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Abate Fabio · Ständerat · 2016-09-26

Abate Fabio · Ständerat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2016-09-26

Wortprotokoll

Ringrazio innanzitutto il Consiglio federale del lavoro svolto. Ritengo il rapporto esaustivo. Vi sono ribaditi i principi del servizio pubblico, in particolare la sua funzione di integrazione delle comunità linguistiche, delle religioni e delle generazioni - l'abbiamo sentito da chi mi ha preceduto. Se ho ben letto il rapporto, il concetto di servizio pubblico non è musica delle nostre emittenti, ma in particolare corrisponde ad un modello della BBC che nel primo dopoguerra adottava la formula "informare, educare, intrattenere". Non è difficile immaginare quanto sia importante nel 2016 sviluppare questo modello soprattutto con un occhio di riguardo alle giovani generazioni. E per "informare" non si intende "indottrinare" e tanto meno "educare" significa "addestrare".

C'è tuttavia chi vuole mettere in discussione questo modello, criticando quella che viene definita una deriva verso elementi puramente commerciali che a loro volta pongono su un piano di concorrenza la SSR con gli altri attori del mondo mediatico svizzero, concorrenza per loro dolorosa in quanto va ad intaccare le fonti di finanziamento che potrebbero essere comuni.

Il Consiglio federale nel suo rapporto pone l'accento su obiettivi strettamente legati ad un'offerta di qualità. Inoltre, il peso rappresentato dall'informazione deve crescere. Sono d'accordo con il Consiglio federale. Talvolta il concetto di qualità, soprattutto nel settore controverso dell'intrattenimento, è decisamente ignorato da coloro che fungono da vettori, da protagonisti dell'offerta. Ma ritengo sbagliato attaccare la SSR nelle sue intenzioni di sviluppare la sua offerta commerciale e di mantenere di conseguenza un palinsesto che include anche elementi di intrattenimento.

Quindi, la domanda centrale è se l'intrattenimento si concilia con un mandato di servizio pubblico. La risposta per me è chiaramente affermativa. La concorrenza estera è forte, e se vogliamo mantenere i principi dell'integrazione, menzionati poc'anzi, non possiamo tollerare che qualcuno s'immagini un intrattenimento solo in dialetto svizzero tedesco e limitato a poche regioni della Svizzera.

La capacità concorrenziale della SSR, quindi dei suoi vettori di comunicazione nei confronti dell'estero, e la sua funzione di integrazione all'interno del Paese poggiano sulla conservazione dell'obietto consolidato di informare, educare e anche di intrattenere. Per farlo deve poter lavorare con il modello attuale, basato sul canone e sugli introiti pubblicitari.

Vi invito a respingere la proposta di minoranza Germann di rinviare il rapporto perché definire i "temi boulevard" non mi sembra un contributo costruttivo alla discussione, non porta nulla di nuovo - mi sembra piuttosto una proposta del tutto fuorviante e pretestuosa.