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preparatory:AB 220681

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2017-09-26

Wortprotokoll

Es geht hier noch einmal um den Schutz des lokalen Arbeitsmarktes. Mit dieser Motion wird der Bundesrat beauftragt, einen Gesetzentwurf vorzulegen, der für Grenzgängerinnen und Grenzgänger zum Schutz des lokalen Arbeitsmarktes eine Eintrittsabgabe vorsieht, mit der die Kosten gedeckt werden, die der Gesellschaft, der Wirtschaft, der Umwelt und der Infrastruktur durch das Grenzgängertum entstehen. Der Leiter des Seminars für Finanzwirtschaft der Universität Freiburg, Reiner Eichenberger, hat sich für diese Abgabe ausgesprochen, wie viele unter Ihnen wahrscheinlich schon gehört oder gelesen haben.

La protection du marché du travail local est un sujet capital, en particulier au Tessin, d'autant plus que le renforcement des mesures d'accompagnement liées à la libre circulation, bien que convenu entre le Conseil fédéral et le gouvernement tessinois, a été reporté sine die au niveau fédéral.

Ora, se il professor Reiner Eichenberger, che ha una reputazione accademica da difendere, ha formulato la proposta che ha fatto discutere e che poi è confluita in questa mozione, c'è motivo di credere che essa sia fondata e che non si tratti di una semplice boutade.

Sul fatto che ci sia necessità d'azione - "Handlungsbedarf", come si dice qui - a proposito del frontalierato in Ticino credo non ci sia molto da discutere. Il numero dei frontalieri continua ad aumentare a seguito della libera circolazione senza limiti e della non applicazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa". L'anno scorso, quando è stata depositata questa mozione, in Ticino eravamo a una quota di 62 500 frontalieri. Gli ultimi rilevamenti ufficiali che datano di quest'estate ci dicono che sono già 3000 in più. Significa che quasi un terzo del mercato del lavoro ticinese è occupato da frontalieri. Il loro numero è esploso soprattutto nel settore terziario, e questo alto numero non è sostenibile. Un quantitativo di 30 000 o 35 000 frontalieri è accettabile per il Ticino. Questo quantitativo era già presente anche prima dell'entrata in vigore della libera circolazione delle persone. Quasi il doppio dei frontalieri, come oggi, manifestamente non è sostenibile, questo chiunque è in grado di capire.

I 65 500 frontalieri entrano in Ticino tutti i giorni uno per macchina. In questo modo generano importanti costi infrastrutturali e creano intasamenti permanenti sulla rete viaria cantonale e nazionale. Anche questo comporta dei costi rilevanti per l'economia. Inoltre, queste presenze generano anche rifiuti solidi urbani, che devono poi anche venire smaltiti. Questi sono solo due piccoli esempi.

Lo scorso giovedì ma anche ieri sera durante il dibattito sull'iniziativa "No Billag" si è parlato a lungo della particolarità ticinese a proposito della ripartizione del canone radio-televisivo. Il mercato del lavoro ticinese è un tema assai più importante della RSI e presenta particolarità ben più [PAGE 1583] marcate ma di questo raramente si tiene conto. Uno dei problemi è dato notoriamente dal differenziale tra il costo della vita in Svizzera e in Italia. Sappiamo che in Italia si vive bene con uno stipendio che in Ticino non basta affatto per arrivare alla fine del mese. Questo stato di cose genera sostituzione e dumping salariale.

I frontalieri sono inoltre fiscalmente privilegiati dallo Stato italiano rispetto ai loro concittadini che vivono in Italia.

Ecco, la tassa ipotizzata nella mozione permetterebbe in parte di colmare questo differenziale tra il costo della vita al di qua e al di là del confine. Immaginando - è solo un'ipotesi - anche solo una tassa di 500 franchi all'anno per frontaliere si potrebbero incassare 33 milioni di franchi all'anno che poi potrebbero essere utilizzati per promuovere veramente, seriamente l'occupazione dei residenti - non tramite preferenze indigene "light" che manifestamente non servono a nulla.

Il Consiglio federale di fatto, senza fare approfondimenti, raccomanda di respingere la mozione. Di conseguenza, nel caso la presente mozione venisse respinta, presenterò comunque un postulato per chiedere al governo di approfondire l'introduzione della tassa per frontalieri, cosa che non ha fatto nella sua presa di posizione su questa mozione che vi invito a sostenere.