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Una posizione chiara e una strategia della Svizzera per la pace nel Caucaso meridionale e la protezione dell'Armenia

24.4130 · Postulato · 2024-09-26

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Dal 2020 l’Azerbaigian – impiegando importanti mezzi militari e agendo apertamente, sotto lo sguardo indifferente dell’opinione pubblica mondiale – conduce un’aggressione contro l’Armenia, che essendosi allineata al sistema di valori occidentale ha perso la protezione della Russia e si ritrova di fatto indifesa. Dopo lo scioglimento dello Stato de facto dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) e la pulizia etnica della regione, si teme ora che, una volta conclusa la COP29 di Baku, l’Azerbaigian intenda realizzare definitivamente i suoi obiettivi strategici e attaccare la Repubblica d’Armenia.

Alla luce di quanto precede, chiediamo al Consiglio federale di riferire sugli sforzi profusi dalla Svizzera e sulle sue possibilità di intervento per quanto riguarda la promozione della pace nel Caucaso meridionale e il rispetto dei diritti umani nella regione. In particolare, l’Esecutivo è pregato di illustrare come intende garantire che:

  1. tutte le sentenze e le raccomandazioni della Corte internazionale di giustizia e della Corte europea dei diritti dell’uomo inerenti al conflitto tra i due Stati vengano applicate;

  2. tutti i prigionieri di guerra e gli ostaggi detenuti dalle autorità azere in violazione del diritto internazionale vengano liberati;

  3. si faccia pressione su entrambe le parti in conflitto affinché tutte le questioni aperte vengano risolte ricorrendo esclusivamente a mezzi pacifici e nel pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di ciascun Paese nonché del diritto internazionale, rinunciando all’uso della violenza e alle relative minacce;

  4. l’Azerbaigian si astenga dal promuovere una retorica basata sull’istigazione all’odio e alla discriminazione e dal pronunciare dichiarazioni provocatorie tese a denigrare la comunità etnica armena;

  5. la popolazione armena sfollata possa ritornare volontariamente e in modo sicuro e duraturo nella propria regione di origine del Nagorno-Karabakh, conducendo una vita libera da ogni paura, intimidazione e discriminazione;

  6. una missione dell’UNESCO abbia accesso al Nagorno-Karabakh per documentare lo stato degli antichi siti archeologici cristiani della regione e assicurarne la conservazione;

  7. qualsiasi ulteriore violazione – da parte dell’Azerbaigian – dell’integrità territoriale dell’Armenia, del divieto internazionale di ricorrere alla violenza armata e della protezione delle minoranze venga contrastata con il massimo rigore possibile adottando misure giuridiche, economiche e politiche (incluse sanzioni mirate contro gli individui responsabili).

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha illustrato la posizione e le attività della Svizzera in relazione al conflitto tra Armenia e Azerbaigian nelle sue risposte a diversi interventi parlamentari (p. es. Ip. 24.3876 Sommaruga, Ip. 24.3925 Vontobel, Interrogazione Walder 24.7208, Interrogazione Gafner 23.7958). Inoltre, nel rapporto del 13 novembre 2024 in adempimento del postulato 24.3006 «Sostegno della Svizzera alla popolazione armena in seguito al conflitto scoppiato nel Nagorno Karabakh», presenta le attività attuali e previste della Svizzera nella regione. Il Consiglio federale ritiene che un nuovo rapporto non sia necessario.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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