La sicurezza nucleare va oltre le frontiere nazionali. La proroga dell'autorizzazione d'esercizio per la centrale di Bugey è inquietante
21.3443 · Interpellanza · 2021-03-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
A fine febbraio 2021, l'autorità francese preposta alla sicurezza nucleare (Autorité de sûreté nucléaire, ASN) ha deciso di prorogare di dieci anni l'autorizzazione d'esercizio delle sue centrali nucleari più vecchie, tra cui quella di Bugey, situata a 60 chilometri in linea d'aria da Ginevra. Per questa centrale, l'ASN non ha ancora confermato la proroga dell'autorizzazione in quanto sono in corso dei lavori. La centrale di Bugey, messa in servizio negli anni Settanta, è nota per le sue disfunzioni, ad esempio per lo stato di degrado avanzato delle sue tubature di circolazione dell'acqua, contro cui anche la stessa ASN ha puntato il dito nel 2017. Vista la gravità del problema, l'impianto di Bugey raggiunge il livello 2 su 7 sulla scala internazionale degli eventi nucleari. Con la decisione di proroga dell'autorizzazione d'esercizio, l'impianto di Bugey raggiungerà un'età di oltre 50 anni sebbene le centrali francesi siano state progettate per un esercizio di 30-40 anni, superati i quali entrano in una fase di invecchiamento dai risvolti sconosciuti. Conformemente al mandato della Costituzione cantonale, le autorità della Città e del Cantone di Ginevra hanno intrapreso diverse azioni per garantire la sicurezza dei propri abitanti, finora senza successo.
Il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande:
1. Ha avuto la possibilità di prendere posizione nel quadro della consultazione tecnica condotta dall'ASN, in particolare attraverso la commissione franco-svizzera per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Commission franco-suisse de sûreté nucléaire et de radioprotection, CFS)? In caso affermativo, qual è la sua posizione?
2. In generale, cosa fa il Consiglio federale per garantire la sicurezza della popolazione svizzera in relazione alla presenza delle centrali nucleari francesi in prossimità della frontiera elvetica? Le compresse allo iodio vengono distribuite anche alle popolazioni che vivono nelle vicinanze?
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1:
L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) e l'Ufficio federale dell'energia sono stati informati della consultazione dall'autorità francese preposta alla sicurezza nucleare (Autorité de sûreté nucléaire, ASN) nel quadro della Commissione franco-svizzera per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (CFS), ma non vi hanno preso parte.
Domanda 2:
La Svizzera dispone di contatti diretti con le prefetture francesi competenti nell'eventualità di un incidente nella centrale nucleare di Fessenheim o in quella di Bugey. Inoltre, lo scenario di riferimento e le relative misure di protezione in caso di incidente in una centrale nucleare in Svizzera coprono anche gli incidenti nucleari in centrali estere, motivo per cui per questi non sono definiti né scenari né misure di protezione supplementari. In Svizzera le compresse allo iodio vengono distribuite a titolo precauzionale alle economie domestiche in un raggio di 50 chilometri da un impianto nucleare oppure, nelle zone oltre un raggio di 50 chilometri, sono centralizzate a livello cantonale. La grande regione di Ginevra non si trova nel raggio di 50 chilometri da una centrale nucleare. Nei Cantoni interessati, le compresse allo iodio sono quindi immagazzinate in maniera centrale in quantità sufficienti per poter rifornire l'intera popolazione in caso di incidente.
Risposta del Consiglio federale.