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Nuove scoperte sull'impatto del metano sul clima. In che modo la Confederazione sfrutta le conoscenze più recenti in campo scientifico?

23.3991 · Interpellanza · 2023-09-13

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nel suo rapporto sull'impatto climatico e le emissioni di CO2 equivalenti di sostanze a vita breve («Klimawirkung und CO2-Äquivalent-Emissionen von kurzlebigen Substanzen») pubblicato nel 2022, l'Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT) ritiene che l'utilizzo attuale della metrica GWP100 non tenga conto della variazione nel tempo dell'impatto del metano sul clima. L'impatto del metano sul clima è sottostimato nel breve periodo ma sovrastimato nel lungo periodo. La metrica GWP100 utilizzata per analizzare l'impatto del metano sul clima non fornisce un quadro adeguato nel contesto delle misure per la riduzione delle emissioni o del rispetto degli obiettivi di temperatura durante il 21° secolo. La SCNAT aggiunge che, di recente, la climatologia ha sviluppato la metrica GWP*, che consente di rappresentare meglio l'impatto sul clima delle sostanze a vita breve nel corso del tempo. In questo modo, sarebbe possibile ottenere un quadro decisamente più realistico dell'effetto delle misure per la riduzione delle emissioni.

Dal rapporto della SCNAT emerge che utilizzando il metodo di calcolo GWP*, più nuovo e realistico, nel 2019 le emissioni di metano provenienti dal settore dell'agricoltura sono ammontate solo a 0,6 milioni di tonnellate di CO2-equivalenti nel bilancio di gas a effetto serra della Svizzera e non a 3,9 milioni di tonnellate come stimato finora (GWP100). Ciò corrisponde a una riduzione di questo dato pari a 6,5 volte, il che relativizza consistentemente l'impatto delle emissioni di metano provenienti dal settore agricolo sul riscaldamento globale.

Sulla base di questi fatti e conoscenze scientifiche, pongo le seguenti domande:

1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui l'utilizzo della metrica GWP* fornisce un quadro più realistico dell'impatto del metano sul clima e secondo cui tale metodo di calcolo sia da tenere in considerazione in futuro nella definizione di misure contro il riscaldamento globale?

2. Il Consiglio federale condivide le conclusioni che emergono dalle nuove conoscenze in campo scientifico secondo cui l'impatto sul clima degli allevamenti, in particolare di ruminanti, sia stato fino ad oggi decisamente sovrastimato e sarebbe disposto di conseguenza a considerare questo aspetto nella formulazione della futura politica agricola e alimentare?

3. Qualora il Consiglio federale non condividesse le ipotesi dei punti 1 e 2, su quali basi la Confederazione intende mantenere un sistema di calcolo obsoleto e palesemente distorsivo?

Begründung

Il Consiglio federale vuole raggiungere la neutralità climatica in Svizzera entro il 2050. Per formulare misure efficaci in tal senso è necessario basarsi sulle conoscenze scientifiche più recenti in materia di gas a effetto serra (GES) e del relativo impatto sul clima.

Per considerare il diverso impatto climatico dei GES, le emissioni di varie sostanze vengono convertite e raggruppate in CO2 equivalenti. Nella Convenzione sul clima (UNFCCC) è stata stabilita una metrica di conversione che rappresenta la somma degli effetti sul clima dell'emissione cumulativa di una sostanza nell'arco di 100 anni (GWP100). La metrica GWP100 è ormai consolidata e utilizzata in tutti i Paesi.
Gli algoritmi utilizzati per il calcolo delle emissioni di GES risalgono tuttavia ancora al 5° rapporto IPCC sui cambiamenti climatici del 2013. In un rapporto scientifico pubblicato nel 2021, l'IPCC ha segnalato che l'algoritmo di calcolo del GWP per le emissioni di GES metano indotte, nel corso del tempo, avrebbe portato a una sovrastima del cambiamento della temperatura terrestre e, di conseguenza, in futuro sarebbe stato necessario un adeguamento (cfr. sopra).

