Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2011-03-07
Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2011-03-07
Wortprotokoll
Già nel 2004 il collega Meinrado Robbiano depositava un'iniziativa parlamentare volta ad ottenere un adattamento della legislazione fiscale in modo che le persone residenti all'estero ma attive nel nostro Paese siano imposte nel Cantone dove lavorano al momento del ritiro dell'avere della previdenza professionale. Infatti, per i lavoratori e le lavoratrici attivi nel nostro Paese ma domiciliati all'estero - come i lavoratori frontalieri - le prestazioni del secondo pilastro sono sottoposte a un'imposizione alla fonte nel luogo dove ha sede l'istituzione di previdenza invece che a domicilio del beneficiario. I Cantoni non possono recuperare nemmeno parzialmente le deduzioni precedentemente riconosciute.
Con la mia mozione chiedo di correggere questa situazione, abolendo lo svantaggio ingiustificato che colpisce oggi i Cantoni dove operano professionalmente le persone con domicilio all'estero. Lo chiedo tanto più che nel 2007 la maggioranza della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale approvava l'iniziativa parlamentare Robbiani che purtroppo veniva poi respinta dal plenum del Consiglio a causa di non meglio quantificati oneri amministrativi. Tesi, quella dei costi amministrativi, che per altro era stata respinta a nome della commissione dal collega Pelli come relatore di commissione.
Cosa voglio? Si tratta qui di una questione di equità tra i Cantoni. Mentre le fondazioni di previdenza possono spostare la loro sede da un Cantone all'altro, a seconda di dove è fiscalmente più interessante, i Cantoni, che invece creano le condizioni per fare insediare le imprese e che mettono a disposizione le infrastrutture necessarie, non beneficiano di queste entrate fiscali.
Mit meiner Motion will ich bei der Verteilung der Quellensteuererträge unter den Kantonen ein gerechteres System erreichen. Die Verteilung der Quellensteuer unter den Kantonen soll neu geregelt werden. Es sollen diejenigen Kantone einen grösseren Teil erhalten, in denen bei den Erwerbstätigen die Abzüge für die zweite und dritte Säule vorgenommen wurden.
Die Erträge der Quellensteuer bei den ausländischen Arbeitnehmerinnen und -nehmern, die in der Schweiz arbeiten, aber im Ausland wohnhaft sind, entsprechen insgesamt ungefähr 90 Millionen Franken pro Jahr. Diese Erträge gehen an die Kantone, in denen die Vorsorgeeinrichtungen - meist Stiftungen - ihren Sitz haben, und kommen nicht den Kantonen zugute, in denen die betreffenden Personen arbeiten. Diese Praxis begünstigt die Kantone, die keinerlei Leistungen erbracht haben, auf Kosten der Kantone, die den Aufwand tragen. Dies trifft z. B. auf den Kanton Tessin zu: Hier arbeiten viele ausserhalb des Kantons wohnhafte Personen, doch hat hier keine private Vorsorgeeinrichtung ihren Sitz. Ein grosser Teil der Steuereinnahmen fliesst daher aus dem Kanton Tessin in andere Kantone. Der Kanton Tessin erhält z. B. aus der Quellensteuer aus der zweiten und dritten Säule 55-mal weniger als der Kanton Schwyz, obwohl die Quellensteuer im Tessin insgesamt viel höher ist.
Der Bundesrat argumentiert gegen meine Motion, dass mit einer neuen Regelung wiederum die ressourcenstarken Kantone zur Kasse gebeten würden. Diese Argumentation ist nicht stichhaltig. Ein Ja zur Motion eröffnet eben gerade die Möglichkeit, diese Situation auch innerhalb des NFA zu korrigieren. Das bleibt das Hauptargument für die gerechtere Verteilung der Quellensteuer auf Vorsorgeleistungen.
Ich bitte Sie daher, meine Motion anzunehmen.