativa si aggirerebbero intorno a 4,5 miliardi di franchi, dei quali 3 a carico della Confederazione. Entrambi i Consigli raccomandano di respingere l’iniziativa. D’accordo con la proposta del Consiglio federale di opporle un controprogetto indiretto a livello di legge, il Consiglio nazionale aveva deliberato, con il sostegno del PS, de I Verdi, del PVL e dell’Alleanza del centro, un ulteriore sostegno finanziario di circa 2,2 miliardi (di cui circa 900 mio. a carico dei Cantoni). Il Consiglio degli Stati aveva inizialmente deciso di non entrare in materia sul progetto, ma in seconda lettura aveva proposto un ulteriore sostegno finanziario da parte dei Cantoni pari a circa 360 milioni di franchi. Nel quadro dell’appianamento delle divergenze il Consiglio nazionale ha aderito, con i voti di UDC, PLR e Alleanza del centro, alla decisione della Camera alta.
Il 23 gennaio 2020 il Partito socialista svizzero ha depositato l’iniziativa popolare «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)» corredata di circa 118 00 firme. L’iniziativa chiede che la Confederazione e i Cantoni sgravino gli assicurati dall’onere dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
Il Consiglio federale propone di respingere l’iniziativa e, con una modifica della legge federale sull’assicurazione malattie come controprogetto indiretto, di obbligare i Cantoni a disciplinare la riduzione dei premi in modo che ogni anno corrisponda a una quota minima delle spese lorde dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L’Iniziativa per premi meno onerosi chiede che i premi a carico degli assicurati ammontino al massimo al 10 per cento del reddito disponibile. La riduzione dei premi deve essere finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e per l’importo rimanente dai Cantoni.
Oggi, la legge federale sull’assicurazione malattie obbliga i Cantoni a ridurre i premi degli assicurati di condizione economica modesta e stabilisce che la Confederazione accorda ai Cantoni un sussidio a tale scopo. Nel 2020, la Confederazione ha speso 2,9 miliardi di franchi e i Cantoni 2,6 miliardi di franchi per la riduzione dei premi.
Secondo il Consiglio federale, l’intento dell’iniziativa di sgravare gli assicurati di condizione economica modesta è comprensibile e il fatto che, negli ultimi anni, diversi Cantoni abbiano ridotto la quota con cui partecipano al finanziamento della riduzione dei premi costituisce un problema.
Tuttavia, se l’iniziativa sarà accettata, la Confederazione dovrà mettere a disposizione nettamente più fondi rispetto a quanto fatto sinora, perché sarà tenuta a finanziare almeno due terzi della riduzione dei premi. Nel contempo, dovrà pure sostenere costi che possono essere condizionati dai Cantoni. I Cantoni, infatti influenzano i costi ospedalieri attraverso la pianificazione ospedaliera e i costi ambulatoriali attraverso la gestione dell’autorizzazione dei fornitori di prestazioni. Inoltre, dato che i premi aumentano in misura maggiore rispetto ai redditi, l’iniziativa comporterà rapidamente costi supplementari elevati per la Confederazione e i Cantoni. In più, si concentra esclusivamente sul finanziamento trascurando un altro aspetto importante: il contenimento dei costi.
Il Consiglio federale propone di respingere l’iniziativa per premi meno onerosi e di approvare il controprogetto indiretto consistente in una modifica della legge federale sull’assicurazione malattie. L’obiettivo è obbligare i Cantoni a disciplinare la riduzione dei premi in modo che corrisponda a una quota minima delle spese lorde dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati domiciliati nel loro territorio. In questo modo saranno incentivati a contenere le loro spese lorde. L’entità della quota deve dipendere dalla misura in cui i premi dopo la riduzione gravano sugli assicurati con i redditi più bassi nel Cantone interessato. I Cantoni potranno continuare a stabilire come organizzare la riduzione dei premi.
Stando alle stime dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) presentate nel messaggio, i costi supplementari a carico dei Cantoni generati dal controprogetto ammontano, per il 2024, a circa 600 milioni di franchi. Se l’iniziativa venisse accolta, questi costi ammonterebbero a 1,1 miliardi di franchi.
(Fonte: messaggio e comunicato stampa del Consiglio federale del 17.9.2021)
Verhandlungen
Nel corso del lungo dibattito in Consiglio nazionale molti oratori hanno ribadito come i premi delle casse malati rappresentino un onere sempre più gravoso per la popolazione svizzera e che, come ricordato da Mattea Meyer (S, ZH), esso diventa vieppiù insostenibile in particolare per i redditi medio-bassi. Barbara Gysi (S, SG) ha rammentato che i premi delle casse malati assorbono mediamente il 14 per cento del reddito; nel caso di alcuni gruppi di persone, anche fino al 20 per cento. Entrambe le consigliere nazionali si sono pertanto dette favorevoli ad una norma costituzionale che, come chiesto con l’iniziativa popolare, fissi un tetto massimo per i premi delle casse malati pari al 10 per cento del reddito disponibile. A favore dell’iniziativa si sono pronunciati anche i partiti ecologisti. Una maggioranza della Commissione ha tuttavia respinto l’iniziativa preferendole un controprogetto indiretto meno ambizioso. Per gli oppositori, l’iniziativa popolare si concentra sul finanziamento dei premi e non fornisce alcun incentivo al contenimento dei costi della salute. Con 121 voti contro 67 il Consiglio nazionale ha proposto di respingere l’iniziativa.