Per quanto riguarda le emissioni di metano causate dall'agricoltura, è necessario osservare che il metano emesso dai ruminanti rappresenta una componente del ciclo naturale del carbonio del settore agricolo. In tempi relativamente brevi, il metano emesso dai ruminanti si scompone in CO2, poi assorbito dalle piante con la fotosintesi ed eliminato dall'atmosfera. Se le emissioni di metano rimangono costanti per lungo tempo, anche il relativo impatto sul clima rimane pressoché costante. Ciò significa che non vi è pressoché alcun ulteriore riscaldamento causato dagli allevamenti finché gli effettivi di ruminanti e, quindi, le emissioni di metano non aumentano. I tentativi di riduzione delle emissioni di metano dovrebbero pertanto focalizzarsi sul metano fossile.

Stellungnahme des Bundesrates

1) Metriche di conversione come GWP100 o GWP* sono utilizzate per comparare tra di loro diversi gas serra in base a determinate ipotesi (p. es. l'orizzonte temporale dell'osservazione) e per uniformarle sulla base comune dei CO2 equivalenti. Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui la metrica GWP*, rispetto ad altre metriche, fornisca un quadro più preciso dello sviluppo temporale dell'impatto sul clima delle emissioni di metano e ritiene che, dal punto di vista scientifico, vi siano ancora questioni aperte riguardo all'applicazione di detta metrica nel contesto della politica climatica. 2) Secondo il rapporto sull'impatto climatico e le emissioni di CO2 equivalenti di sostanze a vita breve ("Klimawirkung und CO2-Äquivalent-Emissionen von kurzlebigen Substanzen") dell'Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT), l'utilizzo della metrica GWP100 per analizzare l'impatto del metano sul clima non fornisce un quadro adeguato nel contesto di percorsi di riduzione delle emissioni o del rispetto degli obiettivi di temperatura durante il 21° secolo. La climatologia ha sviluppato di recente una nuova metrica (GWP*), che consente di rappresentare meglio l'impatto sul clima delle sostanze a vita breve nel corso del tempo rispetto alla metrica GWP100 finora utilizzata. Se per il calcolo dei CO2-equivalenti nel 2019 venisse utilizzata la metrica GWP*, le emissioni di metano provenienti dal settore agricolo ammonterebbero soltanto a 0,6 milioni di tonnellate di CO2-equivalenti e non a 3,9 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti (GWP100). Tuttavia, un'ulteriore riduzione delle emissioni di metano potrebbe contribuire in modo decisivo al raggiungimento degli obiettivi climatici. 3) Il Consiglio federale si orienta in base alle conoscenze attuali e agli standard del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC). In questo contesto, la metrica GWP100 continua a essere impiegata: i rapporti internazionali sul clima la utilizzano per tutte le emissioni di gas serra. In questo modo, l'impatto sul clima è descritto come media su un orizzonte temporale di 100 anni. Secondo il sesto rapporto di valutazione dell'IPCC, in vista della formulazione di misure necessarie per la protezione del clima volte a contenere il riscaldamento globale sotto i 2 °C, la metrica GWP100 costituisce una buona opzione, sebbene non raffiguri lo sviluppo temporale dell'impatto climatico delle emissioni di metano. Inoltre, per la valutazione degli obiettivi secondo l'Accordo di Parigi è prescritto l'utilizzo della metrica GWP100; pertanto, fino a nuovo avviso, la conversione delle emissioni di tutti i gas serra si baserà sulla metrica GWP100. L'utilizzo di metriche alternative, come per esempio la GWP*, sarà oggetto di discussione dell'organo di accompagnamento scientifico nel quadro dei negoziati sul clima. La Svizzera si impegna per una metodologia scientificamente fondata e univoca e riconosce i limiti della metrica GWP100 utilizzata fino ad ora.

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