Rusconi Pierre · Nationalrat · 2012-09-27
Rusconi Pierre · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2012-09-27
Wortprotokoll
La collega ha appena parlato oltre il limite; vuol dire che la tesi era debole - se bisogna parlare così tanto.
L'iniziativa popolare "1:12 - Per salari equi" non è nient'altro che l'ennesimo tentativo di una certa parte politica di imbrigliare il libero mercato, imponendo alla politica privata regole che hanno l'unico effetto di danneggiare la libertà d'impresa. La Svizzera è stata per lungo tempo un Paese con un sistema economico liberale in cui lo Stato interviene a regolamentare solo il minimo necessario ed a garantirne il buon funzionamento. Questo è il compito dello Stato dal nostro punto di vista.
Ultimamente assistiamo ad una crescita dell'attivismo interventista da parte della sinistra sempre più sindacalizzata. Il tentativo di voler regolamentare tutto a scapito della libertà d'impresa rischia di danneggiare l'immagine del nostro Paese e, di conseguenza, anche il suo sviluppo. Le richieste di salari minimi, di divieti dei pagamenti in euro, l'opposizione al lavoro domenicale e quest'ultima proposta non fanno altro che destabilizzare l'economia svizzera. Destabilizzare la Svizzera è l'ultima delle necessità che ha il nostro Paese in questa situazione economica. Il compito dello Stato è quello di offrire condizioni quadro e di indicare linee direttive minime tramite il diritto delle società anonime, non di intervenire direttamente per fissare i salari delle aziende private. Già oggi si possono limitare gli eccessi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, senza però infrangere la libertà economica - un pilastro del nostro Paese. È un interesse, per altro, che hanno in comune con gli azionisti, perché anche gli azionisti devono controllare l'azienda e anche loro traggono beneficio se i salari non sono eccessivamente elevati; quindi, il mercato si regola da sé.
Non dimentichiamo che le aziende minacciate da queste proposte - proposte per altro suicide - invece di adattarsi potrebbero decidere di o essere costrette a lasciare il nostro Paese, causando così la perdita di posti di lavoro, tanto cari, in questo caso, sia alla destra sia alla sinistra.
Per questi motivi il mio invito è di raccomandare in modo chiarissimo di respingere questa iniziativa irrispettosa della libertà dell'economia e irrispettosa della Svizzera.