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Nella guerra di Gaza si registrano gravissimi crimini e violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani

25.3436 · Interpellanza · 2025-05-05

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nella guerra in corso a Gaza si verificano ripetute e massicce violazioni del diritto internazionale umanitario. In particolare, negli ultimi mesi sono state mosse gravi accuse contro Israele, tra cui quelle di genocidio, uso della fame come arma, uccisione mirata di autisti di ambulanze della Mezzaluna Rossa, tortura di dipendenti dell’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA) e bombardamento di ospedali. Tutte queste azioni violano il diritto internazionale (cogente) e in particolare il diritto internazionale umanitario e sono presumibilmente da considerare crimini molto gravi. Una legge attualmente in discussione alla Knesset potrebbe rendere ancora più difficile per la giustizia penale internazionale occuparsi di questi crimini, in quanto sarebbe vietata qualsiasi collaborazione con la Corte penale internazionale (CPI).

La situazione già catastrofica della popolazione civile rischia di essere ulteriormente aggravata dal cosiddetto «piano Trump», che viene visto da molti come una proposta di pulizia etnica delle cittadine e dei cittadini palestinesi dalla Striscia di Gaza.

Inoltre continua a crescere la pressione sulla società civile israeliana. La Knesset sta attualmente discutendo una legge anti-ONG introdotta dal Governo che limiterebbe in modo massiccio il lavoro delle organizzazioni della società civile.

A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  1. Come valuta il Consiglio federale le suddette accuse? Le considera credibili? In caso affermativo: quali conseguenze ne trae? In caso di risposta negativa, per quali ragioni non le ritiene credibili?

  2. Come sta intervenendo il Consiglio federale per prevenire ulteriori crimini e per proteggere la popolazione civile nella Striscia di Gaza, compresi gli ostaggi israeliani?

  3. Quali misure sta adottando per affrontare i crimini commessi? Come può evitare attivamente un coinvolgimento della Svizzera nei crimini legati al conflitto in Medio Oriente?

  4. Quali conseguenze avrebbe per la Svizzera la legge israeliana contro la CPI?

  5. Che cosa pensa il Consiglio federale del «piano Trump» e come ha reagito a questa proposta?

  6. Quando il Consiglio federale consulterà le Commissioni della politica estera (CPE) su un ulteriore contributo all’UNRWA?

  7. Come ha reagito alla legge israeliana contro le ONG? Come si potrebbe portare avanti il lavoro della cooperazione allo sviluppo svizzera in queste circostanze?

  8. In che modo la Svizzera si impegna a proteggere il lavoro delle ONG e delle persone che difendono i diritti umani?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. Il Consiglio federale riconosce che, dal 7 ottobre 2023 e nel contesto della guerra a Gaza, Israele e Hamas hanno commesso e continuano a commettere violazioni del diritto internazionale umanitario. Esorta quindi con fermezza le parti a porre subito fine a tali violazioni, a rispettare rigorosamente il diritto internazionale e a proteggere la popolazione civile. Il Consiglio federale lancia regolarmente appelli, sia a livello bilaterale che in ambito multilaterale, per un cessate il fuoco duraturo nella Striscia di Gaza, per il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi e per un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli. 3. Tutte le accuse di violazioni del diritto internazionale devono essere oggetto di indagini trasparenti e indipendenti, e i responsabili devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni. Il Consiglio federale sostiene gli organi giudiziari internazionali, in particolare la Corte penale internazionale (CPI) e la Corte internazionale di giustizia (CIG). I servizi federali competenti verificano costantemente che le loro posizioni siano conformi agli obblighi internazionali degli Stati terzi, in particolare a quelli menzionati nel parere consultivo della CIG del 19 luglio 2024. 4. e 7. Il Consiglio federale non si pronuncia su procedure legislative e progetti di legge in discussione in altri Stati. I servizi competenti del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) seguono gli sviluppi sul posto e analizzano le possibili ripercussioni sulla Svizzera e le possibilità d’intervento. 5. Il Consiglio federale non ha reagito alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Trump su Gaza. La posizione dell’Esecutivo sul conflitto in Medio Oriente è nota e si basa sul diritto internazionale. Il Consiglio federale sostiene la visione, formulata dal Consiglio di sicurezza dell’ONU, di una regione in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivono fianco a fianco in pace entro confini sicuri e riconosciuti. Tra i presupposti per una soluzione del conflitto figura la creazione di uno Stato palestinese stabile, contiguo e sovrano basato sui confini del 1967 (Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e Gaza). Il trasferimento forzato di un’intera popolazione come pure il trasferimento di una parte della propria popolazione civile ad opera di una potenza occupante nel territorio da essa occupato sono severamente vietati dal diritto internazionale umanitario. 6. Il 10 giugno 2025 il Consiglio federale ha consultato la Commissione della politica estera (CPE) del Consiglio degli Stati e il 1° luglio 2025 quella del Consiglio nazionale in merito a un contributo di 10 milioni di franchi a favore dei programmi dell’UNRWA in Giordania, Libano e Siria e di 1 milione di franchi per l’attuazione delle raccomandazioni del rapporto Colonna. Entrambe le CPE hanno approvato i contributi citati, che sono stati versati all’organizzazione umanitaria. 8. Nell’ambito della cooperazione internazionale in Medio Oriente e tramite le rappresentanze svizzere sul posto, i servizi competenti del DFAE sono in contatto con attori della società civile in Israele e nel Territorio palestinese occupato e sostengono progetti specifici per proteggere le persone impegnate nella difesa dei diritti umani. Anche a livello multilaterale, la Svizzera si impegna a favore della protezione degli attori della società civile, per esempio in seno al Consiglio dei diritti umani dell’ONU.

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