Semadeni Silva · Nationalrat · 2014-09-23
Semadeni Silva · Nationalrat · Graubünden · Sozialdemokratische Fraktion · 2014-09-23
Wortprotokoll
La politica energetica evidentemente interessa e tocca anche la Svizzera italiana. Per questo mi permetto di parlare in italiano.
Sarebbe saggio tassare l'energia non rinnovabile, come vuole oggi il Partito verde liberale attraverso la sua iniziativa popolare. Con l'aumento del prezzo dell'energia non rinnovabile si facilita l'uscita dal nucleare, si favoriscono le energie pulite, si promuove il risparmio e l'efficienza energetica, si rafforza cioè la strategia decisa dal nostro Parlamento dopo Fukushima. E di fronte ai cambiamenti climatici è particolarmente urgente oggigiorno limitare il consumo di petrolio, gas e carbone con le loro dannose emissioni di CO2. Ne sanno qualcosa gli abitanti dell'Arco alpino, che ne risentono in modo particolare attraverso l'aumento dei pericoli naturali, l'innalzamento dell'innevamento, lo scioglimento dei ghiacciai e del ghiaccio perenne. L'attuale e il passato sperpero di risorse preziose peserà gravemente sulle generazioni future.
Dagli anni Settanta del secolo scorso si discute di questa grande sfida della nostra società e abbiamo già votato, nel 2000 e nel 2001, su iniziative simili, che noi socialisti abbiamo sempre sostenuto. Questo perché il prezzo dell'energia non rinnovabile, che è molto basso, non tiene conto dei costi ambientali che provoca e vanifica gli sforzi per contenere lo sperpero di energia. Da qualche anno a oggi, inoltre, il basso prezzo dell'energia fossile compromette addirittura la redditività delle nostre centrali idroelettriche.
Pian piano comunque le cose maturano. Diversi Paesi hanno già introdotto sistemi di incentivazione basati sul consumo di CO2 e di elettricità. Anche la Confederazione ha preso importanti misure, come la legge sul CO2 o la RIC. La consigliera federale Widmer-Schlumpf ha affermato anche durante questa sessione - probabilmente lo ripeterà anche oggi - che nell'ambito della Strategia energetica 2050 il Consiglio federale presenterà fra poco, nella primavera 2015, il suo progetto per un sistema di incentivazione volto a ridurre i consumi ed a promuovere l'impiego efficiente ed ecologico dell'energia.
La minoranza della commissione propone oggi a sua volta un controprogetto diretto moderato ed attuabile, che non aumenterebbe il peso fiscale delle economie domestiche e delle imprese.
L'idea di fondo del Partito verde liberale è ben comprensibile. Purtroppo però, come è già stato detto da vari oratori e oratrici, vuole compensare l'introduzione della tassa sull'energia con la soppressione dell'IVA. Così l'iniziativa risulta inaccettabile. Non possiamo far dipendere l'ammontare dell'imposta sull'energia dai proventi dell'IVA, ossia dalla principale fonte di introiti della Confederazione, che alimenta anche le assicurazioni sociali e il traffico pubblico. In caso di accettazione dell'iniziativa l'imposta sull'energia dovrebbe essere molto elevata: gli introiti dell'IVA ammontano a 22 miliardi di franchi annui! Come giustificare dal punto di vista energetico tasse tanto alte, che per di più dovrebbero continuamente aumentare se le economie domestiche e le imprese consumassero meno energia sporca? Le tasse sull'energia non rinnovabile crescerebbero a dismisura. Abrogare l'IVA per sostituirla con una tassa sull'energia è quindi una manovra troppo rischiosa.
La proposta del Partito verde liberale, problematica e sproporzionata, non si può approvare. Per questo voterò no all'iniziativa e sosterrò invece il controprogetto della [PAGE 1700] minoranza, e questo per promuovere più celermente la nuova strategia energetica 2050 e perché mi pare veramente giunta l'ora di tassare l'energia non rinnovabile, anche in vista della concorrenza che le centrali a carbone e le centrali atomiche sviluppano oggi nei confronti delle nostre centrali idroelettriche.