25.4698 · Interpellanza · 2025-12-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Le zone protette, unitamente ad altre misure, sono lo strumento principale per garantire la biodiversità, la nostra base vitale. Sono una misura centrale della Strategia Biodiversità Svizzera e del Quadro globale sulla biodiversità della comunità internazionale. Nel nostro Paese, i lavori per le zone protette sono in stallo da diversi anni. In un confronto paneuropeo, per quanto attiene alle zone protette, la Svizzera occupa gli ultimi posti assieme alla Bosnia ed Erzegovina.
Questo bilancio negativo dovrebbe spingere Confederazione e Cantoni ad aumentare la superficie di zone protette e di garantirne una manutenzione adeguata. Occorre inoltre prendere nota del fatto che da qualche tempo l’indicatore sulle zone protette non è più disponibile pubblicamente sul sito dell’UFAM.
Prima della sua rimozione, sull’indicatore dell’UFAM si leggeva che le zone protette d’importanza nazionale, regionale e locale coprivano una superficie pari al 10,75 per cento del territorio nazionale. Un altro 2,65 per cento del territorio nazionale era destinato in altra forma alla biodiversità. Complessivamente, circa il 13,4 per cento della superficie della Svizzera era considerato zona protetta per la biodiversità.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Quando è stato eliminato l’indicatore dell’UFAM sulle zone protette e a quale scopo?
2. Quando sarà riattivato l’indicatore?
Fino al 2018, nel preventivo della Confederazione, per l’UFAM figurava l’indicatore «Zone protette: quota rispetto alla superficie nazionale». Dal 2019 tale voce è scomparsa: il Consiglio federale è passato alla dicitura «Aree consacrate alla biodiversità», che nel 2025 avrebbero dovuto corrispondere al 14,8 per cento del territorio nazionale. Non si tratta di «zone protette», ma almeno di «aree consacrate». Nel preventivo 2026 si è proceduto a una nuova modifica dell’indicatore e si parla ora di «Aree per la biodiversità», con un sensibile aumento al 21,4 per cento della quota di superfici consacrate per il 2025. Non è stato ancora spiegato come viene definito questo nuovo indicatore e che cosa rappresenta esattamente. Dal punto di vista della biodiversità sarebbe importante utilizzare indicatori trasparenti e consolidati e, al contempo, adottare misure efficaci.
3. Che cosa si intende con l’indicatore «Aree per la biodiversità» nel preventivo 2026 e come viene definito?
4. Il Consiglio federale come giustifica il sorprendente aumento delle superfici per la biodiversità?
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera è uno Stato contraente della Convenzione sulla diversità biologica («Convention on Biological Diversity», CBD). Nel 2010, a Nagoya (Giappone), la CBD ha approvato i 20 obiettivi di Aichi («Aichi Biodiversity Targets») per il decennio fino al 2020. Il Consiglio federale ha tenuto in considerazione queste decisioni nella sua Strategia Biodiversità Svizzera (SBS) del 2012. Nel contesto di uno degli obiettivi di Aichi, nell’allegato 3 della SBS sono state definite le «superfici per la biodiversità», che fungevano da base per il rispettivo indicatore dell’Ufficio federale dell’ambiente nel consuntivo del 2023, nel quale la percentuale delle «aree consacrate alla biodiversità» è stata stimata al 13,6 per cento rispetto alla superficie nazionale. Da allora, le condizioni quadro sono cambiate: nel dicembre 2022, a Montreal (Canada), la CBD ha approvato il nuovo quadro di riferimento globale («Global Biodiversity Framework», GBF), che ha sostituito gli obiettivi di Aichi. Un obiettivo del GBF prevede di destinare alla biodiversità il 30 per cento delle superfici terrestri e marine globali entro il 2030 («30 by 30»). Sia gli obiettivi di Aichi, sia il GBF fondano l’obiettivo in termini di superfici sulle zone protette (protected areas) e su altre misure efficaci di conservazione basate sull’area (other effective area-based conservation measures, OECM). Le OECM sono state tuttavia definite dalla CBD solo nel 2018, motivo per cui l’attuazione degli obiettivi di Aichi si è concentrata sulle zone protette. Nel caso del nuovo obiettivo «30 by 30», le OECM ricoprono invece un ruolo importante. Per questo motivo, il Consiglio federale ha adeguato l’allegato 3 della SBS in linea con le decisioni internazionali del nuovo GBF del 2022 e ha designato le cosiddette «superfici per la biodiversità» nell’allegato del Piano d’azione Strategia Biodiversità Svizzera Fase 2 (PA SBS II), con le quali la Svizzera contribuisce all’obiettivo globale. Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale rispondere alle domande come segue: 1. L’indicatore dell’UFAM «Zone designate per la biodiversità» è stato disattivato in seguito alle decisioni illustrate e alla pubblicazione dell’allegato del PA SBS II nel novembre 2024.2. L’UFAM prevede di attivare a breve il nuovo indicatore «Aree per la biodiversità». Tra i motivi che hanno causato il ritardo nell’attivazione rientrano le verifiche necessarie relative alle superfici come i biotopi di importanza regionale, per i quali la Confederazione non dispone di una base di dati uniforme. 3. e 4. L’indicatore «Aree per la biodiversità» riprende l’elenco del Consiglio federale presente nell’allegato del PA SBS II, che definisce quali superfici possono essere considerate zone protette e quali come OECM sulla base di un’analisi dei criteri internazionali. Per le superfici nella categoria «registrate in via provvisoria fino al 2030» è necessario migliorare criteri specifici di computabilità, come la disponibilità di geodati.5. L’aumento delle superfici per la biodiversità è da ricondurre all’attuazione sistematica delle prescrizioni globali, in particolare per quanto riguarda le OECM. L’indicatore «Aree per la biodiversità» tiene in considerazione le OECM, che non sono designate come zone protette, ma che, per la loro particolare definizione, contribuiscono in modo significativo alla biodiversità. Questo indicatore costituisce inoltre la base per la rendicontazione internazionale alla CBD.