96.443 · Iniziativa parlamentare · 1996-10-04
Liquidato
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 93 capoverso della Costituzione federale e sull'articolo 21 bis della legge sui rapporti fra i Consigli, chiedo, con un'iniziativa parlamentare in forma generica, che il prezzo della benzina in Ticino venga ridotto tenendo conto della grave situazione economica in questo cantone.
Begründung
L'aumento del prezzo della benzina di 22 centesimi, accettato in votazione popolare il 7 marzo 1993, combinato con il crollo della lira italiana, ha avuto effetti disastrosi sull'economia del Cantone Ticino e in particolare nella regione del Mendrisiotto. Le vendite di benzina sono calate da 800 milioni di litri nel 1992 a 390 milioni di litri nel 1995, con una perdita complessiva per il settore valutabile (sulla base di un guadagno netto di 6 centesimi al litro) in 60 milioni di franchi (una diminuzione del 30 per cento circa). In questo lasso di tempo approssimativamente il 20 per cento dei distrubutori operanti nel Mendrisiotto hanno dovuto chiudere i battenti. A ciò si aggiungono le perdite subite dal commercio al dettaglio indotto. A titolo di esempio l'evoluzione del fatturato nella vendita di sigarette, da 405 milioni di franchi nel 1992 a circa 190 nel 1995. Centinaia di posti di lavoro sono andati persi. Qusta situazione, che ha ulteriormente aggravato la recessione che colpisce il Ticino più degli altri cantoni (basti considerare la percentuale di disoccupati), ha avuto ripercussioni negative anche per le casse federali. Dal 1992 al 1995 la Confederazione ha perso 323 milioni di introiti derivanti dai dazi sui carburanti in provenienza dal Ticino e circa 280 milioni di tasse ICA/IVA e AVS sulle sigarette. Giova rilevare a questo proposito che l'aumento del prezzo della benzina, con cui si intendeva incrementare le entrate fiscali, ha avuto, per quel che riguarda il Ticino, un effetto controproducente.
La riduzione del prezzo della benzina è una misura concreta e attuabile in tempi brevi per stimolare la congiuntura e frenare l'erosione di posti di lavoro in Ticino. Si tratta di un provvedimento che risponde alle esigenze dell'economia di una frontiera, che poggia sugli scambi con l'Italia. La grave situazione economica in cui si trova il Cantone, e in particolare il Mendrisiotto, guistifica un intervento della Confederazione ai sensi dell'articolo 31 bis, capoversi 2 e 3 lettera c della Costituzione federale, senza che vengano meno il principio della libertà di commercio e d'industria così come gli interessi generali dell'economia svizzera. Al contrario, un miglioramento della congiuntura in Ticino e maggiori entrate fiscali dai dazi sul carburante e dalle tasse sulle sigarette giovano in definitiva al Paese nel suo insieme.
L'argomento dell'uguaglianza di trattamento tra tutti i cantoni per quel che riguada il prezzo della benzina non può essere invocato contro tale misura. Infatti questo principio implica che a situazioni diverse devono essere date risposte diverse, come dimostra il caso di Samnaum, il cui privilegio fiscale è stato confermato dai due Consigli, proprio perché si è riconosciuta la situazione particolare di questa località. In altro ambito, il Consigliere federale Arnold Koller ha prospettato una attuazione della naturalizzazione facilitata in quei cantoni che l'avevano accettata in votazione popolare; ora, le cittadine e i cittadini ticinesi, coscienti degli effetti deleteri che un aumento del prezzo della benzina avrebbe comportato per l'economia del Cantone, l'avevano rifiutato nel marzo del 1993, dunque, seguendo lo stesso ragionamento, si può adottare in Ticino una politica del prezzo della benzina che rifletta la loro opinione.
In un momento in cui l'economia del nostro Paese si trova in una fase recessiva di cui sono sopratutto le regioni periferiche a fare la spese, e in cui la concorrenza sul piano internazionale si fa sempre più aspra, occorre da parte della Confederazione una politica economica e fiscale differenziata, flessibile, che si adatti rapidamente ai mutamenti delle circostanze. Una tempestiva riduzione dei dazi sul carburante in Ticino, concepita come misura provvisoria e revocabile, sarebbe un'espressione di questo tipo di politica, di cui il Paese ha urgentemente bisogno.