99.3144 · Interpellanza · 1999-03-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) dispone globalmente di un effettivo autorizzato di 4'497 collaboratrici e collaboratori, di cui 2'606 sono impiegati nel servizio civile dell'esercizio e in quello amministrativo, mentre 1'891 - armati e in uniforme - nel Corpo delle guardie di confine (Cgcf).
Il compito principale del servizio civile è lo sdoganamento delle merci commerciabili all'importazione, all'esportazione e in transito; il Cgcf si occupa principalmente del controllo delle persone ai valichi di confine stradali, della riscossione dei tributi nel traffico viaggiatori, della lotta al contrabbando in generale e della sorveglianza del confine verde.
2. Gli effettivi di personale, da anni assai esigui, hanno comportato una costante limitazione dell'attività di controllo. Il controllo integrale delle persone è praticamente possibile solo negli aeroporti internazionali presso i quali esso è svolto dalla polizia cantonale. I controlli delle persone ai valichi stradali vengono invece effettuati a scandaglio dal Cgcf nell'ambito del mandato legale, e sono proporzionati ai rischi effettivi. La sorveglianza del confine verde si concentra sui punti chiave. Il controllo generalizzato e di ogni singola persona non sarebbe possibile neanche con un aumento massiccio degli effettivi del Cgcf. Al diritto legittimo del cittadino di beneficiare dell'ordine e della sicurezza pubblica fa riscontro l'accettanza dei controlli al confine nei momenti di lunga attesa. Accordi internazionali, economia e pubblico esigono infine un passaggio del confine senza restrizioni.
3. Il legislatore ha affidato all'AFD, per l'esecuzione al confine, parecchi compiti risultanti da molti disposti legali. Gli effettivi di personale, da anni assai esigui, hanno comportato una costante limitazione dell'attività di controllo a delle prove a scandaglio che si fondano sulla valutazione dei rischi.
Nel corso degli anni i compiti di polizia di confine hanno acquisito sempre più importanza rispetto ai compiti doganali originariamente affidati al Cgcf. Con l'aumento del crimine organizzato e transfrontaliero nonché della migrazione, i compiti di polizia di sicurezza hanno acquisito maggior importanza e assorbono attualmente circa due terzi delle risorse del Cgcf.
Il capo del DFF ha trasmesso al Cgcf un mandato di prestazioni per gli anni 1998 e 1999. Tale mandato mira a tutelare gli interessi dello Stato, a garantire un impiego efficiente dei mezzi, ad assicurare l'adempimento dei compiti vicino al cittadino e alla clientela nonché a fissare le priorità delle mansioni in base ai rischi. I vari uffici federali quali mandanti e le polizie cantonali vengono coinvolti nella valutazione dei rischi. Il mandato di prestazioni attualmente in vigore garantisce, nell'ambito dei controlli ai valichi di confine e della sorveglianza del terreno interstiziale, che i mezzi vengano impiegati a favore di precisi accenti, senza tuttavia perdere di vista le altre mansioni. Il Consiglio federale non vede pertanto nessun motivo di modificare qualcosa a tale situazione.
4. Il Consiglio federale considera la sicurezza interna uno degli obiettivi prioritari della politica di Stato. In seguito a evoluzioni sociali in Svizzera e all'estero nonché agli sforzi d'integrazione la situazione in materia di minacce è in costante mutazione. I provvedimenti necessari devono perciò essere adattati alla situazione attuale.
Secondo il Consiglio federale i controlli al confine sono tuttora un elemento importante per garantire la sicurezza interna. Essi costituiscono solo uno dei numerosi provvedimenti, anche se importanti. Non è pertanto previsto uno smantellamento dei controlli di polizia di sicurezza al confine.
5. Al fine di semplificare la pianificazione e la coordinazione dell'attività di controllo nel traffico ferroviario, i controlli di polizia di confine concernenti le persone e i controlli doganali dovrebbero per principio essere eseguiti dalla stessa autorità. All'interno dell'AFD, l'organo ideale sarebbe il Cgcf, poiché già oggi esso adempie contemporaneamente compiti di polizia al confine e compiti doganali ai valichi stradali. Si eviterebbero così parallelismi e conflitti di competenza.
In base alla Costituzione federale, l'esecuzione dei controlli al confine è compito dei cantoni di confine. Rispondendo all'interpellanza Fritschi del 19 giugno 1995 (95.3273; confine meridionale della Svizzera e scena della droga a Zurigo) nonché alla mozione Kunz del
7 ottobre 1998 (98.3453; polizia di confine nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti), il Consiglio federale aveva già espresso il parere che l'esecuzione dei controlli al confine è nell'interesse dell'intero paese. Tale questione sarà trattata nell'ambito del previsto progetto "Miglioramento della collaborazione tra Confederazione e cantoni nel campo della sicurezza interna".
Tuttavia, la condizione per una giustapposizione dei controlli doganali e di polizia è la disponibilità dei cantoni di confine interessati e delle autorità federali di accettarla. La questione non può pertanto essere decisa senza una precisa valutazione dell'intero settore della sicurezza interna svizzera, inclusa la ripartizione dei compiti fra Confederazione e cantoni. A tale riguardo è necessario sviluppare dei modelli concreti per illustrare le conseguenze strutturali, organizzative, finanziarie e in materia di personale.
Indipendentemente da tali considerazioni di principio, l'AFD prevede di trasferire a tappe i controlli doganali sui treni dal servizio doganale civile agli agenti in uniforme del Cgcf.
6. I limiti di franchigia secondo il valore e le altre tolleranze all'importazione non possono essere stabiliti solo secondo le esigenze di economia aziendale dell'AFD. Vanno osservate particolarmente le norme giuridiche internazionali e i molteplici interessi delle cerchie economiche svizzere. Un aumento generale del limite di franchigia secondo il valore colpirebbe soprattuto la protezione dell'agricoltura e il commercio al minuto.
Nell'ambito della riforma del governo e dell'amministrazione "NOVE DUE", l'AFD ha esaminato la questione di un aumento del limite di franchigia secondo il valore sotto forma di uno studio della fattibilità. Essa è giunta alla conclusione che un limite generale di franchigia secondo il valore di almeno fr. 600.-- e la soppressione della distinzione fra il traffico viaggiatori e il traffico di confine potrebbe apportare significative agevolazioni nel campo dei controlli doganali. I provvedimenti proposti dall'AFD furono però respinti da tutti gli uffici federali interessati. Si è inoltre manifestata una forte resistenza da parte delle cerchie economiche interessate che non erano state direttamente incluse nello studio della fattibilità.
Il Consiglio federale reputa pertanto che al momento attuale non sia realizzabile un aumento del limite di franchigia secondo il valore o di altre tolleranze all'importazione.
Risposta del Consiglio federale.