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25.4495 · Interpellanza · 2025-12-10

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La lince appartiene alla fauna selvatica indigena ed è stata reintrodotta con successo in Svizzera oltre mezzo secolo fa. Ora, emerge che la lince non costituisce una minaccia degna di nota per la detenzione di animali da reddito. In aggiunta all’attività venatoria, ha piuttosto un’influenza positiva sul rimboschimento e aiuta a mitigare i problemi legati alla gestione del bosco e della selvaggina, che sono in aumento. Caprioli e camosci di bosco sono infatti le sue prede principali.

La lince è classificata come specie selvatica protetta da convenzioni internazionali e dalla legge sulla caccia (LCP), il cui scopo principale, come si legge nell’articolo di riferimento, è, tra gli altri, quello di proteggere le specie animali minacciate. Secondo la Lista delle specie prioritarie a livello nazionale (UFAM 2025), è necessario, per la popolazione di linci, un intervento nazionale di livello prioritario 1.

Ad oggi, i risultati delle ricerche condotte in tale ambito mostrano che le linci svizzere sono minacciate. La mancanza di scambio genetico e gli accoppiamenti tra consanguinei sono alla base di un impoverimento genetico e dell’insorgenza di malattie ereditarie. Soltanto l’apporto di nuovi geni («ibridazione») può preservare gli effettivi di linci svizzere a lungo termine.

  1. Il Consiglio federale è a conoscenza dello stato attuale della ricerca ed è a sua volta dell’avviso che in Svizzera la lince, e in particolare la lince delle Alpi, sia viepiù minacciata per via degli effetti genetici dovuti alla consanguineità, malattie ereditarie incluse?

  2. Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui soltanto l’apporto di nuovi geni («ibridazione») può arrestare efficacemente gli effetti della consanguineità, che vanno accentuandosi?

  3. Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui la lince ha effetti positivi diretti (predazioni di selvaggina) e indiretti (migliore distribuzione degli effettivi di fauna selvatica) sugli effettivi di caprioli e camosci di bosco, contribuendo così, in aggiunta all’attività venatoria volta alla regolazione, a migliorare il rimboschimento?

  4. Poco trasparente e non coordinata, la storia della reintroduzione della lince nel XX secolo non deve ripetersi. In più, qualsiasi attività riguardante animali di questa specie (importazione/esportazione, messa in libertà) è soggetta all’obbligo di autorizzazione da parte della Confederazione. Il Consiglio federale è pertanto a sua volta dell’avviso che sia sensato e necessario un programma di sanificazione genetico sotto l’egida del competente Ufficio federale dell’ambiente, cui affidare il relativo mandato di progetto?

Stellungnahme des Bundesrates

  1. Il Consiglio federale è a conoscenza dello stato attuale della ricerca. Pertanto l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), competente in materia, ha deciso di proseguire lo studio sulla modellizzazione di una malattia ereditaria mortale nel contesto nazionale di gestione («Modellierung einer tödlichen Erbkrankheit im nationalen Managementkontext») dell’Istituto per la salute dei pesci e della fauna selvatica (FIWI) dell’Università di Berna in collaborazione con l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), con la partecipazione dell’istituto di genetica dell’Università di Berna e della Fondazione KORA. Questo studio ha permesso di dimostrare che la mineralizzazione degli organi, causa di una notevole riduzione della capacità di sopravvivenza dei giovani esemplari di linci, dipende da fattori genetici. L’UFAM confida nel fatto che ulteriori ricerche forniranno informazioni anche su possibili origini genetiche delle malattie cardiache nella lince, soprattutto nella popolazione alpina.

  1. Gli accoppiamenti tra consanguinei comportano un impoverimento genetico, aumentando così la probabilità che si presentino difetti dovuti ad alterazioni genetiche. Invece, maggiore è la varietà genetica degli individui che si riproducono, minore è il rischio di accoppiamenti tra consanguinei. Dal momento che non è questo il caso per la popolazione di linci in Svizzera, le linci provenienti da altre popolazioni lontane possono dare un contributo importante all’ibridazione.

  1. L’esperienza pratica suggerisce che, disperdendo e decimando gli effettivi di caprioli e camosci, la lince può, insieme alla caccia, influenzare positivamente lo sviluppo del bosco. Il Consiglio federale presenterà nuove informazioni in merito nel rapporto in adempimento del postulato Hess Lorenz 24.3277 «Esaminare il legame tra la popolazione di linci in Svizzera e i danni causati ad animali da reddito e all’esercizio delle regalie della caccia», attualmente in fase di stesura.

  1. Casi pratici consentono di riconoscere e di provare scientificamente le conseguenze dell’impoverimento genetico della popolazione di linci in Svizzera. Migliorare la situazione genetica è un’azione sensata e risponde al mandato della legge sulla protezione della natura e del paesaggio, che consente alla Confederazione di promuovere le specie in pericolo d’estinguersi in Svizzera. Inoltre, la legge sulla caccia assegna alla Confederazione la competenza di autorizzare la messa in libertà di animali protetti. L’UFAM, insieme ai Cantoni e coinvolgendo la comunità scientifica, discuterà le possibili misure, tenendo anche conto delle esigenze dell’agricoltura, della selvicoltura e di altri portatori di interesse.