22.3548 · Interpellanza · 2022-06-07
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La recente legge sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani (LPTD), entrata in vigore nel luglio del 2021, mira essenzialmente a permettere alle persone anziane senza un impiego di beneficiare di una protezione sociale prima del raggiungimento dell'età legale di pensionamento, evitando così di dover ricorrere all'aiuto sociale. Nella pratica, tuttavia, la priorità delle prestazioni complementari sulle prestazioni transitorie, quando per esempio uno dei due coniugi beneficia di una rendita dell'AI o dell'AVS (e ha dunque diritto a prestazioni complementari, ma senza necessariamente percepirle), non è in contraddizione con gli obiettivi all'origine della legge?
Begründung
Sebbene la LPTD, la recente legge sulle prestazioni transitorie, sia nata da intenzioni incoraggianti e solidali verso le persone anziane che hanno perso l'impiego e attendono di beneficiare della rendita di vecchiaia, la sua applicazione rischia di scontrarsi con le sue ambizioni teoriche. È quanto fa presumere l'esempio della situazione seguente, nella quale sembra purtroppo opportuno interrogarsi sui limiti della LPTD che ostacola il ricorso all'aiuto sociale: prendiamo una coppia di cui uno dei coniugi ha esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione prima del raggiungimento dell'età legale di pensionamento e intraprende dunque i passi necessari per vedersi riconosciuto il diritto alle prestazioni transitorie. Pur soddisfacendo tutte le condizioni di diritto, questa persona rischia di vedersi rifiutare la prestazione di cui ha bisogno, se il/la coniuge beneficia di una rendita dell'AVS o dell'AI che gli/le dà diritto alle prestazioni complementari (le quali non sono tuttavia obbligatorie). Tale diritto impedisce infatti il ricorso alle prestazioni transitorie, poiché secondo l'articolo 6 LPTD:
"(...) se si ha diritto alle prestazioni transitorie e il proprio coniuge ha diritto alle prestazioni complementari secondo la LPC, prevale il diritto alle prestazioni complementari".
Sembra dunque pertinente affermare che nella pratica, se le prestazioni complementari vengono effettivamente accordate, non è più necessario soddisfare le condizioni per il diritto alle prestazioni transitorie. Per contro, il diritto alle prestazioni complementari non dovrebbe impedire il ricorso alle prestazioni transitorie, se non si fa richiesta delle prime.
Di fatto, però, la mancanza di una distinzione nella LPTD tra il diritto alle prestazioni complementari e l'effettivo ricorso alle stesse pone dei problemi ed è dunque necessario chiedere una correzione per evitare un'applicazione controproducente della legge, che non adempirebbe al compito di proteggere gli interessati ed evitare loro di dover il ricorrere all'aiuto sociale.
Stellungnahme des Bundesrates
Se si ha diritto sia alle prestazioni transitorie secondo la legge federale del 19 giugno 2020 sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani (LPTD; RS 837.2) sia alle prestazioni complementari (PC) secondo la legge federale del 6 ottobre 2006 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC; RS 831.30) o se si ha diritto alle prestazioni transitorie e il proprio coniuge ha diritto alle prestazioni complementari secondo la LPC, prevale il diritto alle prestazioni complementari (art. 6 LPTD). Se il coniuge percepisce una rendita AVS o una rendita AI, ciò non costituisce ancora motivo di esclusione dal diritto alle prestazioni transitorie. Soltanto il diritto alle PC prevale sul diritto alle prestazioni transitorie. Pertanto, se il coniuge del richiedente ha diritto alle PC, il diritto alle prestazioni transitorie è escluso, perché il richiedente viene già preso in considerazione nel calcolo delle PC del coniuge.
La priorità del diritto alle PC non penalizza in nessun caso l'assicurato, poiché l'importo delle prestazioni ottenute nel quadro delle PC non è inferiore a quello che egli otterrebbe percependo le prestazioni transitorie, alle quali è posto un limite massimo. Pertanto né il richiedente né il coniuge trarrebbero vantaggi omettendo di richiedere le PC. Se rifiutassero comunque di farlo, non potrebbero far valere il diritto all'aiuto sociale, dato che quest'ultimo è sussidiario a tutte le prestazioni fornite dalle assicurazioni sociali. Tra l'altro il principio di sussidiarietà va a favore della persona interessata, considerato che l'importo riconosciuto per la copertura del fabbisogno vitale nel quadro delle PC è più elevato di quello applicato per l'aiuto sociale. La legge parte dunque dal principio che se una persona ha diritto alle PC, allora le percepisce. La regolamentazione è pertanto appropriata e non è necessario alcun adeguamento in materia.
Risposta del Consiglio federale.