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Per un vero piano nazionale di prevenzione degli errori medici in Svizzera

23.3863 · Postulato · 2023-06-15

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sugli errori medici in Svizzera, nel quale ne indicherà le cause e la natura, nonché quanto il Governo intende mettere in atto per prevenirli e agire. Il rapporto presterà inoltre particolare attenzione agli interrogativi seguenti:

1. Quanti errori medici noti e segnalati come tali si sono verificati in Svizzera nel 2022 e dall’inizio del 2023?

2. A conoscenza del Consiglio federale, quanti hanno condotto a una sovramortalità? E quanti hanno causato danni alla salute?

3. È possibile imputare parte degli errori medici alla carente formazione dei medici? Se sì, in quale misura e in quali settori in particolare?

4. O, cambiando punto di vista, la proliferazione delle specialità ha un impatto sul numero di errori medici?

5. Che ruolo hanno gli errori organizzativi nel verificarsi di un errore medico?

6. A che punto è la riflessione sull’istituzione di un sistema di segnalazione e registrazione degli errori medici in Svizzera, come raccomandato e richiesto dalla fondazione Sicurezza dei pazienti Svizzera?

Begründung

Dalla negligenza all’errore, dall’inconveniente al danno: gli errori medici sono purtroppo ancora numerosi in Svizzera. Definiti dall’OMS come l’esecuzione di un’azione non conforme a quella prevista o l’applicazione di un piano errato, questi errori, che in ambito sanitario sono pudicamente chiamati “eventi indesiderati”, possono assumere forme diverse. Che si tratti dell’impianto di un dispositivo medico inappropriato, della perdita di materiale biologico o di lesioni causate da misure di contenzione, le conseguenze degli errori medici possono essere drammatiche. Innanzitutto dal punto di vista umano, considerato che i danni possono essere irreparabili, ma anche da quello giuridico o finanziario. Per quanto riguarda gli errori nella somministrazione di medicamenti, cui è dovuto circa il 7 per cento delle ospedalizzazioni (1), la fondazione Sicurezza dei pazienti Svizzera ha riferito ancora nel 2022 che gli errori di farmacoterapia e trattamento (un terzo dei quali, secondo l’OMS, potrebbe essere evitato) possono causare costi dell’ordine di 41 miliardi di franchi (2).

Commettere errori è certamente umano. Per evitare che si ripetano, tuttavia, è necessario dotarsi di strumenti che ne presuppongono la dichiarata conoscenza, nell’interesse dei pazienti e del personale medico. Chiedo quindi al Consiglio federale di presentare un rapporto che fornisca un quadro esaustivo degli errori medici e dei mezzi adeguati per affrontarli efficacemente, anche se dovessero comportare una modifica legislativa. Ad esempio, sembra molto urgente prendere seriamente in considerazione l’istituzione di un elenco e di un registro nazionale degli errori medici, che in Svizzera ancora non ci sono. Va inoltre ricordato che soltanto una minima parte degli errori e dei problemi di sicurezza delle cure è segnalata o nota. Solo con una cultura e una struttura non punitive e costruttive, specificamente dedicate alla raccolta di questi dati e quindi totalmente confidenziali e avulse dalle vie gerarchiche dei datori di lavoro si può raggiungere questo obiettivo.

(1) Swiss Medical Forum, “Identification et gestion de l’erreur en médecine de premier recours”, 2018

(2) Comunicato stampa fondazione Sicurezza dei pazienti Svizzera, settimana d’azione per la sicurezza dei pazienti “Insieme verso una farmacoterapia sicura”

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Con la modifica della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) per rafforzare la qualità e l’economicità, entrata in vigore il 1° aprile 2021, il Consiglio federale è stato incaricato di fissare ogni quattro anni gli obiettivi da raggiungere per garantire e promuovere la qualità delle prestazioni (sviluppo della qualità). Per concretizzare i suoi obiettivi, ha istituito una Commissione federale per la qualità (CFQ). La CFQ consiglia le autorità competenti e i vari attori per ciò che riguarda lo sviluppo della qualità; inoltre, incarica enti esterni di realizzare programmi nazionali per lo sviluppo della qualità, nonché studi e verifiche sistematici e di sviluppare nuovi indicatori di qualità. La CFQ accorda anche aiuti finanziari a sostegno di progetti nazionali o regionali per lo sviluppo della qualità.

Nei suoi attuali obiettivi per lo sviluppo della qualità, il Consiglio federale pone un accento particolare sulla sicurezza del paziente, e in special modo sulla prevenzione di eventi indesiderati. Gli obiettivi annuali della CFQ devono ispirarsi agli obiettivi del Consiglio federale per lo sviluppo della qualità. Con tali obiettivi annuali, il Consiglio federale ha deciso che la CFQ deve realizzare uno studio di fattibilità sugli eventi indesiderati nel sistema sanitario svizzero. Prendendo spunto da questo studio, dovrà essere condotto uno studio che fornisca dati relativi agli eventi indesiderati (tipo, portata, gravità, evitabilità) nella fornitura di prestazioni, che possano servire a tutti gli attori per adottare misure di miglioramento della qualità. Questo studio dovrà anche presentare risultati comparabili su scala internazionale. Il rapporto finale relativo allo studio di fattibilità sugli eventi indesiderati sarà presentato con tutta probabilità a fine anno.

Inoltre, con gli obiettivi formulati, il Consiglio federale intende promuovere in Svizzera la "cultura giusta" ("just culture": ad es. reazione non punitiva agli errori, analisi degli incidenti e degli eventi indesiderati, sostegno ai professionisti coinvolti in un incidente e informazione del paziente su un evento indesiderato). In questo contesto la CFQ ha commissionato un rapporto in cui dovranno essere definite le basi e raccomandazioni necessarie per la misurazione sistematica e lo sviluppo di tale cultura. Secondo gli obiettivi annuali della Commissione, i risultati di questo rapporto dovrebbero essere disponibili nel 2023.

I lavori previsti soddisfano già le richieste del postulato. Pertanto, non è più necessario un incarico al Consiglio federale.

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