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Quando le norme hanno la meglio sul buonsenso. Il diritto europeo sui rifiuti mette in pericolo la collaborazione e l'approvvigionamento energetico nella Svizzera orientale e nel Liechtenstein!

26.3294 · Interpellanza · 2026-03-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

L’impianto di incenerimento dei rifiuti urbani di Buchs (Verein für Abfallentsorgung, VfA) è un pilastro fondamentale dell’infrastruttura regionale di smaltimento dei rifiuti e di produzione energetica per la Valle del Reno, il Liechtenstein e alcune zone del Vorarlberg. Gestisce i rifiuti in modo efficiente e fornisce teleriscaldamento a famiglie e aziende, anche oltre confine. Da anni è in atto una collaborazione consolidata con Comuni del Principato del Liechtenstein, alcuni dei quali sono addirittura integrati nella struttura e utilizzano sia i servizi di smaltimento dei rifiuti che il teleriscaldamento.

Attualmente le prescrizioni europee sul trasferimento dei rifiuti rischiano di limitare questa soluzione funzionante. I Comuni del Liechtenstein non potranno più conferire i propri rifiuti nel vicino impianto di Buchs o il conferimento risulterà più complicato, sebbene si tratti di una procedura sensata dal punto di vista ecologico ed economico.

Ne deriva una contraddizione: invece di sfruttare percorsi brevi e le infrastrutture esistenti, si rischia di incorrere in trasporti più lunghi, costi più elevati e in un peggioramento del bilancio del CO₂. Così facendo ne risente anche la fornitura di teleriscaldamento e, di conseguenza, il futuro dell’impianto della VfA Buchs.

Domande

  1. Quali disposizioni concrete del diritto europeo determinano tali restrizioni?

  2. Quali ripercussioni prevede il Consiglio federale per quanto riguarda la fornitura di teleriscaldamento, i costi di smaltimento e il bilancio del CO₂?

  3. Anche il Consiglio federale ritiene che in questo caso si sta ostacolando una soluzione regionale funzionante e sostenibile?

  4. Quali possibilità intravede il Consiglio federale per giungere, insieme al Liechtenstein e all’UE, a una soluzione pragmatica per le regioni di confine?

  5. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi attivamente a favore di una deroga o di una norma speciale pragmatica per le regioni di confine in cui gli impianti esistenti funzionano in modo comprovatamente efficiente e rispettoso del clima?

  6. In caso contrario: come giustifica nei confronti della popolazione e dei Comuni interessati il fatto che soluzioni regionali funzionanti debbano essere abbandonate per via di prescrizioni burocratiche?

Begründung

In questo caso emerge un problema fondamentale: le norme formalistiche sono in netto contrasto con gli obiettivi climatici, la sicurezza dell’approvvigionamento e il buon senso a livello regionale. Anziché sfruttare percorsi brevi e infrastrutture esistenti ed efficienti, si rischia di incorrere in percorsi di trasporto più lunghi, costi più elevati e un peggioramento del bilancio del CO₂.

È particolarmente sconcertante che queste restrizioni riguardino anche la fornitura di teleriscaldamento, ovvero proprio quel settore che, dal punto di vista politico, dovrebbe invece essere potenziato.

Stellungnahme des Bundesrates

1) Il regolamento (CE) n. 2024/1157 relativo alle spedizioni di rifiuti, che abroga il regolamento (CE) n. 1013/2006, si ripercuote anche sulla Svizzera. Dal 21 maggio 2026 le autorità competenti non possono più autorizzare l’esportazione di rifiuti urbani non differenziati dall’Unione europea (UE). L’integrazione del regolamento (CE) n. 2024/1157 nell’Accordo sullo Spazio economico europeo (Accordo SEE) si basa su una decisione del Comitato misto SEE. Una volta presa la decisione, il regolamento sarà applicabile anche in Liechtenstein. Attualmente gli Stati AELS/SEE stanno ancora verificando il regolamento, pertanto non sussistono ancora restrizioni all’esportazione di rifiuti urbani dal Liechtenstein alla Svizzera. 2) L’attuazione del regolamento si ripercuoterebbe negativamente su vari impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, in particolare nelle regioni di confine. Per mantenere la fornitura di teleriscaldamento, potrebbe essere necessario sviluppare altri mercati, con possibili ripercussioni negative sui costi o sul bilancio del CO₂. In termini di emissioni di CO₂, vanno infatti preferiti i trasporti più brevi. 3) In molti casi, l’attuale regolamento mette a repentaglio una collaborazione transfrontaliera consolidata nelle regioni da tempo e sensata dal punto di vista ecologico ed economico. La pianificazione della gestione dei rifiuti di alcuni Cantoni si basa su accordi corrispondenti e andrebbe eventualmente rivista. 4-6) In questo ambito la Svizzera non dispone di un accordo con l’UE ed è considerata un Paese terzo. Di conseguenza, non ha alcuna possibilità di intervenire direttamente nella legislazione dell’UE. Consapevole del fatto che le regioni di confine, dati i loro stretti legami economici, sono particolarmente colpite, il Consiglio federale rimane in contatto sia con la Commissione europea sia con le autorità degli Stati limitrofi. Questi, secondo le informazioni attuali, stanno attualmente esaminando varie opzioni insieme all’UE.

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