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Imposizione armonizzata delle rimunerazioni per il ritiro di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici

21.529 · Iniziativa parlamentare · 2021-12-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

L'imposizione delle rimunerazioni per il ritiro di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici dev'essere armonizzata su scala svizzera. Essa deve basarsi sul principio dell'espressione al netto, secondo cui sono imponibili unicamente le rimunerazioni versate per il ritiro di energia solare eccedente nel bilancio annuale. Dev'essere inoltre fissata una soglia al di sotto della quale le rimunerazioni di ritiro sono esenti da imposta.

Begründung

Secondo l'articolo 16 della legge federale sull'imposta federale diretta la totalità dei proventi, periodici e unici, sottostà all'imposta sul reddito. Finora le amministrazioni cantonali delle contribuzioni hanno gestito in diversi modi le rimunerazioni, dell'ordine di alcune centinaia di franchi all'anno, versate ai privati per il ritiro di elettricità prodotta a fini non commerciali. Al riguardo si veda lo studio "Besteuerung von Solarstrom-Anlagen" (disponibile soltanto in ted. e franc. www.vese.ch/pv-besteuerung) pubblicato il 30 settembre 2021 da Svizzeraenergia, e "Merkblatt Photovoltaik Nr. 9 Kantonale und eidgenössische Steuerpraxis" pubblicato da Swissolar.

Per semplificare la procedura di imposizione, i Cantoni di Vaud e del Vallese, ad esempio, hanno deciso di non assoggettare all'imposta i primi 10 000 kWh/anno, classificati per ragioni di economia amministrativa quali fabbisogno proprio. Appellandosi più rigorosamente al capoverso 2 dell'articolo 16, secondo cui sono pure considerati reddito anche i proventi in natura, altri Cantoni si riferiscono presumibilmente alla situazione di prodotti dell'azienda propria destinati al consumo proprio. Il principio dell'espressione al lordo in senso stretto, che riqualifica dal profilo fiscale l'utilizzazione di energia solare autoprodotta quale spesa per il mantenimento del tenore di vita non deducibile, non viene applicato in modo coerente da nessun Cantone. La maggior parte di essi si rifà a una sorta di "principio dell'espressione al netto", che considera reddito imponibile soltanto le rimunerazioni versate per l'immissione di energia elettrica, dopo deduzione dei costi d'acquisto; ciò significa che sono soggetti a imposta unicamente gli apporti monetari derivanti dalla vendita di energia elettrica autoprodotta e immessa in rete.

L'allestimento di conteggi fiscali per impianti fotovoltaici secondo il principio dell'espressione al lordo sarebbe molto complessa, soprattutto per le comunioni di proprietari per piani e i raggruppamenti nel quadro del consumo proprio. In effetti, per timore di dover sopportare spese amministrative elevate si rinuncia oggi a realizzare impianti solari. Per motivi economico-amministrativi sarebbe di conseguenza opportuno applicare su scala svizzera la soglia minima adottata dai Cantoni del Vallese e di Vaud. A fronte di una riduzione relativamente esigua del substrato fiscale, se ne trarrebbero in compenso vantaggi amministrativi significativi.

Nella sua risposta negativa alla mozione 21.157, il Consiglio di Stato del Cantone di Argovia rinvia alla legge sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID), ciò che comporta necessari adeguamenti a livello federale.

Secondo le prospettive energetiche dell'UFE, l'energia solare dovrebbe divenire, accanto alla forza idrica, la seconda colonna portante dell'approvvigionamento energetico della Svizzera. Gli impianti fotovoltaici sui tetti e sulle facciate degli edifici producono energia laddove essa viene già oggi consumata e lo sarà viepiù in futuro con la ricarica delle auto elettriche. Tuttavia, con una produzione pari a 2,6 TWh, il fotovoltaico rappresenta attualmente soltanto il 5 per cento della produzione di energia elettrica in Svizzera, pur presentando un potenziale di produzione dell'ordine di 82 TWh circa all'anno (di cui il 30 % in inverno), equivalente a quattro volte la quantità di energia prodotta attualmente dalle centrali nucleari. Per poter sostituire l'energia nucleare e rispondere al maggiore fabbisogno energetico derivante dall'elettrificazione dei generatori di calore e dei trasporti, è necessario sviluppare massicciamente il fotovoltaico. Con un'imposizione più semplice e non burocratica si fornirebbe un sostanziale contributo a tal fine.

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