Merlini Giovanni · Nationalrat · 2017-05-31
Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2017-05-31
Wortprotokoll
Con questa mozione 16.3735, approvata il 14 dicembre 2016 dal Consiglio degli Stati con 23 voti contro 11 e 4 astensioni, il consigliere della Camera dei cantoni Janiak propone che il Consiglio federale sia incaricato di sottoporre al Parlamento una regolamentazione sul trattamento da riservare ai cosiddetti pentiti che collaborano con la giustizia. Nel diritto anglosassone questa disciplina processuale è nota sotto la denominazione di "testimoni della corona". Si tratta in sostanza di uno strumento conosciuto dal diritto processuale penale di vari Stati, anche nel continente europeo, tra cui l'Italia - basti ricordare la figura di Giovanni Falcone che fu un profondo e convinto sostenitore di questa legislazione sui pentiti - ma anche altri Stati, come la Germania o la Francia. Si tratta di uno strumento concepito allo scopo di combattere in modo più efficiente il crimine organizzato, in particolare quello di stampo mafioso.
In virtù delle disposizioni vigenti del Codice di procedura penale unificato, il Ministero pubblico della Confederazione non è autorizzato a prospettare all'imputato uno sconto di pena o addirittura, in via del tutto straordinaria, l'impunibilità se egli, oltre ad avere confessato il reato secondo l'articolo 260ter del Codice penale svizzero, è disposto a dissociarsi dall'organizzazione criminale di cui ha fatto parte ed a collaborare effettivamente con la giustizia, fornendo informazioni tali da consentire l'arresto di altri componenti dell'organizzazione, in particolare dei suoi vertici, in modo da scongiurare il ripetersi di ulteriori reati.
La formulazione della mozione è aperta, in modo da lasciare la possibilità di scelta tra le possibili modalità di concretizzazione. L'attuale cifra 2 dell'articolo 260ter del Codice penale prevede invero la facoltà del giudice di attenuare la pena, se l'accusato si sforza di impedire la prosecuzione dell'attività criminale dell'organizzazione. Ma la differenza sostanziale rispetto alla situazione del testimone della corona o, se volete, del collaboratore di giustizia consiste nel fatto che il trattamento di favore rimane incerto fino al momento della pronuncia della condanna, quindi fino alla conclusione del dibattimento pubblico, e non può essere prospettato dal magistrato inquirente già all'inizio dell'istruttoria.
Infatti, per queste ragioni l'articolo 260ter cifra 2 del Codice penale non è mai stato applicato dalla sua entrata in vigore nel 1994, come ricorda peraltro lo stesso Ministero pubblico della Confederazione nella sua presa di posizione scritta del 27 marzo 2017 all'attenzione della commissione. Ciò non è mai avvenuto per il semplice motivo che l'imputato, prima di fornire informazioni importanti, vuole sapere fin da subito quale sarà il suo destino giudiziario e in particolare vuole conoscere con buona approssimazione la durata della pena privativa della libertà che gli sarà irrogata e anche l'entità delle misure di protezione di cui potrà beneficiare.
La rottura del vincolo di omertà lo espone infatti a rischi rilevanti per la sua incolumità e anche per quella della sua famiglia. Pertanto, la prospettazione di uno sconto di pena anticipata e anche di quelle che saranno le misure di protezione sono determinanti ai fini della sua decisione di collaborare con la giustizia.
Secondo la maggioranza della commissione, esigenze di efficienza nel perseguimento penale contro queste organizzazioni criminali prevalgono o dovrebbero prevalere rispetto ad una osservanza rigorosa del principio di legalità e di parità di trattamento.
Le Ministère public de la Confédération, qui s'occupe au quotidien du crime organisé, a souligné l'efficacité de cet instrument, nommé "témoins de la Couronne", dans la poursuite pénale des réseaux criminels, dont il est question à l'article 263ter du Code pénal, en évoquant les nombreux succès atteints notamment par les autorités pénales italiennes depuis les années 1980 et 1990.
Le Ministère public a observé que l'évolution technologique dans le domaine de la communication numérique codée, du "Dark Net", etc., l'empêche non seulement de suivre l'échange de messages et d'informations par des personnes fortement suspectes d'appartenir à une organisation criminelle, mais aussi de pénétrer dans leur voisinage en mettant en échec leur isolement.
Après un long débat, notre commission, lors de sa séance du 6 avril dernier, a approuvé la motion Janiak 16.3735, par 15 voix contre 8 et 2 abstentions.
Une minorité Nidegger invite à rejeter cette motion, selon la proposition du Conseil fédéral, pour des raisons liées surtout au respect strict des principes de légalité et d'égalité de traitement. D'ailleurs, le législateur aurait déjà fait des démarches pour renforcer la lutte contre le crime organisé, notamment par la révision des lois portant soit sur le service de renseignement, soit sur les télécommunications. Selon la minorité de la commission, l'analyse des faits découverts en Thurgovie n'aurait d'ailleurs pas démontré que les ramifications du réseau de la mafia ou de la Camorra auraient atteint un niveau d'alerte dans notre société.
La majorité de la commission reconnaît, par contre, la nécessité d'une nouvelle réglementation réservée aux repentis qui collaborent en aidant le Ministère public par leurs [PAGE 850] informations de façon à éviter la répétition de crimes, tant pour ce qui relève de l'article 263ter du Code pénal que pour ce qui est en relation avec la répression des groupes Al-Qaïda et "Etat islamique", ce qui fait l'objet de la loi fédérale du 12 décembre 2014 interdisant ces groupes et les organisations apparentées.
La majorité de la commission estime que ces nouveaux instruments de poursuite pénale ont démontré leur efficacité dans plusieurs pays d'Europe, où nombre d'organisations criminelles établies depuis des décennies ont pu être démantelées sans aucune violation des garanties de l'Etat de droit.
La commission, en approuvant une proposition de Madame Rickli Natalie, a aussi décidé, par 21 voix contre 2 et 1 abstention, de présenter une motion qui reprend une proposition formulée par l'administration. Il s'agit de la motion CAJ-CN 17.3264, "Extension de la 'petite règle des témoins de la Couronne' aux membres d'organisations terroristes", qui charge le Conseil fédéral de soumettre aux chambres une nouvelle réglementation dans le cadre de l'approbation et de la mise en oeuvre de la Convention du Conseil de l'Europe du 16 mai 2005 pour la prévention du terrorisme. Cette nouvelle réglementation devra étendre la disposition qui figure à l'article 260ter chiffre 2 du Code pénal, dite "petite règle des témoins de la Couronne", de façon à ce que l'atténuation de la peine soit aussi appliquée aux membres d'une organisation terroriste.
Vi invito pertanto a seguire la maggioranza della commissione, approvando sia la mozione Janiak 16.3735 sia la mozione della vostra commissione 17.3264 su proposta della collega Rickli.