Una maggioranza della Commissione ritiene tuttavia necessario intervenire sul fronte dei premi delle casse malati e della loro riduzione e si è pertanto pronunciata a favore di un aumento di tali riduzioni nell’ambito di un controprogetto indiretto. Soltanto il gruppo UDC si è opposto sia all’iniziativa che all’elaborazione di un controprogetto poiché, secondo Andreas Glarner (V, AG) a parte provocare un massiccio incremento dei costi, ad oggi la riduzione dei premi non è servita a nulla. Con 134 voti contro 53 il Consiglio ha deciso l’entrata in materia.
Il portavoce della Commissione, Thomas de Courten (V, BL), ha precisato che la Commissione non condivide la proposta del Consiglio federale riguardante gli attestati di carenza dei Cantoni per premi non versati e la riduzione dei premi per i beneficiari di prestazioni complementari. Mentre il Consiglio federale ha proposto di non tenere conto degli attestati di carenza, ma di considerare le riduzioni, la maggioranza della Commissione ha auspicato una soluzione diametralmente opposta. A suo avviso, nell’importo totale per la riduzione dei premi i Cantoni devono poter computare gli attestati di carenza per i premi non versati e per la partecipazione ai costi e ignorare invece la riduzione dei premi per i beneficiari di prestazioni complementari. A quest’ultima la Confederazione e i Cantoni destinerebbero un finanziamento separato in virtù della legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità. Complessivamente, l’aumento delle spese sarebbe pari a 2,2 miliardi franchi, di cui 1,3 miliardi a carico della Confederazione e 920 milioni a carico dei Cantoni. Allo stato attuale l’importo destinato annualmente alla riduzione dei costi è di circa 5 miliardi.
La maggioranza della Commissione ha sostenuto la disposizione proposta dal Consiglio federale nel suo disegno secondo cui in ogni Cantone la riduzione dei premi deve corrispondere, complessivamente e per anno civile, a una determinata quota minima delle spese lorde dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per gli assicurati domiciliati nel Cantone. Se i premi rappresentano meno del 10 per cento del reddito, la quota minima ammonta al 5 per cento delle spese lorde; se rappresentano invece il 18,5 per cento o più, la quota minima è del 7,5 per cento. Ha poi proposto di prevedere che siano i Cantoni a stabilire la quota massima che i premi possono rappresentare rispetto al reddito disponibile degli assicurati domiciliati nel Cantone.
Pur reputando il controprogetto indiretto una proposta alternativa costosa, Ruth Humbel (M-E, AG) ritiene che la riduzione dei premi rappresenti un provvedimento importante per garantire l’equilibrio sociale, oltre ad essere una soluzione più economica rispetto a quella proposta con l’iniziativa. Essa stima che le spese aggiuntive di quest’ultima ammonterebbero a circa 4,5 miliardi di franchi, di cui 3 a carico della Confederazione. Per Jörg Mäder (GL, ZH) il controprogetto indiretto scaturito dall’esame preliminare della Commissione rappresenta un insieme organico e una reale alternativa all’iniziativa popolare. Pierre-Yves Maillard (S, VD) ha giudicato il controprogetto un buon compromesso e un passo nella giusta direzione.
Con 119 voti contro 66 e due astensioni il Consiglio nazionale ha accolto il controprogetto e ha così aderito alla proposta della propria Commissione di considerare gli attestati di carenza, ma non la riduzione dei premi per i beneficiari di prestazioni complementari. Il controprogetto è stato sostenuto dal PS, da I Verdi, dal PVL, dall’Alleanza del centro e da una parte del PLR. Vi si sono opposti il Gruppo dell’UDC e una maggioranza dei Liberali Radicali.
Il dibattito in seno al Consiglio degli Stati ha riguardato innanzitutto il controprogetto. Il portavoce della Commissione Erich Ettlin (M-E, OW) ha raccomandato di entrare in materia difendendo la vicinanza del controprogetto al disegno del Consiglio federale. Benedikt Würth (M-E, SG), invece, ha chiesto la non entrata in materia poiché a suo avviso si assisterebbe a un cambio di paradigma indesiderato. Si introdurrebbero infatti prescrizioni federali in un ambito – quello della riduzione dei premi – che deve restare di competenza dei Cantoni, poiché sono questi a poter meglio valutare quale sia la soluzione più opportuna per la propria realtà territoriale. Proprio questo aspetto è invece criticato dai sostenitori del controprogetto, alla luce del fatto che alcuni Cantoni, negli ultimi anni, hanno drasticamente ridotto i loro contributi. Marina Carobbio (S, TI) ha definito il controprogetto innocuo per il federalismo e importante per evitare che di nuovo, nell’ambito in questione, nei prossimi anni non succeda nulla. Con i voti del PLR, dell’UDC e di una parte dell’Alleanza del centro (22 voti contro 20) il Consiglio degli Stati ha deciso la non entrata in materia.
