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Partecipazione attiva della Svizzera ai lavori del Consiglio d'Europa per un migliore equilibrio tra diritti umani e politiche migratorie

25.4714 · Interpellanza · 2025-12-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il 10 dicembre 2025 si è tenuta una conferenza ministeriale informale del Consiglio d'Europa per discutere un nuovo quadro politico che rispetti sia i diritti umani sia le attuali sfide legate alla migrazione irregolare e alla necessità di garantire la sicurezza dei Paesi europei.

I ministri della giustizia presenti hanno ribadito l’impegno degli Stati membri nei confronti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della Corte, sottolineando la necessità di provvedere affinché questo sistema resti efficace, mirato ed equilibrato. Hanno riconosciuto che, in questo contesto, le importanti e complesse sfide poste dalla migrazione irregolare, in particolare la strumentalizzazione dei flussi migratori, il traffico illegale di migranti e la tratta di esseri umani, esigono nuove risposte. Il Comitato dei Ministri è stato invitato a preparare una dichiarazione politica che riaffermi l’obbligo di tutelare l’esercizio effettivo dei diritti e delle libertà garantiti dalla Convenzione, tenendo conto della responsabilità fondamentale dei governi di garantire la sicurezza nazionale e pubblica e di gestire i flussi migratori.

Chiedo al Consiglio federale:

  1. Come valuta le conclusioni adottate in occasione della conferenza?

  2. Condivide l’opinione secondo cui occorre trovare un nuovo equilibrio tra il sistema della Convenzione e la gestione della sicurezza e della migrazione?

  3. La Svizzera intende svolgere un ruolo attivo nell’elaborazione di questa dichiarazione politica? Come intende promuovere un approccio equilibrato tra il rispetto dei diritti fondamentali e una migliore gestione della migrazione?

  4. Il Consiglio federale prevede di avviare una cooperazione attiva su questo tema, sia in seno al Consiglio d'Europa che in altri contesti multilaterali, in modo da garantire la sintonia con gli impegni internazionali (in particolare la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati) e, se necessario, il loro aggiornamento?

  5. Coinvolgerà le commissioni delle istituzioni politiche?

Il processo avviato a Strasburgo è un’importante opportunità per modernizzare l’approccio a tali questioni, cercando un nuovo equilibrio tra diritti e libertà fondamentali e risposte effettive ed efficaci alle sfide poste dai flussi migratori. Sarà possibile consolidare il sistema della Convenzione adeguando le sue risposte alle realtà e alle esigenze concrete delle popolazioni.

Stellungnahme des Bundesrates

1.-3. Con una lettera aperta del 22 maggio 2025 nove Stati parte alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU; RS 0.101) hanno chiesto di avviare un dialogo aperto e nuovo sull’interpretazione della CEDU, in particolare nel contesto delle sfide attuali legate alla migrazione irregolare e alla situazione degli stranieri condannati per reati gravi. La Conferenza informale dei Ministri della giustizia del 10 dicembre 2025 fa parte delle misure adottate in seguito a questa lettera aperta. In risposta a questa iniziativa, nell’ottobre 2025 il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha presentato una proposta in quattro parti. Le conclusioni della Conferenza del 10 dicembre 2025 riprendono in sostanza queste proposte. Il Consiglio federale ha ribadito a più riprese l’importanza dell’appartenenza della Svizzera al Consiglio d’Europa e al sistema della CEDU. È parimenti consapevole che molti Paesi sono confrontati a diversi tipi di sfide correlate alla migrazione. Ha quindi sostenuto le proposte del Segretario generale Alain Berset, che permettono agli Stati membri di cercare insieme, nell’ambito delle strutture istituzionali del Consiglio d’Europa, soluzioni costruttive per rispondere alle sfide in questione. I rappresentanti della Svizzera hanno partecipato attivamente ai lavori successivi alla lettera aperta e alla preparazione della Conferenza del 10 dicembre 2025. La Svizzera era rappresentata dal Direttore dell’Ufficio federale di giustizia con il titolo di Segretario di Stato. Attualmente gli esperti dell’Amministrazione federale partecipano anche all’elaborazione della dichiarazione politica prevista, che sarà trattata dapprima dal Comitato direttivo sui diritti umani poi dal Comitato dei Ministri. Nel quadro dei suoi interventi, la Svizzera caldeggia in particolare un approccio basato sui fatti nonché il rispetto dei principi sanciti, segnatamente l’indipendenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, la natura sussidiaria del meccanismo di controllo istituito dalla CEDU e l’obbligo degli Stati di garantire i diritti e le libertà conferiti dalla CEDU a tutte le persone soggette alla loro giurisdizione. 4. Per quanto concerne la cooperazione con altri fori multilaterali, il Consiglio federale rammenta che, successivamente alla Conferenza del 10 dicembre 2025, il Comitato dei Ministri ha incoraggiato il Segretario generale ad avviare discussioni a livello internazionale sulla migrazione invitandolo a riferire in merito entro la fine del 2026. Il Consiglio federale seguirà con attenzione le discussioni condotte dal Segretario generale. 5. Infine, come hanno sempre fatto, il Dipartimento federale degli affari esteri e il Dipartimento federale di giustizia e polizia informeranno regolarmente la Delegazione presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa sullo stato di avanzamento dei lavori.

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