Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2017-03-15
Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2017-03-15
Wortprotokoll
Il Parlamento e anche il Consiglio federale si sono già espressi più volte in merito al divieto di versare salari in euro. Ricordo a questo proposito le proposte del collega Pardini e dell'allora consigliere nazionale Robbiani; inoltre questo Parlamento si è espresso ancora nel 2012 su una mia iniziativa parlamentare dello stesso tenore. Ci si può quindi chiedere che senso abbia tornare ancora una volta alla carica, chiedendo di modificare l'articolo 323b del Codice delle obbligazioni in modo che il salario sia imperativamente pagato in moneta legale, ossia in franchi svizzeri - ed evitare quindi il versamento di salari in euro. Ecco quanto chiedo, appunto, con il mio atto parlamentare.
Ho riproposto questa richiesta perché la situazione è diventata ancora più acuta con l'abbandono della soglia minima del franco. Ci sono infatti delle imprese che intendono versare i salari in euro o ancorarli a tassi di cambio fittizi. Questo avviene non solo in Ticino ma anche in altri cantoni, in particolare in cantoni di frontiera, penso a Basilea ma anche al canton Giura. Proprio oggi, infatti, ho letto di un tribunale del canton Giura, che prende posizione contro il versamento in euro dei salari dei frontalieri impiegati da Von Roll nel Giura. Questo dimostra che ci sono, appunto, dei problemi e che non basta dire ai lavoratori e alle lavoratrici, che non sono d'accordo con il versamento dei salari in euro, di poter ricorrere ai tribunali.
A mio modo di vedere, infatti, il versamento di salari in euro è una forma non solo di discriminazione dei lavoratori ma anche una forma di pressione sui salari perché può aumentare il rischio di dumping salariale. Ci sono infatti dei datori di lavoro che purtroppo hanno un interesse ad assumere lavoratori frontalieri pagati in euro, versando quindi salari inferiori rispetto ai salari che pagherebbero a dei lavoratori residenti in Svizzera. Quindi, a farne le spese sono tutti i lavoratori, in primis evidentemente i frontalieri ma anche i lavoratori residenti in Svizzera che sono sottoposti ad una pressione sui salari, soprattutto laddove non ci sono salari minimi obbligatori.
Penso quindi che sia necessario tornare ad occuparsi di questo tema e anche, evidentemente, come chiedo nella mia mozione, di legiferare. Nel 2012 si diceva che i casi erano pochi. Come ho detto all'inizio, in realtà continuano ad aumentare gli episodi di versamenti in euro e di pressioni sui lavoratori e sulle lavoratrici, in particolare sui frontalieri, costretti ad accettare queste condizioni, che altrimenti perderebbero il posto di lavoro - questi casi si stanno ripetendo. Ciò porta appunto anche ad un incremento del ricorso all'utilizzo dei tribunali - per mettere in discussione queste gravi decisioni di alcuni datori di lavoro.
Ritengo quindi che sia necessario chinarsi su questo aspetto e soprattutto, come chiedo nella mia mozione, modificare l'articolo 323b del Codice delle obbligazioni - questo per evitare dei casi di dumping salariale.