A seguito della decisione della Camera alta, il Consiglio nazionale ha dovuto deliberare nuovamente sull’entrata in materia. Una maggioranza della Commissione ha proposto l’entrata in materia e dunque l’elaborazione di un controprogetto. Una minoranza, composta di rappresentanti dell’UDC e del PLR, si è invece detta contraria e ha proposto di confermare la decisione della Camera alta. Con 106 voti contro 79 e una astensione il Consiglio nazionale ha ribadito la propria decisione inziale di entrata in materia.
Il progetto è dunque tornato al Consiglio degli Stati dove il portavoce della Commissione Erich Ettlin (M-E, OW) ha invitato i colleghi a votare per l’entrata in materia. La maggioranza della Commissione ha ritenuto azzardato, alla luce del continuo aumento dei premi delle casse malati, lanciarsi nella campagna sull’iniziativa popolare senza un controprogetto. Per una minoranza della Commissione, rappresentata da Hannes Germann (V, SH), invece non vi era motivo di tornare sulla decisione presa dal Consiglio degli Stati in prima lettura, non essendo emersi elementi nuovi e tenuto conto della profonda preoccupazione nutrita dai direttori cantonali delle finanze. Con 24 voti a favore, 16 contrari e 2 astensioni, tuttavia, il Consiglio degli Stati ha ribaltato la propria posizione iniziale e ha deciso l’entrata in materia. Nel corso della deliberazione di dettaglio Peter Hegglin (M-E, ZG) ha sottolineato come l’intervento della Commissione della sanità abbia consentito di snellire il progetto riducendo le spese a carico dei Cantoni dai 493 milioni previsti nel disegno del Consiglio federale a circa 350 milioni. Troppo pochi ha dichiarato Hans Stöckli (S, BE), che ha invitato i propri colleghi a non essere di maniche strette e ha difeso il progetto del Consiglio nazionale evidenziandone la praticabilità. Hans Stöckli ha anche ricordato che la riduzione dei premi è stata introdotta a suo tempo per attutire gli effetti negativi del premio individuale (una sorta di tassa pro-capite) e che è dunque inaccettabile il comportamento di quei Cantoni che si sottraggono alle proprie responsabilità. Negli ultimi anni ben dieci Cantoni hanno decurtato i propri contributi.
Su proposta della propria Commissione e contrariamente al parere dei partiti ecologisti e di sinistra, il Consiglio degli Stati ha deciso di diminuire al 3,5 per cento la quota minima della riduzione delle spese lorde dell’assicurazione malattie per i casi in cui i premi rappresentino meno dell’11 per cento del reddito. Il Consiglio federale e il Consiglio nazionale avevano proposto il 5 per cento. Inoltre, diversamente da quanto deciso dal Consiglio nazionale e contrariamente alla proposta di una minoranza della Commissione, rappresentata da Hans Stöckli (S, BE), il Consiglio degli Stati ha aderito al disegno del Consiglio federale respingendo l’idea di un finanziamento separato della riduzione dei premi per i beneficiari di prestazioni complementari e rinunciando a tenere conto degli attestati di carenza per i premi non versati ai fini del calcolo di tali riduzioni. Nella votazione sul complesso il Consiglio degli Stati ha adottato il suo controprogetto con 26 voti a favore, 16 contrari (UDC e membri del PLR e dell’Alleanza del centro) e un’astensione.
Nel quadro dell’appianamento delle divergenze il Consiglio nazionale ha seguito con 104 voti contro 86 la raccomandazione della propria Commissione di aderire alla decisione della Camera alta, secondo cui, a seconda della percentuale dei premi rispetto al reddito, i Cantoni devono destinare alla riduzione dei premi una quota compresa tra il 3,5 e il 7,5 per cento dei costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. La sinistra e il PVL hanno tentato inutilmente di imporre la proposta leggermente modificata del Consiglio nazionale a favore di un contributo della Confederazione e dei Cantoni leggermente superiore sostenendo che i 356 milioni aggiuntivi previsti per i Cantoni rappresentano una soluzione insufficiente che non tiene conto del problema dell’onere rappresentato dai premi per l’assicurazione malattie. Mattea Meyer (S, ZH) ha parlato di uno scherzo di cattivo gusto, mentre la maggioranza della Camera, ovvero rappresentanti dell’UDC, del PLR e di una maggioranza del Gruppo del Centro, ha definito la proposta della Commissione un passo importante. Con 105 voti contro 86 il Consiglio nazionale ha accolto la proposta di una minoranza della propria Commissione, rappresentata da Thomas de Courten (V, BL), secondo cui deve essere ogni singolo Cantone e non il Consiglio federale a definire la quota massima che i premi possono rappresentare rispetto al reddito disponibile.
Al Consiglio degli Stati Erich Ettlin (M-E, OW) ha proposto, in nome della Commissione, di raccomandare la reiezione dell’iniziativa. La proposta è stata sostenuta da rappresentanti dei partiti borghesi, che hanno ammonito dagli elevati costi che deriverebbero dall’attuazione dell’iniziativa e che hanno difeso il controprogetto come l’unica via percorribile per evitare di dover procedere a tagli miliardari in altri settori. Una minoranza della Commissione – Hans Stöckli (S, BE) e Maya Graf (G, BL) – hanno invece proposto di raccomandare l’accettazione dell’iniziativa definendo il controprogetto modesto e incapace di offrire una valida alternativa. Hans Stöckli ha infine ricordato che attualmente la popolazione spende in media il 14 per cento del proprio reddito per pagare i premi dell’assicurazione malattie. Il Consiglio degli Stati ha seguito la maggioranza della Commissione e ha deciso con 33 voti contro 11 di raccomandare la reiezione dell’iniziativa popolare.
