23.4014 · Interpellanza · 2023-09-18
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Manifestamente la Segreteria di Stato della migrazione e il Dipartimento federale di giustizia e polizia hanno modificato la prassi decidendo agevolazioni integrali per i rifugiati afghani (in particolare le donne e le ragazze), il che ha suscitato sorpresa anche nelle regioni di frontiera.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Qual è il contenuto di queste agevolazioni integrali?
2. Tale modifica della prassi è motivata adducendo le gravi e massicce restrizioni dei diritti umani e fondamentali imposte alle donne e alle ragazze dalla presa di potere dei talebani. Anche in altri Paesi vi sono situazioni precarie sul piano dei diritti umani. È previsto di modificare ulteriormente la prassi per tenere conto di situazioni simili in altri Paesi?
3. Non ritiene che l’Afghanistan rischi di essere utilizzato come piattaforma per la migrazione da Stati terzi quando queste agevolazioni saranno note? Come intende limitare questi effetti? Non ne risulta un’eccessiva pressione migratoria, in particolare in considerazione dei successivi ricongiungimenti familiari?
4. In che misura questa modifica della prassi è coordinata con i Paesi limitrofi?
5. I Cantoni e l’Associazione dei Comuni svizzeri sono stati consultati?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Dalla presa di potere dei Talebani, la situazione delle donne e delle ragazze in Afghanistan si è costantemente deteriorata in molti ambiti. Le numerose restrizioni e regole di condotta loro imposte hanno gravi conseguenze sui loro diritti umani e limitano notevolmente i loro diritti fondamentali. In queste condizioni, le richiedenti l’asilo afghane possono essere considerate vittime sia di una legislazione discriminatoria (appartenenza a un determinato gruppo sociale) sia di una persecuzione religiosa. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) continua a esaminare singolarmente le loro domande. Questo cambio di prassi permette alle donne afghane la cui domanda d'asilo era stata respinta in passato o che beneficiano di un’ammissione provvisoria o dello statuto di rifugiato a titolo derivato di presentare alla SEM una domanda scritta per ottenere lo statuto di rifugiato a titolo originario e l’asilo. 2. La SEM osserva costantemente la situazione nei Paesi di origine e di provenienza dei richiedenti l'asilo e se necessario adegua la sua prassi in materia di asilo e allontanamento. 3. La SEM continua a esaminare caso per caso se occorra riconoscere la qualità di rifugiato e concedere l'asilo in Svizzera alle cittadine afghane provenienti da Paesi terzi. La nuova prassi non riguarda i casi in procedura Dublino o di riammissione in vista di un ritorno in un Paese terzo sicuro. Per quanto riguarda il ricongiungimento familiare, va osservato che la maggioranza delle donne afghane entra in Svizzera già con la propria famiglia. Viaggiano da sole in misura di gran lunga inferiore a quella dei loro connazionali di sesso maschile. Tra ottobre 2022 e settembre 2023 hanno presentato una domanda d'asilo 267 maggiorenni afghane entrate da sole. Nello stesso periodo soltanto otto uomini giunti in Svizzera nel quadro del ricongiungimento familiare hanno depositato una domanda d'asilo. 4. A inizio anno l'Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) ha constatato che sotto il regime dei talebani le donne e le ragazze nutrono timori fondati di subire persecuzioni rilevanti in materia di asilo. Numerosi Paesi seguono le raccomandazioni dell'EUAA, in particolare la Svezia, la Danimarca, la Finlandia, la Spagna, la Francia, l'Italia, l'Austria, la Germania, il Belgio, la Lettonia, Malta e il Portogallo. Vista l'accoglienza ampiamente positiva di queste raccomandazioni in Europa, non ci si attende che la Svizzera diventi una meta particolarmente prediletta da parte delle donne afghane. 5. La SEM è responsabile di applicare in maniera conforme alle regole la legge sull'asilo (RS 142.31) e la Convenzione sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30) e decide sulla concessione o il rifiuto dell'asilo. Per adempiere tale compito legale, analizza la situazione nei Paesi di origine e di provenienza dei richiedenti l'asilo e se necessario adegua la sua prassi in materia di asilo e allontanamento. Si tratta di un cambio di prassi nel quadro della vigente legge sull'asilo, che non prevede una pertinente consultazione dei Cantoni e dei Comuni.