Merlini Giovanni · Nationalrat · 2017-09-19
Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2017-09-19
Wortprotokoll
Le preoccupazioni dei promotori di questa iniziativa potevano anche essere parzialmente condivisibili, soprattutto prima dell'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale da parte delle Camere con la legge adottata il 16 dicembre 2016. Ma una nuova chiamata al voto sul pilotaggio autonomo dell'immigrazione approvato da popolo e cantoni il 9 febbraio 2014 sarebbe una forzatura inopportuna - a così pochi anni di distanza da quello scrutinio popolare.
Correttamente il Consiglio federale ha rinunciato a contrapporre un controprogetto diretto, anche perché le modalità di attuazione del nuovo articolo costituzionale dovrebbero consentire di applicare un controllo efficace sull'immigrazione e di scongiurare un'eccessiva pressione sui salari nei settori del mercato del lavoro più esposti, senza tuttavia violare l'Accordo sulla libera circolazione e con esso tutto l'impianto bilaterale in vigore con l'UE.
La modifica della legge federale sugli stranieri in attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale, checché ne dicano i detrattori che l'hanno avversata e che, a torto, continuano a bollarla come un tradimento della volontà popolare, coniuga l'aspirazione a governare autonomamente l'immigrazione nel nostro paese con la stessa volontà popolare favorevole alla via bilaterale, espressa nell'anno 2000 e ribadita due volte nel 2005 e poi ancora nel 2006 e nel 2009. È vero che con l'abrogazione degli articoli 121a e 197 cifra 11 della Costituzione da parte di popolo e cantoni, come richiesto dall'iniziativa, verrebbe eliminato il conflitto tra la Costituzione federale da una parte e l'Accordo di libera circolazione e la Convenzione AELS dall'altra; cionondimeno verrebbe a cadere nello stesso tempo anche il mandato che la stessa maggioranza di popolo e cantoni hanno conferito al legislatore di regolare e limitare l'immigrazione e di concedere la priorità alla manodopera indigena.
E anche se dal 9 febbraio 2014 l'immigrazione nel nostro paese è andata diminuendo, non si giustifica la rinuncia agli strumenti adeguati per disciplinare l'afflusso di manodopera estera, come quelli adottati nel quadro dell'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale. Agli autori dell'iniziativa non dovrebbe essere sfuggito lo sforzo della maggioranza delle Camere federali teso a salvaguardare gli accordi bilaterali attraverso la rinuncia a burocratici tetti massimi e contingenti. Infatti, la soluzione trovata per favorire la priorità alla manodopera residente non è stata impugnata dal referendum e non si pone in rotta di collisione con l'impostazione di fondo della libera circolazione delle persone, evitando quindi al governo il compito di denunciare l'Accordo di libera circolazione, il che comporterebbe la disdetta automatica anche di tutti gli altri accordi bilaterali, così come la scadenza dell'accordo sull'associazione della Svizzera al programma di ricerca Orizzonte 2020 concluso nel 2014. Inoltre darebbe la possibilità all'Unione europea, come sappiamo, di disdire nei nostri confronti gli accordi di associazione a Schengen e Dublino, con tutte le relative conseguenze.
L'iniziativa popolare, anche a prescindere dalla sua inopportunità politica per l'intempestività di un secondo [PAGE 1451] scrutinio popolare sullo stesso oggetto, è di fatto superata dagli eventi e dalla revisione della legge federale sugli stranieri in applicazione della novella costituzionale di cui all'articolo 121a.
Vi chiedo quindi di seguire la maggioranza commissionale raccomandando al popolo di respingere questa iniziativa e non prevedere alcun controprogetto.