Nella votazione finale il decreto federale concernente l’iniziativa popolare «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)», con il quale si raccomanda di respingere l’iniziativa, è stato approvato dal Consiglio nazionale con 123 voti contro 70 e tre astensioni e dal Consiglio degli Stati con 32 voti contro 11 e una astensione.
Il controprogetto indiretto «Legge federale sull’assicurazione malattie (Riduzione dei premi)» è stato approvato dal Consiglio nazionale con 195 voti a favore, nessuno contrario e un’astensione e dal Consiglio degli Stati con 41 voti a favore, uno contrario e due astensioni.
L'iniziativa popolare è stata respinta nella votazione popolare del 9 giugno 2024 dal 55,5 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (13 Cantoni che dispongono di un voto e 5 Cantoni che dispongono di un mezzo voto).
Cfr. anche oggetto 21.067: Per premi più bassi – Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai costi). Iniziativa popolare e controprogetto indiretto (Modifica della legge federale sull’assicurazione malattie)
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Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 16.06.2022
2,2 miliardi in più per riduzione costo premi malattia
In futuro, Confederazione e cantoni dovrebbero mettere a disposizione più soldi per la riduzione individuale dei premi di cassa malattia, un onere che sempre più persone fanno fatica a pagare.
Questo l'esito del dibattito, incominciato ieri e portato a termine stamane, sull'iniziativa del PS che chiede di porre un tetto massimo (10% del reddito disponibile) ai premi malattia. Seppur respinta per 121 voti a 67 poiché giudicata dalla maggioranza dei gruppi parlamentari, tranne il campo rosso-verde, estrema e troppo costosa, il plenum ha deciso di avallare - 119 voti a 66 - il controprogetto indiretto del Consiglio federale, emendato in alcuni punti della Camera del popolo.
La controproposta prevede sì un maggiore impegno finanziario di Confederazione e Cantoni - 2,2 miliardi di franchi in più - ma in misura minore rispetto all'iniziativa; quest'ultima, solo per la Confederazione, prevedeva un costo stimato in 4,7 miliardi per il 2024. A votare contro l'iniziativa e il controprogetto sono stati gli esponenti dell'UDC e di parte del PLR: per la cronaca, la proposta di non entrata nel merito dei democentristi sul controprogetto è stata respinta per 134 voti a 53.
Poco prima dei voti, il consigliere federale Alain Berset ha ammesso, come molti oratori ieri prima di lui, che la proposta del PS solleva una questione reale, ossia la difficoltà crescente per molte famiglie di far fronte ai premi malattia; tale difficoltà si riscontra nel numero crescente di coloro che godono di riduzioni del premio. Ecco perché il Consiglio federale ha elaborato un controprogetto, ha affermato.
Tale fenomeno, tra l'altro, rischia di esacerbarsi ulteriormente nel 2023: è infatti atteso un sensibile incremento dei premi, oscillante tra il 5 e il 10%. Come sottolineato da diversi deputati prima di Berset, si tratta di un'evoluzione preoccupante, soprattutto alla luce dell'aumento dell'inflazione e dei costi energetici dovuti agli strascichi della crisi pandemica e, come se non bastasse, dalle ripercussioni della guerra in Ucraina.
Tuttavia, come sottolineato da molti deputati ieri pomeriggio nel corso del dibattito e dallo stesso ministro della sanità oggi, l'iniziativa non dice nulla circa il contenimento dei costi - un aspetto che il governo e il parlamento prende sul serio viste le riforme in corso e quelle previste, ha spiegato il ministro friburghese - ed è assai squilibrata perché farebbe pesare gran parte dei costi generati sulle casse federali.
Mentre la Confederazione copre il 7,5% del costi lordi dell'assicurazione malattia di base, i Cantoni sono invece liberi di stabilire da sé la quota che intendono mettere a disposizione degli assicurati, ha spiegato Alain Berset. Negli ultimi dieci anni, i Cantoni hanno aumentato il rispettivo contributo alla riduzione dei premi di ben 600 milioni: tuttavia, tale incremento è da mettere in conto di soli sette Cantoni. Tale aspetto è stato evocato anche da diversi oratori saliti alla tribuna, specie del campo rosso-verde, i quali hanno stigmatizzato i tagli ai sussidi effettuati da molti cantoni, ciò che ha fatto lievitare la quota parte pagata dalla Confederazione, benché la sanità sia principalmente un ambito di loro competenza.
Un sistema ingiusto
Come rammentato, diverse osservazioni pronunciate stamane dal consigliere federale socialista rispecchiano in parte molto degli argomenti tirato in ballo ieri dai deputati - una quarantina - annunciatesi per un intervento alla tribuna in un aula, va detto, semi deserta.
