Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2012-09-20
Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2012-09-20
Wortprotokoll
Abbiamo discusso più volte in quest'aula di dumping salariale. Ad ogni episodio che riguarda il dumping salariale del quale si viene a conoscenza si grida allo scandalo e giustamente si invocano misure. Ma se si parla di pressione sui salari, allora si deve anche parlare di salari versati in euro. Si tratta di casi che sono sempre più diffusi in diversi cantoni, non solo in Ticino, ma anche nei cantoni di Basilea, Berna e Ginevra, ecc.; ultimamente diversi casi sono stati riscontrati pure nel cantone di Vaud.
Una diffusione di queste pratiche può aumentare il rischio di dumping salariale: i datori di lavoro hanno un interesse ad assumere lavoratori frontalieri, pagati in euro, e quindi con salari inferiori rispetto ai salari che pagherebbero ai lavoratori svizzeri in franchi. A farne le spese sono quindi in primis i lavoratori residenti in Svizzera, sottoposti alla pressione sui salari. Pagare i salari in euro o legarli al corso del cambio significa difatti, se non ci sono salari minimi obbligatori, diminuire i salari.
Secondo l'articolo 323b del Codice delle obbligazioni il salario deve essere pagato in franchi svizzeri, ma le parti possono derogarvi mediante accordo. Nei settori in cui vi è un salario minimo obbligatorio, datore di lavoro e lavoratore possono convenire liberamente il pagamento del salario in euro, con appunto il rischio, come dicevo prima, che i lavoratori frontalieri possano essere disposti ad accettare salari inferiori a quelli dei lavoratori svizzeri, proprio perché il potere d'acquisto nel loro Paese potrebbe rimanere intatto.
Ricordo che nella sua risposta alla domanda Robbiani, il 7 giugno 2011, quindi poco più di un anno fa, il Consiglio federale ha dichiarato che "il lavoratore non deve sopportare il rischio di fluttuazione del tasso di cambio".
Mit meiner parlamentarischen Initiative verlange ich, dass das Obligationenrecht so geändert wird, dass der Lohn zwingend in der gesetzlichen Währung, das heisst in Schweizerfranken, ausbezahlt wird; dazu wird insbesondere die Möglichkeit der Ausnahme in Artikel 323b OR aufgehoben.
Die Löhne in Euro auszuzahlen oder sie an den Eurokurs anzupassen entspricht einer Form der Beteiligung des Arbeitnehmers am negativen Geschäftsergebnis. Löhne in Euro bedeuten eine Überwälzung des unternehmerischen Risikos. Schliesslich profitiert das Unternehmen auch, wenn der Wechselkurs in die andere Richtung ausschlägt und somit der Ertrag des Unternehmens steigt. Mit anderen Worten: Das unternehmerische Risiko als Kostenfaktor wird ausgelagert und lastet auf den Schultern der Arbeitnehmenden. Es handelt sich beim Wechselkursrisiko um ein Unternehmerrisiko.
Noch ein Grund: Die Löhne in Euro auszuzahlen ist eine Diskriminierung von Arbeitnehmenden aus der EU. In Artikel 2 des Freizügigkeitsabkommens steht das Diskriminierungsverbot. Dieses verbietet eine unterschiedliche Behandlung nach Nationalität und Wohnort. Wirtschaftliche Gründe wie eine Änderung des Wechselkurses können diese Art der Diskriminierung nicht rechtfertigen.
La politica deve assumersi la propria responsabilità e decidere di vietare i salari in euro. Vi invito quindi a dare seguito all'iniziativa parlamentare in questa prima fase ed entrare nel merito di una modifica del Codice delle obbligazioni, in modo che il salario sia imperativamente pagato in moneta legale, ossia in franchi svizzeri. Per conseguire questo obiettivo bisogna, come dicevo, modificare l'articolo 323b del Codice delle obbligazioni in modo da renderlo inderogabile.