Romano Marco · Nationalrat · 2018-03-01
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2018-03-01
Wortprotokoll
Vi invito ad approvare il controprogetto realizzato dal Consiglio federale e sostenuto già dal Consiglio degli Stati per concretizzare in maniera pragmatica quanto proposto dagli autori di questa iniziativa popolare, di cui sono tra i primi firmatari. L'iniziativa popolare "per la promozione delle vie ciclabili e dei sentieri e percorsi pedonali" sarà poi, a mio giudizio, da respingere, se arriva in votazione popolare, ma auspico che possa essere ritirata affinché vi sia il massimo sostegno al controprogetto.
Politicamente ci siamo, ma nella pratica in parecchie regioni della Svizzera - penso in particolare alla Svizzera italiana - vi è molto da pedalare per concretizzare quanto hanno richiesto le oltre centomila persone che hanno firmato l'iniziativa.
La promozione delle vie ciclabili, dei sentieri e dei percorsi pedonali è una competenza cantonale e comunale. Questo deve restare in un'ottica federalista e sussidiaria. In assenza di un approccio organico e completo in tutto il nostro territorio nazionale, è tuttavia fondamentale sancire il principio nella Costituzione affinché vi sia una promozione coordinata di queste infrastrutture di mobilità. Strade e ferrovie sono il fondamento delle nostre infrastrutture di trasporto di base, pedoni e ciclisti devono ora trovare il giusto riconoscimento. Anzi, come ben sappiamo, sgravano l'attuale rete, satura soprattutto negli orari di punta.
La proposta del controprogetto è moderata e assolutamente finanziabile. Sventolare paure relative ai costi è fuori luogo. I piani di agglomerato prevedono già oggi i mezzi necessari per la mobilità su due ruote e quella pedonale. Ricordiamo che stiamo parlando di investimenti infrastrutturali, quindi investimenti a favore delle prossime generazioni. L'urbanizzazione dell'ultimo cinquantennio impone la necessità di completare i percorsi pensando ora anche alle biciclette e ai pedoni, sia in un'ottica di spostamenti professionali sia nel tempo libero.
Una pianificazione territoriale efficiente e un coordinamento tra mobilità su due ruote e mobilità a piedi, permettono anche di evitare situazioni di conflitto e pericolo, come ne conosciamo oggi purtroppo spesso. A beneficiarne è la fluidità e la sicurezza di tutte le persone che si muovono. E non dimentichiamo che un tale approccio permette anche di scaricare le strade, le vie di trasporto oggi troppo spesso sovraccariche.
Il 50 per cento degli spostamenti in automobile e l'80 per cento in bus o tram oggi è più corto di 5 chilometri. Queste distanze - data una infrastruttura ben sviluppata e ben gestita che garantisce la sicurezza - possono essere ricoperte sempre più in bicicletta ed a piedi. E non dimentichiamo che la crescente diffusione, accompagnata dallo sviluppo tecnologico, delle biciclette elettriche riduce la fatica delle salite e delle distanze, permettendo di compiere questi tragitti anche in abito e in cravatta.
Vi sono poi gli aspetti turistici e sportivi. La bicicletta fa parte della nostra tradizione nel tempo libero e abbiamo, con il nostro magnifico territorio, il potenziale per attirare in tutte le regioni del paese turisti da tutta Europa che possono godersi il territorio, i nostri sentieri alpini e anche le nostre realtà cittadine.
In conclusione, invito a raccomandare di respingere l'iniziativa popolare, che spero possa essere ritirata, e ad approvare il controprogetto.