Per il campo rosso-verde, che ha difeso l'iniziativa sebbene non scontenta del controprogetto, come affermato da Pierre- Yves Maillard (PS/VD), vi è urgenza di agire: non solo i premi sono cresciuti più dei costi sanitari negli ultimi vent'anni, ma i salari sono rimasti praticamente fermi. Per non parlare dell'inflazione e dei costi fissi, come quelli energetici, e delle previsioni che danno i premi in forte crescita per il 2023. Insomma, sempre più famiglie, soprattutto del ceto medio, fanno fatica a pagare l'assicurazione sanitaria. Un "sì" all'iniziativa avrebbe anche un vantaggio: aumentare il potere d'acquisto delle famiglie.
Sempre più persone - hanno denunciato diversi oratori - non si fanno curare a causa della franchigia elevata. L'iniziativa sarebbe un modo per riattivare il principio di solidarietà insito nella legge sulle cure medico sanitarie. Ma per essere veramente sociale e giusta, la legge dovrebbe prevedere premi proporzionali al reddito: l'attuale sistema, come denunciato da Bruno Storni (PS/TI), che vede il ricco pagare quanto il "povero" va cambiato poiché ingiusto.
Troppo cara
Gli avversari dell'iniziativa - Verdi liberali, UDC, PLR e Alleanza del Centro - anche se con toni diversi, non hanno negato l'esistenza di un problema che assilla molte famiglie e sul fatto che in diversi Cantoni, per motivi di risparmio, si sia tagliato negli ultimi anni sui sussidi destinati ai ceti meno abbienti.
Tuttavia, l'iniziativa pone l'accento principalmente sulla ridistribuzione della ricchezza, ma rimane silente su come rallentare l'evoluzione dei costi, in piena espansione, o galoppanti come dichiarato da Alex Farinelli (PLR/TI). Fissare un limite del 10% potrebbe incitare gli assicurati a rivolgersi maggiormente al medico. Verrebbe meno insomma l'aspetto della responsabilità individuale, togliendo coscienza dei costi, ha sottolineato Farinelli.
Ma a far pendere la bilancia verso il "no" del campo "borghese" sono state anche riflessioni di stampo prettamente finanziario, giacché l'iniziativa chiamerebbe alla cassa soprattutto la Confederazione, che dovrebbe dover sborsare oltre 4 miliardi all'anno in più, "salvando" i Cantoni.
Per Farinelli, inoltre, destinare mezzi supplementari alla riduzione dei premi avrebbe quale conseguenza minori fondi per altri compiti affidati allo Stato. Nel suo intervento, il deputato ticinese ha anche criticato il ricorso sempre più frequente alle iniziative popolari allo scopo di imporre al Parlamento la propria volontà, invece di privilegiare il dialogo e la ricerca del consenso.
L'iniziativa
L'iniziativa del PS chiede che i premi dell'assicurazione malattie obbligatoria non superino il 10% del reddito disponibile. A tale scopo, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero contribuire in misura maggiore alla riduzione dei premi. La riduzione individuale dei premi (RIP) dovrebbe essere finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e il resto dai Cantoni. I costi salirebbero per la Confederazione oltre i 4 miliardi di franchi.
Il controprogetto governativo prevede invece una riduzione dei costi a carico delle famiglie per ulteriori 2,2 miliardi. Il controprogetto chiede a tutti i Cantoni di destinare alla riduzione dei premi un importo corrispondente a una percentuale minima dei costi lordi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie generati dagli assicurati domiciliati sul proprio territorio. La percentuale dipenderà da quanto graveranno i premi sul 40% degli assicurati con il reddito minore. Il contributo federale, già vincolato ai costi, resterà invece invariato. Insomma, i Cantoni dovrebbero versare più di adesso.
Il controprogetto del Parlamento
Circa i correttivi apportati al progetto dell'esecutivo, in primo luogo il plenum prevede che se i Cantoni sono tenuti a impegnare un importo complessivo minimo per la riduzione dei premi, devono però anche poter computare gli atti di carenza beni che assumono per premi non pagati e partecipazioni ai costi.
In secondo luogo, la Confederazione e i Cantoni devono finanziare separatamente le riduzioni dei premi per i beneficiari di prestazioni complementari (PC).
Il modello del governo costerebbe ai Cantoni 490 milioni in più (base di dati 2020) dei quali, secondo la proposta approvata dal plenum, potrebbero utilizzare 380 milioni per l'assunzione degli atti di carenza di beni. Il finanziamento separato dei premi dei beneficiari di PC costerebbe alla Confederazione altri 1,3 miliardi e ai Cantoni altri 800 milioni. Complessivamente, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero quindi spendere circa 2,2 miliardi in più.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 30.11.2022
No a controprogetto iniziativa PS per premi moderati
Un po' a sorpresa, il Consiglio degli Stati ha respinto oggi per 22 voti a 20 l'entrata nel merito sul controprogetto all'iniziativa del PS che chiede di porre un tetto massimo (10% del reddito disponibile) ai premi malattia.
Il plenum, nonostante l'appassionata difesa del consigliere federale Alain Berset e di diversi "senatori" del PS e del Centro, ha accolto una proposta di non entrata in materia di Benedikt Würth (Centro/SG) che considera il controprogetto eccessivamente centralista e dirigista.
Il dossier ritorna al Consiglio nazionale che nel giugno scorso aveva invece accolto il controprogetto governativo, emendato in diversi punti dal plenum, per 119 voti a 66, respingendo invece l'iniziativa per 121 voti a 67 poiché giudicata dalla maggioranza dei gruppi parlamentari troppo costosa.
