Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2014-06-17
Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2014-06-17
Wortprotokoll
Con il nuovo tunnel ferroviario di base la Svizzera ha deciso di puntare su un futuro ecologico e parsimonioso nell'uso delle risorse. Deve però portare avanti, di conseguenza, una politica che dà seguito a queste decisioni. Quindi, accanto alla necessità di diminuire il traffico pesante su strada, la completa realizzazione della [PAGE 1125] trasversale alpina è la risposta alla costruzione di un secondo tunnel autostradale, non necessario, perché se costruito aprirebbe le porte ad una valanga di camion in transito attraverso il nostro Paese, vanificando questo lungimirante progetto.
Per raggiungere gli obiettivi di trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, il tunnel di base deve essere completato e i grossi rischi, che sono stati evocati dalla delegazione per quanto riguarda la tecnica ferroviaria e la messa in esercizio della galleria di base del San Gottardo e soprattutto per quanto riguarda i lavori di scavo e l'aggiudicazione della tecnica ferroviaria della galleria di base del Ceneri, devono essere rapidamente affrontati.
Come sappiamo, l'apertura della galleria di base del Gottardo è prevista per il 2016. Come evidenzia la delegazione, "i lavori progrediscono secondo i piani e la messa in esercizio è tuttora prevista per il dicembre 2016", con anche la "certezza che le scadenze e i costi saranno rispettati". Lo stesso però non si può dire per il tunnel di base del Ceneri. Alla metà di marzo 2014 il Tribunale amministrativo federale ha in parte accolto due ricorsi contro le decisioni di aggiudicazione dei lotti di tecnica ferroviaria per questa galleria. Di conseguenza sono state interrotte le due procedure di aggiudicazione in corso e si è deciso di indire una nuova gara d'appalto. I responsabili prevedono ancora che la galleria di base del Ceneri entri in esercizio nel 2019, ma i rischi relativi alle scadenze e ai costi sono sensibilmente aumentati.
Nel suo rapporto la delegazione giustamente esprime preoccupazione. Si attende che i responsabili del progetto esaminino tutti i possibili scenari. Evidentemente, da parte nostra ci aspettiamo che anche il Consiglio federale, il dipartimento competente e l'Ufficio federale dei trasporti esaminino questa situazione, facciano tutto il necessario e assumano i provvedimenti necessari per diminuire i rischi. Anche perché, accanto ai problemi del tunnel di base del Ceneri, non meno preoccupante, anzi, è il mancato raggiungimento degli obiettivi di trasferimento del traffico merci su rotaia. Già con l'apertura del tunnel di base del Gottardo da fine 2016 sarà disponibile un notevole potenziale di trasporto supplementare anche per le merci. Quindi, dal 2019/20 con il tunnel del Ceneri si farà un ulteriore balzo in avanti, passando a 260 tracce al giorno. Se consideriamo anche il Lötschberg, l'anno scorso sui due assi ferroviari Gottardo e Lötschberg sono transitati circa 26 milioni di tonnellate di merci, il che equivale ad un grado di sfruttamento del potenziale teorico solo del 60 per cento circa.
Nel 2020 avremo una capacità di trasporto di almeno 40 milioni di tonnellate, ossia almeno una volta e mezzo tanto. Considerato che oggi nel traffico stradale attraverso le Alpi svizzere transitano circa 14 milioni di tonnellate, per soddisfare il fabbisogno di trasferimento basta trasferire sulla ferrovia circa la metà di questo volume di traffico. Quindi, grazie alla trasversale alpina dal 2020 circa avremo un potenziale più che doppio rispetto alle necessità di trasferimento accertate.
È quindi fuorviante affermare che l'obiettivo di trasferimento è illusorio e non può essere raggiunto. Semmai vale proprio il contrario: il potenziale quantitativo per il trasferimento è abbondantemente disponibile. Spetta alla politica adottare gli strumenti per far sì che la trasversale alpina sia debitamente sfruttata, anche e soprattutto per raggiungere finalmente l'obiettivo di trasferimento.
Signora consigliera federale, purtroppo oggi si deve costatare che questa volontà politica il Consiglio federale l'ha persa per strada, privilegiando il raddoppio del Gottardo stradale e rinviando a non si sa quando l'adozione di misure incisive. Basti ricordare la Dichiarazione di Lipsia del 2012, in cui il Consiglio federale, per il tramite della consigliera federale dei trasporti, ha siglato un accordo che rinvia a dopo il 2025/30 l'introduzione di un sistema di gestione limitativo del traffico pesante. Della consigliera federale mi aspetto delle risposte a quello che ho detto - non mi ascolta, ma mi aspetto delle risposte.
Esprimo quindi il mio grande apprezzamento per gli sforzi fatti e per i risultati ottenuti dal Parlamento e dal governo nel realizzare questa importane e grandiosa opera della rete Alptransit. Esprimo però anche una forte critica al governo per non aver profuso uno sforzo altrettanto marcato e coerente atto a sfruttare fra pochi anni gli enormi potenziali che ci offrirà questo progetto, in particolare rafforzando la politica di trasferimento. Ringrazio la delegazione e mi dispiace che la consigliera federale forse è stata poco attenta a quello che ho detto. Non so se ha sentito le mie domande, gliene ho fatte diverse. So che capisce l'italiano e su un tema così importante, come quello della politica di trasferimento, mi sarei forse aspettato un po' più di attenzione.