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Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2001-09-19

Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2001-09-19

Wortprotokoll

È evidente il rischio di ripetersi, per cui mi limiterò a tre brevi considerazioni, che attingono, tutte, ad una stessa specifica chiave di lettura, quella della globalizzazione. Tre argomenti a sostegno di una Svizzera che non può oggi permettersi, e non intende, abdicare.

In primo luogo, non intende abdicare dall'impegno di rafforzare il ruolo, il peso della politica nell'orientamento delle relazioni e anche dello sviluppo delle nazioni. Oggi è l'economia, attraverso il processo di globalizzazione, che impone il proprio primato su tutte le altre considerazioni. Grazie anche alle nuove tecnologie che stanno facendo cadere ampiamente le barriere tradizionali di tempo e di spazio, che limitavano le relazioni, vengono premiati i poli e gli attori attrezzati a competere sul mercato globale. C'è perciò bisogno di contrappesi, capaci di bilanciare lo strapotere dell'economia con un sufficiente ed adeguato potere della politica; c'è bisogno di contrappesi, capaci di subordinare gli interessi del mercato a quelli dello sviluppo delle società e dei popoli. Il nostro paese non può essere assente da questo impegno, che deve evidentemente svolgersi sull'arena mondiale, come mondiale è l'arena della globalizzazione.

In secondo luogo, il nostro paese non può abdicare da una presenza attiva nel luogo politico dove le nazioni costruiscono un dialogo, dove costruiscono collaborazione, pur nelle difficoltà, negli insuccessi, nelle battute d'arresto che questo processo, pur tuttavia, comporta. Il nostro paese non può essere assente, anche perché è sede, al suo interno, di poteri economici, di società che occupano un ruolo rilevante sul mercato mondiale. Benché non sia mia intenzione mettere in discussione la loro attività e il loro successo, non possiamo permetterci che gli ambasciatori preminenti del nostro paese siano questi protagonisti del mercato globale. Non possiamo lasciare che la nostra immagine sia prioritariamente veicolata da questi attori economici. La Svizzera, prima di avere un peso economico, deve cercare di avere un peso politico e, soprattutto, anche un peso morale sulla scena internazionale.

In terzo luogo, il nostro paese non può abdicare dal contribuire alla coesistenza pacifica tra le nazioni, forte del suo patrimonio di tolleranza, di coesione interna, costruito a fatica nei secoli.

La globalizzazione ha sì reso meno vincolanti, meno incisivi i confini nazionali, ma, per reazione, ha suscitato una crescita dei fenomeni di ripiegamento su quelle che sono le identità localiste, siano esse attinenti a questioni etniche, a questioni religiose o a questioni culturali. Il rischio, quindi, di un'estensione, di un'intensificazione dei focolai di conflitto, della frammentazione tra le comunità, è oggi evidente. La Svizzera non può perciò sottrarsi a questi impegni di presenza sulla scena internazionale, pena lo scollamento rispetto ai suoi stessi valori fondanti. È perciò tempo che il nostro paese occupi un ruolo a pieno titolo all'interno dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, anche perché ha certamente un messaggio credibile da portare, un ruolo originale da svolgere - messaggio e ruoli dei quali andiamo tutti fieri -, ma ha soprattutto anche una responsabilità da assumere.