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Semadeni Silva · Nationalrat · 2016-03-09

Semadeni Silva · Nationalrat · Graubünden · Sozialdemokratische Fraktion · 2016-03-09

Wortprotokoll

Indietro non si torna! Da tante parti risuona stamattina la stessa melodia: l'iniziativa popolare "per la sicurezza alimentare" dell'Unione svizzera dei contadini, che ha l'aria simpatica e sembra innocua, è invece inutile e addirittura dannosa per la politica agricola. Malgrado la mia simpatia per l'agricoltura, anch'io condivido questa posizione.

Ecco perché: in Svizzera la sicurezza alimentare è garantita - lo afferma la Costituzione federale e lo dimostrano anche i fatti. Negli ultimi decenni la produzione indigena è aumentata. L'agricoltura svizzera non ha mai prodotto così tanta energia alimentare come ora - lo dice l'Ufficio dell'agricoltura. E questo anche se tanto terreno coltivo è stato mangiato dallo sviluppo edilizio dilagante. Il grado di autoapprovvigionamento si aggira sul 60 per cento, un livello più alto che durante la seconda guerra mondiale con il piano Wahlen. Ma la nostra agricoltura, intensiva e meccanizzata, raggiunge oggi questo risultato solo con notevoli importazioni di foraggio e di carburanti fossili. Anche se la produzione indigena moderna e sostenibile - e per me di preferenza bio - è e resta la colonna portante del nostro approvvigionamento, l'autosufficienza è un'utopia irrealizzabile e indesiderabile.

Negli ultimi anni il Parlamento ha preso decisioni importanti con la Politica agricola 2014-2017 e, per la protezione delle terre coltive, con la revisione della legge sulla pianificazione del territorio. La Politica agricola 2014-2017 comporta anche modesti progressi nella promozione della diversità biologica - sono necessari! La Confederazione ha fissato e pubblicato gli obiettivi ambientali per l'agricoltura nel 2008, ma finora non sono stati raggiunti. Lo stato della biodiversità è allarmante, continuano a ripetere gli scienziati. E aspettiamo con impazienza misure atte a ridurre l'inquinamento da pesticidi nel suolo e nelle acque. Problematico per la salute umana è anche l'uso veterinario di antibiotici. Proprio di fronte a questo bilancio ecologico tutt'altro che soddisfacente, più produzione con più agricoltura intensiva non può essere un obiettivo della politica agricola svizzera.

Ma è questo che si nasconde nel testo dell'iniziativa dell'Unione svizzera dei contadini dalle mete nebulose? Si vuole tornare indietro ed annullare i progressi fatti, contro la volontà dell'USC, con la Politica agricola 2014-2017? L'Unione svizzera dei contadini non vuole e non sa fare chiarezza. Ma non riesco a credere che questa sia la via da seguire. Consumatori e consumatrici, le associazioni [PAGE 268] ambientaliste e anche tanti contadini e contadine - oltre alle cerchie economiche - vogliono continuare sulla strada tracciata nel 1996 con l'articolo costituzionale 104. Il nuovo articolo chiede nuove leggi entro due anni. Se accettato, si metterebbe in questione l'attuale politica agricola, creando insicurezza per anni, proprio ciò di cui i contadini non hanno bisogno.

L'agricoltura e i contadini mi stanno a cuore, anche la mia biografia è segnata dal mondo agricolo, dall'alpicoltura. So che le sfide da affrontare non sono poche. La risposta a queste sfide non sta però in un inutile nuovo articolo costituzionale, ma nell'applicazione e nello sviluppo coerente della Politica agricola 2014-2017 e delle leggi esistenti.

Vi prego dunque di appoggiare il Consiglio federale e la maggioranza della commissione e di raccomandare al popolo di votare no.