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21.4468 · Interpellanza · 2021-12-15

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Queste armi di nuova generazione non esistono ancora oppure non sono completamente sviluppate, ma è solo una questione di tempo.

È comunque inaccettabile mostrare indifferenza e inerzia nei loro confronti: per questa ragione alcuni Stati membri del diritto internazionale umanitario si sono riuniti di recente a Ginevra per regolare o addirittura vietare questi robot killer.

- Qual è la posizione del Consiglio federale in merito all'uso di questi sistemi d'arma autonomi letali?

- Lo sviluppo di tali armi ha già raggiunto un livello tale da non poter essere più fermato?

- La Svizzera ne sosterrebbe un divieto totale?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha ripetutamente sottolineato che qualsiasi uso di armi autonome deve avvenire nel rispetto assoluto del diritto internazionale umanitario (cfr. la risposta all'interpellanza 21.3223). Dal momento che gli sviluppi tecnologici verso sistemi più autonomi - sia civili che militari - sono pressoché inarrestabili, è particolarmente importante adottare per tempo le opportune precauzioni. In adempimento del postulato 21.3012 e nella Strategia di controllo degli armamenti e di disarmo 2022-2025 approvata il 2 febbraio 2022, il Consiglio federale ha deciso di presentare alcune proposte in materia di regolamentazione internazionale.

Nel 2021 la Svizzera si è detta favorevole a negoziati su uno strumento internazionale nel quadro della Convenzione ONU su alcune armi convenzionali (CCW), sostenendo che i sistemi d'arma autonomi non possono essere utilizzati conformemente al diritto internazionale umanitario, in quanto di fatto proibiti, e chiedendone il divieto. I sistemi in questione sono quelli le cui conseguenze non sono ragionevolmente prevedibili o limitabili secondo le disposizioni del diritto internazionale umanitario. Per gli altri sistemi, che non possono essere classificati a priori come illegali, è necessario un quadro di riferimento che ne garantisca la costante conformità con il diritto internazionale umanitario e un uso sempre sotto il controllo umano.

Nel processo di valutazione della CCW, i risultati 2021 sono rimasti sostanzialmente e politicamente inferiori alle aspettative del Consiglio federale. In una dichiarazione (www.dfae.admin.ch > Politica estera > Politica di sicurezza > Disarmo e non proliferazione > Armi convenzionali > Documenti) a nome di 16 Stati, la Svizzera ha quindi sottolineato l'urgenza di compiere progressi significativi in questo campo. Il nostro Paese continuerà a impegnarsi in modo costruttivo per far avanzare i lavori durante le prossime sessioni della CCW a Ginevra.

Risposta del Consiglio federale.