In ogni caso, anche il controprogetto prevede che, in futuro, sia la Confederazione - la cui quota parte rimane però al 7,5% dei costi lordi come ora - che cantoni debbano mettere a disposizione più soldi per la riduzione individuale dei premi di cassa malattia, un onere che sempre più persone fanno fatica a pagare.
La controproposta prevede un maggiore impegno finanziario di Confederazione e Cantoni pari a 2,2 miliardi di franchi, di cui circa mezzo miliardo a carico dei Cantoni, ma in misura minore rispetto all'iniziativa; quest'ultima, solo per la Confederazione, prevedeva un costo stimato in 4,7 miliardi e di 1,1 miliardi per i Cantoni a partire dal 2024.
Un problema reale
Per Marina Carobbio (PS/TI) l'iniziativa risponde a un problema reale che affligge molte famiglie, specie con redditi modesti, ossia il crescente aggravio dei premi malattia che in taluni casi si "mangiano" fino al 20% del reddito disponibile a fronte di salari stagnanti, per non parlare dei costi energetici e dell'inflazione, tutti aspetti che non fanno che aggravare la situazione. Ci sono persone che non vanno dal medico per motivi economici, ha sottolineato la "senatrice" ticinese.
Il controprogetto, stando alla consigliera gli Stati, risponde alla richiesta impellente di una fetta importante della popolazione e rappresenta un elemento importante per combattere la povertà. Per questo è importante fissare per i Cantoni un contributo minimo da destinare alla riduzione individuale dei premi, anche in ragione del fatto che negli ultimi anni diversi Cantoni - 9 - hanno ridotto il proprio impegno su questo fronte.
Prendendo la parola, il consigliere federale Alain Berset, come al Nazionale nel giugno scorso, ha affermato che l'iniziativa solleva un problema reale e che il controprogetto risponde a tale bisogno anche se in maniera più moderata dal profilo dei costi. Berset ha rammentato che la Confederazione sopperisce ai costi per la riduzione dei premi nell'assicurazione obbligatoria per il 7,5% dei costi lordi: solo l'anno prossimo la Confederazione contribuirà con 3 miliardi di franchi.
A livello di Cantoni, ha aggiunto il ministro della sanità, ve ne sono alcuni più generosi di altri che versano una quota superiore a quella della Confederazione e altri invece che nicchiano, oppure l'hanno ridotta, tanto che in alcuni casi Berna copre ben il 90% dei costi nel settore. Si tratta insomma di restringere questa "asimmetria". Berset ha ricordato che solo per fronteggiare il Covid, la Confederazione ha accumulato un debito di 30 miliardi, mentre ci sono Cantoni che hanno chiuso i conti con un surplus. "Con ciò non voglio dire che i Cantoni non si siano impegnati per contrastare la pandemia - ha sottolineato il consigliere federale friburghese - ma è un fatto che l'onere preponderante per alleviare le conseguenze del virus è ricaduto sulle spalle della Confederazione.
Un progetto dirigista e centralista
Ma per Benedikt Würth, e una buona fetta di "senatori" del campo borghese, il controprogetto è eccessivamente centralista e dirigista: ogni Cantone deve fissare una percentuale massima che i premi devono rappresentare rispetto al reddito disponibile degli assicurati residenti nel Cantone, col consiglio federale che definisce il modo di calcolare il premio e il reddito. A ciò si aggiungono prescrizioni circa la quota - dal 5% minimo al 7,5% massimo - che i Cantoni devono corrispondere per la riduzione individuale dei premi da modulare a secondo dell'aggravio lordo sul reddito.
Il settore della cure sanitarie, ha aggiunto il "senatore sangallese, è un compito che compete ai Cantoni i quali devono disporre in materia del necessario spazio di manovra. Würth ha ammesso che diversi Cantoni hanno ridotto il loro impegno, specie tra il 2010 e il 2016, a causa dei programmi di risparmio dovuti alla crisi finanziaria, ma da allora la loro quota è risalita. Jakob Stark (UDC/TG) ha dal canto suo riconosciuto l'esistenza del problema, ma a suo avviso il controprogetto non rappresenta la risposta giusta all'incremento dei costi sanitari.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 28.02.2023
"Premi meno onerosi", Camera mantiene controprogetto
All'iniziativa popolare "Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)" va opposto un controprogetto. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale con 106 voti contro 79 e una astensione.
L'iniziativa del PS chiede che i premi dell'assicurazione malattie obbligatoria non superino il 10% del reddito disponibile. A tale scopo, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero contribuire in misura maggiore alla riduzione dei premi.
Il Consiglio federale è contrario all'iniziativa. Stando alla proposta del PS, infatti, la Confederazione dovrebbe sopportare la maggior parte dei costi dovuti alla riduzione dei premi quando le spese sono fortemente influenzate dalle decisioni dei Cantoni, per esempio in materia di pianificazione ospedaliera. Inoltre, l'iniziativa tiene conto unicamente del finanziamento dei premi, senza incentivare un contenimento dei costi sanitari.
