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Meno opportunità di trovare alloggio, minore superficie abitativa, affitti più cari e lotta alla discriminazione dei migranti nel mercato immobiliare

23.3258 · Interpellanza · 2023-03-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Uno studio universitario commissionato dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) mostra che sul mercato immobiliare dilaga una discriminazione verso persone con un background migratorio, soprattutto verso quelle con un cognome albanese o turco, al momento della stipula di un contratto di locazione.

Lo studio sul razzismo strutturale in Svizzera pubblicato dal Servizio per la lotta al razzismo (SLR) alla fine del 2022 conferma questo dato: il mercato immobiliare è caratterizzato da una discriminazione istituzionale-strutturale nei confronti di alcuni gruppi di immigrati.

Nel 2019, in risposta all'interpellanza 19.3835, il Consiglio federale ha affermato di "essere consapevole che, nonostante il diritto costituzionale alla parità di trattamento, nella vita sociale e in particolare per quanto riguarda l'accesso all'alloggio, possano avvenire discriminazioni razziste o xenofobe e che vadano combattute".

1. Il Consiglio federale può confermare i risultati dello studio citati e la sua valutazione del 2019? Che misure ha adottato in seguito alla sua risposta all'interpellanza summenzionata per contrastare tali discriminazioni sul mercato immobiliare?

2. Come valuta i risultati delle misure finora messe in atto?

3. Secondo gli indicatori dell'integrazione dell'Ufficio federale di statistica (UST), le famiglie con background migratorio hanno a disposizione una superficie media per abitante inferiore rispetto a quelle senza background migratorio. Questa differenza è piuttosto accentuata nei Cantoni dell'Altopiano e della Svizzera orientale, nei quali uno studio condotto dal professor Ben Jann rileva un tasso di razzismo superiore alla media.

a. In che modo il Consiglio federale spiega queste correlazioni?

b. Quali requisiti stabilisce la Confederazione per i programmi d'integrazione cantonali (PIC) per affrontare in modo proattivo queste discriminazioni sul mercato immobiliare?

c. Quali misure adotta in tal senso?

4 Secondo gli indicatori dell'integrazione dell'UST, i nuclei familiari con un background migratorio pagano affitti per metro quadro significativamente più alti rispetto agli altri.

a. Questo legame è dovuto a una discriminazione etnico-razziale?

b. In che modo sta agendo il Consiglio federale per migliorare la situazione in questo settore?

c. L'accesso alla giustizia nei casi di discriminazione civile sta migliorando?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale conferma la propria valutazione del 2019 secondo cui, nonostante il diritto costituzionale alla parità di trattamento, nella vita sociale e in particolare per quanto riguarda l'accesso all'alloggio possano avvenire discriminazioni razziste o xenofobe.

La Confederazione fornisce diverse informazioni sul mercato immobiliare, sul diritto di locazione e sulla convivenza. È opportuno citare la guida "Servizi di aiuto all'alloggio per le economie domestiche socialmente svantaggiate: una guida per Cantoni, Città e Comuni" dell'Ufficio federale delle abitazioni e dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. L'opuscolo "Abitare in Svizzera" fornisce le informazioni essenziali in 19 lingue. Inoltre, la Commissione federale contro il razzismo (CFR) fornisce informazioni sulla procedura e sui ricorsi legali in caso di discriminazione nei confronti di locatori privati e statali. Altre organizzazioni governative e non governative offrono supporto e consulenza individuale, soprattutto nelle città, promuovendo così la conoscenza dei diritti, degli obblighi e delle pratiche abitative nel lungo periodo.

2. Le forme discriminatorie razziste e xenofobe, anche nel mercato immobiliare, devono ancora essere combattute, ma le misure menzionate nell'ambito dell'informazione, della sensibilizzazione e della consulenza sembrano essere adatte allo scopo. Tuttavia, si sta rivelando difficile ottenere dati significativi per valutare l'efficacia di tali misure.

3. I meccanismi di esclusione discriminatoria in ambito abitativo sono difficili da dimostrare nella pratica e al momento non c'è una ricerca che ne dimostri in maniera soddisfacente l'esistenza. Lo studio UFAB del 2019 ha individuato una correlazione tra la discriminazione nel mercato immobiliare sulla base del nome straniero e il livello del tasso di alloggi vuoti, il grado di urbanizzazione e la percentuale di stranieri nel Comune, nonché l'atteggiamento dell'elettorato nei confronti delle questioni legate all'immigrazione. Secondo i programmi d'integrazione cantonali (PIC) 2024-2027 (cfr. documento di base del 19 ottobre 2022, https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/integration-einbuergerung/integrationsfoerderung/kantonale-programme/kip-3.html), le pari opportunità di partecipazione senza discriminazioni alla vita economica, sociale e culturale sono tra gli obiettivi della politica d'integrazione svizzera.

Nell'ambito dei PIC, i Cantoni offrono servizi di consulenza in aggiunta ai centri pubblici e privati già esistenti che, tra l'altro, forniscono informazioni sul diritto di locazione (p. es. consulenza legale da parte delle autorità di conciliazione in materia di locazione ai sensi dell'art. 201 del Codice di procedura civile [CPC]; gruppi di interesse di affittuari e proprietari). L'esperienza acquisita con l'attuazione dei PIC 2024-2027 sarà valutata e, se necessario, porterà eventualmente alla formulazione di priorità e misure specifiche.

4. Non esistono dati concreti che permettano di rispondere alla domanda sulle ragioni delle pigioni. In questo contesto, è pendente anche un'iniziativa parlamentare (Iv. pa. 22.466 Dandrès "Lottare contro la discriminazione nell'accesso all'alloggio") che chiede, tra l'altro, che le statistiche dell'UST sull'alloggio consentano di valutare l'esistenza della discriminazione etnica nel mercato degli alloggi.

Ad oggi, in Svizzera non esiste una legge generale contro la discriminazione. In determinate circostanze è possibile avviare una procedura di conciliazione nei confronti dei locatori privati. In ogni caso, la discriminazione rientra nei motivi di lesione della personalità ai sensi dell'articolo 28 del Codice civile svizzero (RS 210). Tuttavia, gli ostacoli procedurali sono relativamente alti, tanto che l'azione legale viene intrapresa solo in pochissimi casi.

Per diversi motivi, nel rapporto sul diritto in materia di protezione dalla discriminazione in adempimento del postulato Naef 12.3543 del 25 maggio 2016 il Consiglio federale ha respinto l'introduzione di una norma esplicita riguardo la discriminazione nel diritto privato, che era stata raccomandata dal Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU).

Risposta del Consiglio federale.

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