Lombardi Filippo · Ständerat · 2014-12-02
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2014-12-02
Wortprotokoll
Alla luce della presenza ridotta in aula non infliggerò una lunga discussione ai pochi resistenti colleghi.
Sono parzialmente soddisfatto della risposta del Consiglio federale alla mia interpellanza, nella misura in cui effettivamente riconosce che tra i Paesi dell'Unione europea ci sono alcuni membri, i quali applicano - o stanno per applicare - delle proprie misure nel campo della libera circolazione delle persone che corrispondono difatti ad alcune limitazioni rispetto alla prassi sinora applicata. Il Consiglio federale ritiene però che la soluzione della Svizzera sia diversa e che quindi queste regolamentazioni non siano automaticamente applicabili in Svizzera. Ma è veramente così? È vero che nei Paesi considerati nella risposta del Consiglio federale, in particolare nel Regno Unito e in Germania, ci si limita soprattutto a delle misure che limitano l'accesso alle prestazioni sociali in un certo numero dei casi. Però ci sono delle discussioni in corso anche in altri Paesi, pensiamo al Belgio, all'Olanda e alla stessa Francia, che devono essere seguite con grande attenzione da parte della Svizzera. Credo che abbiamo [PAGE 1139] interesse a guardare veramente che cosa succede in tutti i Paesi membri dell'UE, perché solo nell'ambito di un ripensamento della medesima Unione europea sarà forse possibile trovare una soluzione che ci permetta di dare seguito alla volontà popolare espressa il 9 febbraio scorso.
Vorrei quindi chiedere al Consiglio federale di continuare a monitorare l'andamento in questi Paesi e forse anche informare il Parlamento in merito. Anche nei Paesi scandinavi attualmente è in corso una riflessione. Non è detto che sia necessario avere le stesse basi legali in Svizzera per applicare certe misure. Alla fine sarà importante che il Consiglio federale possa negoziare con l'Unione europea delle soluzioni applicabili forse non unicamente alla Svizzera, ma anche ad altri Paesi se dovesse verificarsi una situazione simile a quella della Svizzera.
È dell'altro ieri il rapporto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che ci dice che la Svizzera è il Paese con la maggiore immigrazione in proporzione alla popolazione residente. Questo è una situazione particolare che va portata sul tavolo delle discussioni, perché può giustificare delle misure anche più severe di quelle che alcuni altri Paesi europei hanno applicato o stanno ancora discutendo.
Quindi, ringrazio il Consiglio federale per questa risposta. Mi auspico un benchmarking, un confronto più intenso anche con le situazioni di altri Paesi per rafforzare poi la nostra posizione negoziale in questo campo.