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Sponsorizzazioni sportive per milioni di franchi da parte di cliniche e assicuratori-malattie. Una situazione più che irritante per chi paga i premi

25.4540 · Interpellanza · 2025-12-16

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Che diverse casse malati sponsorizzino società sportive, sia in ambito amatoriale sia nel calcio e nell’hockey su ghiaccio professionistico, è risaputo.

È forse meno noto che anche i fornitori di prestazioni sanitarie sostengono società sportive, a volte con il titolo di «partner medico».

È recente la notizia secondo cui nell’estate del 2026 le cliniche private Berit diventeranno sponsor dello stadio del FC San Gallo, che porterà anche il loro nome (oggi «Kybun-Park», dall’estate del 2026 «Berit Sitterstadion»). Costo: circa 1 milione di franchi all’anno.

Queste attività di sponsorizzazione da parte di assicuratori-malattie e fornitori di prestazioni suscitano una certa incomprensione nella popolazione che, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica, finanzia oltre il 60 per cento dei costi del sistema sanitario (https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home.gnpdetail.2025-0279.html): i premi delle casse malati aumentano di anno in anno, molte strutture sanitarie lamentano tariffe troppo basse, registrano disavanzi talvolta considerevoli e dichiarano di non disporre delle risorse necessarie per migliorare le condizioni di lavoro del personale infermieristico (ad es. meno ore lavorative settimanali a salario invariato e più operatori in servizio durante i turni) – una richiesta centrale dell’iniziativa sulle cure infermieristiche approvata a larga maggioranza dal popolo svizzero.

Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:

  1. Può comprendere che la popolazione reputi inaccettabili queste attività di sponsorizzazione?

  2. È possibile a suo avviso garantire che i premi dell’assicurazione di base non vengano utilizzati per simili attività di sponsorizzazione da parte dei fornitori di prestazioni sanitarie?

  3. È disposto a porre un freno a tali attività di sponsorizzazione da parte degli ospedali figuranti nell’elenco?

  4. Come può intervenire per impedire queste attività di sponsorizzazione (a livello di ordinanza, modifica di legge)?

  5. È disposto a limitare le disposizioni della LAMal sulla pubblicità degli assicuratori-malattie in modo da evitare che i fondi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie vengano utilizzati per queste sponsorizzazioni?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è consapevole che la popolazione possa reputare alcune forme di pubblicità inaccettabili o fastidiose. Tale percezione pubblica è già stata affrontata nell’ambito delle consultazioni sulla legge federale concernente la vigilanza sull’assicurazione sociale contro le malattie (LVAMal; RS 832.12). Nella procedura parlamentare, il Parlamento ha tuttavia rinunciato intenzionalmente a stabilire ulteriori competenze normative nel settore della pubblicità. Le relative disposizioni sono state eliminate dal progetto di legge, e le proposte concrete di divieti presentate dal Consiglio federale sono state respinte (cfr. messaggio del 15 febbraio 2012, FF 2012 1623, in particolare pag. 1649). Il Parlamento ha così espresso di non voler emanare prescrizioni in merito ai costi pubblicitari. 2. Nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), il calcolo delle tariffe e dei prezzi per la fornitura di prestazioni ambulatoriali e stazionarie si basa sui costi delle prestazioni rilevanti per l’AOMS. Le attività di sponsorizzazione dei fornitori di prestazioni, non rientrando in questo genere di costi, devono essere adeguatamente riportate e delimitate nella contabilità analitica degli stessi. Gli ospedali devono inoltre consentire sia agli assicuratori sia ai Cantoni di consultare la loro contabilità analitica. In questo modo si assicura che tali costi non siano inclusi nel calcolo delle tariffe e dei prezzi. Di conseguenza, oggi è già garantito che i premi ai sensi della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) non siano utilizzati per attività di sponsorizzazione di fornitori di prestazioni. 3. e 4. Come già indicato nella risposta 2, le attività di sponsorizzazione da parte di fornitori di prestazioni non sono rimunerate attraverso le tariffe e i prezzi secondo la LAMal. La competenza della Confederazione per quel che concerne le attività dei fornitori di prestazioni non rilevanti per la LAMal è sostanzialmente limitata alla creazione di basi legali per escludere i costi causati da tali prestazioni e quindi alla creazione delle condizioni necessarie per la rimunerazione unitaria dei costi efficienti delle prestazioni LAMal. La decisione in merito a quali attività di sponsorizzazione i fornitori di prestazioni vogliano svolgere ciononostante è di competenza degli organi responsabili degli ospedali. Per quanto riguarda la pubblicità da parte degli assicuratori-malattie, il Consiglio federale negli ultimi anni si è occupato ripetutamente della questione della pubblicità e delle sponsorizzazioni nell’ambito dell’assicurazione sociale malattie. L’ultima volta, nel quadro della mozione Quadri 24.4477 «Le casse malati non devono sponsorizzare grosse società sportive dai budget multimilionari», ha chiarito che le sponsorizzazioni sono considerate spese pubblicitarie e pertanto fanno parte dei costi amministrativi, i quali in linea di principio rientrano nell’autonomia degli assicuratori-malattie. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, in qualità di autorità di vigilanza l’Ufficio federale della sanità pubblica può intervenire nell’autonomia gestionale di un assicuratore-malattie soltanto se i costi amministrativi sono palesemente sproporzionati. In totale, le spese pubblicitarie nell’ambito dell’AOMS equivalgono ogni anno circa allo 0,2 per cento dei premi. Il Consiglio federale ritiene inoltre che la maggior parte delle attività di sponsorizzazione sia finanziata dall’assicurazione complementare. In questo contesto, occorre notare che conformemente all’articolo 34 dell’ordinanza concernente la vigilanza sull’assicurazione sociale contro le malattie (OVAMal; RS 832.121) i costi amministrativi dell’assicurazione malattie sono ripartiti secondo gli oneri effettivi tra l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, l’assicurazione d’indennità giornaliera nonché le assicurazioni complementari e gli altri rami d’assicurazione. 5. L’iniziativa parlamentare 22.497 «Porre fine alla pubblicità effettuata sulle spalle degli assicurati!» depositata il 15 dicembre 2022 esigeva una modifica della LAMal al fine di vietare la pubblicità degli assicuratori-malattie dell’AOMS. Il 17 dicembre 2024, la grande maggioranza del Consiglio nazionale ha respinto l’iniziativa e non le ha dato seguito. Tra le motivazioni era stato addotto che un divieto della pubblicità avrebbe ostacolato l’innovazione, la molteplicità dell’offerta e la concorrenza. Il Consiglio federale non ravvisa pertanto alcuna ragione, allo stato attuale, per presentare disposizioni volte a limitare la pubblicità o le sponsorizzazioni nella LAMal.

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