Romano Marco · Nationalrat · 2019-06-20
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2019-06-20
Wortprotokoll
La Svizzera è un paese piccolo, ma estremamente variegato. Tradizionalmente pensiamo all'eterogeneità culturale e linguistica, ma anche a livello territoriale e di attività insediate troviamo una grande varietà in spazi molto ristretti. Accanto a montagne, boschi e laghi, nel piano e in collina convivono attività agricole, industriali e di servizi, tanto in prossimità degli agglomerati cittadini quanto nelle periferie.
Dichiaro i miei interessi quale presidente dell'Interprofessione della vite e del vino svizzeri rispettivamente responsabile dell'acqua potabile nell'esecutivo della città di Mendrisio.
Le due iniziative toccano due aspetti rilevanti: l'approvvigionamento di acqua potabile pulita e l'utilizzo di prodotti fitosanitari nell'agricoltura - purtroppo solamente in questo settore, tralasciando l'utilizzo di prodotti chimici e biologici in moltissimi altri ambiti.
Il settore primario è parte integrante del nostro territorio e della nostra economia. La ristrettezza degli spazi impone grande prudenza nella gestione delle varie attività anche in ottica di protezione e rispetto per l'ambiente e per le risorse naturali. L'approvvigionamento di acqua potabile di livello eccellente è una sfida continua, l'odierna legislazione è moderna e soddisfa le esigenze. La ristrettezza degli spazi e la convivenza di varie attività e necessità, impongono sforzi importanti, ma il prodotto è sempre di qualità.
Le due iniziative focalizzano su di un tema rilevante, chiaramente condiviso da tutti come grande sfida e impegno da realizzare nel futuro, nel futuro prossimo, anche per sanare disastri fatti nel passato. Tuttavia quanto proposto non è accettabile e sostenibile, è estremista e dannoso. Le iniziative contengono divieti e vincoli insostenibili. La concretizzazione dei testi costituzionali proposti genererebbe danni enormi al settore primario svizzero, con conseguenze pesanti su chi vi opera, nonché effetti diretti e indiretti sui cittadini consumatori.
Nello specifico della vitivinicoltura quanto prescritto porterebbe alla dismissione di parecchi vigneti, alla diminuzione della produzione di vino - le regole sono ancora più severe delle regole vigenti per i prodotti biologici - rispettivamente a grossi problemi sul mercato. L'effetto negativo sui prezzi, con costi di produzione già oggi molto più alti rispetto ai Paesi concorrenti, sarebbe notevole - si parla di un aumento del 20-40 per cento.
Sarebbe un danno notevole per il settore. Subirebbe un forte impatto e dovrebbe notevolmente ridimensionarsi. Parimenti sarebbero colpite tutte le altre colture specifiche, nonché l'allevamento di animali. La vitivinicoltura rappresenta in alcuni cantoni non solo un settore economico che dà impiego a migliaia di famiglie, ma con i vigneti terrazzati e di collina è letteralmente una parte integrante del nostro territorio - pensiamo al Ticino, al Lavaux e ad altre zone della Confederazione.
Come dicevo, quanto in termini assolutistici ed estremi, quindi inaccettabili, viene chiesto dagli autori delle due iniziative, è già parte della visione e dell'attività quotidiana di chi opera nel settore. I prodotti fitosanitari sono una necessità imprescindibile. Senza di essi la produzione sarebbe insufficiente e imprevedibile, una situazione insostenibile per chi vive di sola attività primaria. L'impiego di prodotti non nocivi per l'ambiente, l'utilizzo misurato e coordinato, e la costante ricerca di miglioramenti sono un impegno costante del settore. Anche la ricerca agricola, in primis Agroscope con il suo centro di Cadenazzo, riveste un ruolo fondamentale nello studio di soluzioni più sostenibili. Servono tempo e misura, non divieti draconiani.
Nel dibattito sono già stati citati tutti piani d'azione, tutte le politiche portate avanti dalla Confederazione. Si tratta di azioni concrete, di impegni che i settori agricolo e vitivinicolo hanno sposato e stanno portando avanti. L'utilizzo di prodotti fitosanitari è in diminuzione e sempre più mirato e sempre più orientato ad avere una produzione stabile, sostenibile e rispettosa dell'ambiente.
Per questi motivi, queste iniziative sono totalmente inutili, così com'è inutile addentrarsi in un controprogetto che genererebbe solo una lunga discussione e nessun valore aggiunto. Le basi legali oggi ci sono, i piani d'azione ci sono, realizziamoli - queste iniziative sono totalmente inutili.