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Cassis Ignazio · Nationalrat · 2011-09-19

Cassis Ignazio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2011-09-19

Wortprotokoll

Economia e socialità devono andare a braccetto. Non c'è socialità senza economia né economia senza socialità. Valore sociale e valore economico sono intrinsecamente legati. Sono due facce della stessa medaglia. Non sorprende che le politiche relative a questi due elementi siano sempre più concentrate nello stesso dipartimento - e anche in diversi cantoni svizzeri è così. Così come non sorprende, che questa sessione straordinaria porti il titolo "situazione economica e sociale della popolazione". Economia e socialità necessitano entrambe di responsabilità individuale e collettiva. Senza responsabilità non c'è nulla, né economia, né socialità. L'irresponsabilità degli uni nel mondo economico si riflette in redditi che mi piace definire inestetici. L'irresponsabilità degli altri nel mondo sociale in una crescente mentalità assistenzialista, dove tutto sembra essere dovuto indipendentemente dal proprio impegno e dalle proprie capacità. Sono due atteggiamenti da condannare, sintomi della stessa malattia che ha assunto dimensioni epidemiche: la malattia della furbizia, nel suo senso etimologico di rubare, e la malattia dell'edonismo, la massimizzazione del proprio piacere.

La lista degli atti parlamentari in discussione è lunga e piuttosto monotona. Accanto a proposte che definirei rivoluzionarie come quella del collega Baettig nella mozione 10.3741, che chiede di rimodellare il nostro sistema sanitario su quello di Singapore, ve ne sono alcune tecnicamente interessanti come la mozione Riklin 10.3276, che chiede d'istituire una sola regione di premi di cassa malati per cantone.

Oppure anche le mozioni 11.3363, 11.3364 e 11.3629 dei colleghi Pedrina, Carobbio Guscetti e Pelli, che vogliono combattere efficacemente chi appunto vuol fare il furbo, abusando della libera circolazione delle persone. Ma questa lista non va oltre i luoghi comuni e le rivendicazioni di bandiera, ben più utili a fini elettorali che per far realmente progredire il Paese.

C'è un tempo dedicato alla riflessione, uno alle parole e uno alle azioni. Oggi, in piena campagna elettorale, celebriamo il tempo delle parole. Possano queste condurci, dopo le elezioni, al tempo delle azioni, quelle vere, quelle che rinnovano l'economia e la socialità e preparano la Svizzera al futuro - alle azioni, che fanno progredire davvero. Non ve ne sono molte in questo pacchetto decisamente poco frizzante. Ma ve ne sono alcune di peso in questa sessione. Mi limito a citarne due: la revisione della legge sulle banche (too big to fail) che abbiamo appena discusso e la riforma LAMal, chiamata "managed care". Entrambe correggono situazioni problematiche. Per quanto riguarda la LAMal, dopo sette anni di parole, potremmo mostrare al Paese che alle stesse seguono i fatti, approvando la modifica di legge tra pochi giorni. Un Parlamento parla, è normale, è il nostro ruolo. Ma diamo davvero contenuto alle cose che stiamo dicendo, concretamente, velocemente.