Ritenendo tuttavia che il problema esiste, il Governo aveva proposto un controprogetto: la Confederazione e i cantoni dovrebbero ridurre di ulteriori 2,2 miliardi di franchi i costi a carico della famiglie per i premi malattia.
Il controprogetto dell'esecutivo chiede a tutti i Cantoni di destinare alla riduzione dei premi un importo corrispondente a una percentuale minima dei costi lordi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) generati dagli assicurati domiciliati sul proprio territorio. La percentuale dipenderà da quanto graveranno i premi sul 40% degli assicurati con il reddito minore. Il contributo federale, già vincolato ai costi, resterà invece invariato. Insomma, i cantoni dovrebbero versare più di adesso.
In prima lettura il Consiglio nazionale, con 119 voti a 66, aveva approvato il controprogetto governativo, pur modificandolo in alcuni punti. Gli Stati si erano in vece opposti per 22 voti a 20 ritenendolo eccessivamente centralista e dirigista.
Il Consiglio nazionale è quindi tornato ad occuparsi del controprogetto e, come detto, ha ribadito la sua decisione precedente. Secondo la maggioranza, la necessità di intervenire per ridurre i premi è provata. La popolazione si aspetta dal Parlamento che prenda la questione sul serio, ha sostenuto Jörg Mäder (PVL/ZH) a nome della commissione.
In questi ultimi anni una parte dei Cantoni non ha assunto le sue responsabilità nello stanziare i finanziamenti necessari per ridurre i premi, ha aggiunto l'altro relatore commissionale Benjamin Roduit (Centro/VS). Il relatore commissionale ha anche sottolineato come nove cantoni per la riduzione dei premi spendono oggi meno di quanto facevano 10 anni fa, e ciò malgrado l'aumento dei costi.
L'iniziativa del PS, e il controprogetto, hanno un approccio sbagliato: "vogliono combattere le conseguenze e non le cause dell'aumento dei costi sanitari", ha replicato, invano, Thomas de Courten (UDC/BL). Per Céline Amaudruz (UDC/GE) il controprogetto ha anche il difetto di imporre una visione federale che ignora le differenze cantonali.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 30.05.2023
Sussidi premi malattia, Cantoni chiamati alla cassa
In futuro, i Cantoni dovrebbero innalzare i mezzi finanziari destinati alla riduzione individuale dei premi malattia. Lo ha deciso il Consiglio degli Stati approvando un disegno di legge in tal senso per 26 voti a 16 e un'astensione.
La legge approvata oggi è il controprogetto all'iniziativa del PS che chiede di porre un tetto massimo (10% del reddito disponibile) ai premi malattia. Gli Stati si erano già espressi una prima volta negativamente sul controprogetto indiretto elaborato dal Consiglio federale e già accolto dal Consiglio Nazionale.
Oggi, invece, i "senatori" ci hanno ripensato entrando dapprima in materia - 24 voti a 16 e 2 astensioni - su una controproposta che prevede maggiori uscite per alcuni Cantoni, per poi approvare nella votazione finale un disegno di legge che si discosta da quello uscito dalle deliberazioni del Nazionale; quest'ultimo sarà quindi chiamato a riesaminare il dossier.
Premi, un aggravio per molte famiglie
Per la maggioranza del Consiglio degli Stati - tranne l'UDC e altri "senatori" del Centro e del PLR - dal momento che i premi gravano sempre più sui bilanci delle famiglie devono essere fissati requisiti minimi cantonali per i sussidi alle famiglie, limitando in questo modo l'autonomia dei Cantoni.
Concretamente, i Cantoni dovrebbero destinare alla riduzione individuale dei premi una quota minima compresa tra il 3,5 e il 7,5% dei costi cantonali dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Il disegno del Consiglio federale prevedeva invece una quota minima compresa tra il 5 e il 7,5%. Oltre alla quota minima, ogni Cantone dovrebbe stabilire anche quale quota il premio di una persona può rappresentare rispetto al suo reddito disponibile. Se i premi rappresentano meno dell'11% del reddito, la percentuale minima sarà del 3,5%. Se rappresentano il 18,5% o più del reddito, la percentuale è del 7,5% dei costi.
La variante proposta dai "senatori" comporterebbe per i Cantoni costi aggiuntivi per circa 356 milioni di franchi, mentre il disegno del Consiglio federale per circa 493 milioni. Secondo una proiezione dell'amministrazione federale, diversi cantoni della Svizzera francese e il Ticino non avrebbero costi aggiuntivi fino al 2030.
Iniziativa non finanziabile
Per i fautori del controprogetto, come Peter Hegglin ( Centro/ZG), e Josef Dittli (PLR/UR), è importante poter presentare al popolo un controprogetto a un'iniziativa che potrebbe anche essere accolta alle urne, tenuto conto dell'incessante aumento dei premi malattia, come accaduto col forte incremento per quest'anno. Insomma, per molte famiglie si tratta di un onere sempre più gravoso e il futuro non promette bene, perché i costi sanitari non accennano a diminuire e un ulteriore stangata è dietro l'angolo.
Per i sostenitori del controprogetto, meglio quindi compiere un gesto verso chi fa fatica a pagare i premi piuttosto che vedersi approvare un'iniziativa dai costi esorbitanti: solo per la Confederazione si parla di 4,5 miliardi di franchi supplementari, una somma non finanziabile tenuto conto dello stato attuale delle finanze federali.
