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L'assicurazione malattie di base deve coprire integralmente i costi del trattamento della depressione post-parto fino a un anno dopo il parto

23.3638 · Mozione · 2023-06-12

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto di modifica della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e delle altre disposizioni in materia affinché i costi del trattamento delle depressioni post-parto accertate da uno specialista, incluse la franchigia e la partecipazione ai costi, siano coperti integralmente fino a un anno dopo il parto.

Begründung

Secondo gli ultimi studi in materia, la depressione post-parto colpisce tra il 12 e il 18 per cento delle madri e insorge generalmente nei tre-quattro mesi successivi al parto per poi diminuire gradualmente fino a un anno dopo.

Già nel 2005, nella risposta all’interrogazione Goll 05.1032, il Consiglio federale aveva riconosciuto che: "Spesso, dopo il parto, le mamme avvertono sintomi psichici e/o fisici. La depressione post-parto, ad esempio, non è diagnosticata sistematicamente come tale nella maggioranza delle puerpere e pertanto non viene prescritto alcun trattamento […]. Studi più recenti condotti su un lungo lasso di tempo contraddicono le conclusioni precedenti, secondo cui di regola bastano otto settimane per recuperare lo stato di salute fisico e psichico".

Ad oggi la franchigia e la partecipazione ai costi per il trattamento psicologico della depressione post-parto sono coperte soltanto fino a otto settimane dopo il parto. Di conseguenza la maggior parte delle puerpere colpite non beneficia della protezione prevista dal legislatore, il quale voleva, a giusto titolo, che le malattie legate alla gravidanza in generale fossero coperte per intero, comprese la franchigia e la partecipazione ai costi. In altre parole, la legge manca il suo obiettivo!

I sintomi tipici di una depressione post-parto sono una profonda tristezza senza motivo apparente, frequenti e inspiegabili scoppi di pianto, spossatezza permanente o problemi di sonno, senso di inutilità o eccessivo senso di colpa (sensazione di essere un cattivo genitore, difficoltà a stabilire un legame con il bambino), irritabilità, ansia estrema (soprattutto per il benessere del bambino), incapacità di prendersi cura del bambino in modo adeguato e, nei casi più gravi, pensieri suicidi suscettibili di tradursi in azione.

In questi casi precisi, nella misura in cui uno specialista diagnostica formalmente la malattia e quindi esiste un nesso causale tra la gravidanza e questa forma molto particolare di depressione, sembra giusto che i costi delle cure necessarie siano coperti integralmente dall’assicurazione malattie di base fino a un anno dal parto, conformemente allo scopo iniziale del legislatore.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole che la depressione post-parto può pregiudicare la salute delle madri dopo il parto, a volte in maniera considerevole.

Soltanto le prestazioni specifiche di maternità di cui all’articolo 29 capoverso 2 della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) sono esentate dalla partecipazione ai costi per un periodo illimitato. Conformemente all’articolo 64 capoverso 7 lettera b LAMal, ne sono attualmente esentate anche altre prestazioni in caso di malattia fornite a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza fino a otto settimane dopo il parto, per esempio in caso di depressione post-parto.

Come già esposto nei suoi pareri in risposta alle mozioni Piller Carrard 21.4319 "Prolungare il termine di assunzione dei costi delle terapie post-partum" e Kälin 23.3406 "Non porre fine artificialmente all’esenzione dalla partecipazione ai costi per tutte le prestazioni direttamente legate alla maternità", il Consiglio federale non vede alcuna ragione di estendere questo periodo, giustificato dal tempo di recupero fisiologico dopo il parto, che di norma dura dalle sei alle otto settimane. Il legislatore ha previsto l’esenzione dalla partecipazione ai costi per motivi di politica sociale e familiare, limitandola a otto settimane dopo il parto. Tale periodo corrisponde anche alla durata minima per il versamento dell’indennità giornaliera facoltativa dopo il parto (art. 74 cpv. 2 LAMal) e al divieto di occupazione delle puerpere durante le otto settimane dopo il parto (cfr. art. 35a cpv. 3 della legge sul lavoro; LL; RS 822.11).

La proposta di prolungare l’esenzione dalla partecipazione ai costi in caso di depressione post-parto causerebbe difficoltà pratiche di delimitazione e una disparità di trattamento delle persone assicurate per i seguenti motivi:

a) Spesso non è possibile dimostrare quali problemi di salute siano direttamente connessi alla gravidanza o al parto, e con il passare del tempo ciò diventa sempre più difficile. In particolare, con il tempo fattori diversi dalla maternità possono influire in modo determinante sul decorso di una depressione.

b) Ne risulterebbe una disparità di trattamento, da un lato nei confronti delle donne affette da depressioni correlate ad altre cause (p. es. una diagnosi di cancro al seno) e, dall’altro, delle donne confrontate con altre complicanze della gravidanza che pure causano disturbi o richiedono trattamenti dopo il parto. Tra l’altro, questi ultimi possono protrarsi per oltre un anno, a volte anche per diversi anni.

c) Infine, la valutazione del nesso causale tra una depressione e la gravidanza durante un periodo di tempo prolungato potrebbe dare adito a incertezze fra gli assicuratori-malattie e, a seconda dell’assicurazione, a considerazioni differenti suscettibili a loro volta di portare a una disparità di trattamento delle persone assicurate.

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