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23.3182 · Mozione · 2023-03-15

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di aumentare o rafforzare in modo significativo il proprio impegno a favore dell'Ucraina in ambito non militare. Concretamente dovrebbe:

1. potenziare considerevolmente l'aiuto umanitario;

2. proporre attivamente Ginevra o un'altra località svizzera per futuri negoziati di pace;

3. ottenere un mandato dell'ONU o del suo Consiglio di sicurezza per futuri negoziati di pace tra le parti in conflitto.

Begründung

I negoziati di pace sono al momento lontani, mentre le armi la fanno da padrone da oltre un anno causando indicibili sofferenze alla popolazione civile in Ucraina. La fornitura diretta di armamenti da parte della Svizzera è vietata dal principio di neutralità, mentre il trasferimento indiretto è attualmente controverso. A prescindere dall'esito del dibattito, è essenziale che la Svizzera rafforzi in modo significativo il proprio impegno in ambito non militare con un triplice approccio.

1. Aumento considerevole dell'aiuto umanitario

La Svizzera vanta una lunga tradizione nell'aiuto umanitario; il suo Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) svolge un ruolo di primo piano a livello mondiale e gode di un'ottima reputazione. Sul piano internazionale, la Svizzera non spicca quanto al suo impegno in Ucraina: l'Austria, per esempio, dal 24 gennaio 2022 al 24 gennaio 2023 ha fornito più del triplo degli aiuti umanitari della Svizzera. Un aumento significativo dell'impegno sarebbe un segno di solidarietà da parte del nostro Paese.

2. La Svizzera quale sede di negoziati

Tutte le guerre finiscono prima o poi con negoziati di pace. La Svizzera dovrebbe già prepararsi in tal senso. In passato il nostro Paese ha spesso ospitato negoziati di pace, che si sono tenuti soprattutto nella Ginevra internazionale. Il Consiglio federale e la sua diplomazia sono pertanto chiamati a fare il possibile per proporre attivamente una località svizzera come sede di futuri negoziati di pace. La credibilità della Svizzera in quanto Paese neutrale ne risulterebbe rafforzata.

3. Mandato dell'ONU per i negoziati

Il Consiglio federale è invitato a impegnarsi attivamente negli organi dell'ONU competenti al fine di ottenere un mandato per condurre negoziati di pace, cosicché la Svizzera possa offrire i propri buoni uffici. Forte della sua grande esperienza diplomatica, la Svizzera neutrale gode infatti di una posizione privilegiata per assumere questo ruolo in quanto membro del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale sostiene la popolazione colpita dalla guerra in Ucraina sin dall'inizio dell'aggressione militare russa il 24 febbraio 2022. In aggiunta al budget previsto per l'Ucraina già prima dello scoppio del conflitto, ad oggi ha approvato tre pacchetti di aiuti, sottoponendo al Parlamento richieste per crediti aggiuntivi corrispondenti. I fondi già stanziati sono inoltre stati riprogrammati o compensati internamente. Oltre a prestare aiuto d'emergenza, la Svizzera sostiene l'Ucraina anche per quanto riguarda il settore sanitario, l'infrastruttura energetica, la promozione della democrazia e il settore privato locale. Grazie alla sua presenza nel Paese sin dagli anni 1990, la cooperazione internazionale (CI) della Svizzera può contare su un'esperienza pluriennale e una fitta rete di contatti. Il Consiglio federale ha previsto di stanziare circa 1,5 miliardi di franchi per l'Ucraina e le regioni circostanti nell'ambito della Strategia CI 2025-2028. Se si considera il budget di circa 300 milioni di franchi previsto per il biennio 2023-2024, nei prossimi sei anni l'Ucraina e le regioni limitrofe beneficeranno di finanziamenti aggiuntivi pari all'incirca a 1,8 miliardi di franchi. La Svizzera fornisce così un importante contributo a favore dell'Ucraina e della sua ricostruzione Si prevede che i costi per la ricostruzione dell'Ucraina diventeranno molto elevati. L'importo preventivato per la cooperazione internazionale (CI) non basterà a coprire interamente il contributo della Confederazione alla ricostruzione dell'Ucraina. Un gruppo di lavoro interdipartimentale attualmente sta esaminando quale organizzazione istituzionale sia necessaria per accompagnare il processo di ricostruzione a lungo termine. A questo proposito il Consiglio federale rimanda al suo parere sulla mozione 23.3437 CPE-N "Programma di sostegno all'Ucraina. Basi legali e 5 miliardi di franchi per gli aiuti umanitari, la protezione della popolazione civile, la promozione della pace e la ricostruzione".

2. All'inizio dell'aggressione militare la Svizzera ha rinnovato a entrambe le parti l'offerta dei suoi buoni uffici, che includono il ruolo di ospite di colloqui e incontri, la messa a disposizione di competenze specialistiche per eventuali negoziati e l'assunzione di mandati in qualità di potenza protettrice. La Svizzera prende molto sul serio il suo ruolo di Stato ospite e ribadisce regolarmente la sua volontà di organizzare incontri sul suo territorio, in particolare a Ginevra. Si adopera inoltre affinché tutte le delegazioni possano recarsi e lavorare a Ginevra nelle migliori condizioni possibili. La città è un polo del multilateralismo che riunisce continuità, conoscenze specialistiche, infrastrutture e attori pertinenti.

3. La Svizzera partecipa attivamente agli sforzi dell'ONU nel contesto ucraino, anche in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza, dove ha più volte offerto i suoi buoni uffici nelle sue prese di posizione. Se e in quale misura questa possibilità viene presa in considerazione dipende soprattutto dalla Russia e dall'Ucraina. Un mandato del Consiglio di sicurezza dell'ONU non è necessario a tal fine.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.