Diversi esponenti in aula, compreso lo stesso "ministro" della sanità Alain Berset, hanno poi fatto notare che diversi Cantoni hanno ridotto di parecchio nell'ultimo decennio la loro partecipazione ai sussidi, mentre la quota della Confederazione non ha fatto che crescere superando oramai i 3 miliardi di franchi l'anno (pari al 7,5% dei costi dell'assicurazione di base). In alcuni Cantoni, ha sottolineato Berset senza però fare nomi, la Confederazione si accolla oramai dal 70 all'85% dei costi - a fronte del 50%/50% convenuto - per i sussidi; il controprogetto non fa che riequilibrare questa situazione.
Preservare autonomia cantonale
Gli oppositori del controprogetto, che hanno perorato la non entrata nel merito, hanno invece parlato di un'inopportuna restrizione delle competenze cantonali in materia sanitaria. A loro avviso, i Cantoni e i rispettivi legislativi conoscono meglio la situazione sul territorio, con tutte le sue sue peculiarità a livello di costi sanitari e politica sociale, e possono quindi rimediare ad eventuali problemi senza intrusioni dall'alto. Alex Kuprecht (UDC/SZ) ha fatto notare che nel suo cantone è stata lanciata un'iniziativa cantonale per obbligare lo Stato ad innalzare i sussidi per chi fa fatica a pagare i premi malattia. "Questa è la strada da seguire", secondo il "senatore" svittese.
A detta di Hannes Germann (UDC/SH) non bisogna avere timore di un'eventuale votazione popolare; il popolo potrà farsi un'idea delle conseguenze finanziarie di un "sì alle urne e ci penserebbe due volte ad approvare la proposta del PS. Per lo sciaffusano, inoltre, l'aumento dei sussidi potrebbe avere un effetto disincentivante sugli assicurati, i quali potrebbero rinunciare a forme assicurative più vantaggiose, come il medico di famiglia. Il controprogetto, in definitiva, non porta alcuna soluzione per contenere i costi sanitari, ma potrebbe addirittura aggravare la situazione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 12.09.2023
Il Consiglio nazionale ha approvato, seguendo gli Stati, un disegno di legge in base al quale i Cantoni sono chiamati ad innalzare i sussidi destinati alla riduzione individuale dei premi malattia. Si tratta del controprogetto all'iniziativa del PS che chiede di porre un tetto massimo (10% del reddito disponibile) ai premi malattia. Concretamente, i Cantoni dovranno destinare una quota minima compresa tra il 3,5 e il 7,5% dei costi cantonali dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.09.2023
CSt: premi malattia, no a iniziativa PS del 10%
L'iniziativa del PS che chiede di porre un tetto massimo (10% del reddito disponibile) ai premi malattia va respinta: è quanto stabilito oggi, dopo il Nazionale, anche dal Consiglio degli Stati per 33 voti a 11. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
L'esito del voto era scontato: per la maggioranza dei "senatori", tranne il campo rosso-verde, la proposta della sinistra non rappresenta la giusta soluzione: troppo estrema e troppo costosa, specie per le finanze federali (oltre 4 miliardi di franchi). Soprattutto, federalismo "oblige", l'iniziativa non tiene conto delle realtà cantonali, con livello di costi sanitari e conseguenti premi assai diverso.
Al posto dell'iniziativa, i due rami del parlamento preferiscono il controprogetto indiretto anch'esso pronto per le votazioni finali: ieri la camera del popolo ha eliminato le ultime divergenze con gli Stati decidendo che i Cantoni dovranno innalzare i sussidi destinati alla riduzione individuale dei premi malattia destinando una quota minima compresa tra il 3,5 e il 7,5% dei costi cantonali dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
Il contributo minimo dei Cantoni sarà legato all'andamento dei costi allo stesso modo di quello federale, che resterà dal canto suo invariato al 7,5%. Il compromesso raggiunto comporta costi aggiuntivi annuali di circa 356 milioni per i Cantoni. Originariamente, il Consiglio nazionale aveva chiesto più di due miliardi per ulteriori riduzioni dei premi, di cui 800 milioni in più a carico dei Cantoni. Alla fine, però, si è imposta la soluzione, meno onerosa, degli Stati.
Come ieri al Consiglio nazionale, oggi nell'aula degli Stati la maggioranza borghese ha giudicato il controprogetto un progresso rispetto alla situazione attuale, mentre il campo rosso-verde ha parlato di soluzione del tutto insufficiente.
La sinistra si è detta delusa del controprogetto specie di fronte ai continui aumenti dei premi malattia e alla luce del fatto che numerosi Cantoni non hanno sfruttato appieno il proprio margine di manovra per ridurre i premi a beneficio delle persone meno abbienti.
Secondo uno studio dell'Unione sindacale svizzera recentemente pubblicato sulle testate di Tamedia, lo scorso anno la maggior parte dei Cantoni non ha esaurito il proprio budget per la riduzione dei premi: 21 di loro avrebbero potuto mettere a disposizione degli assicurati più fondi nel 2022.
Per questo il PS ha già comunicato che difficilmente ritirerà la sua iniziativa sulla quale il popolo sarà probabilmente chiamato ad esprimersi.